Forlì. “Celle piccole e buie”. Detenuti, ok la formazione
Valentina Paiano
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Il Resto del Carlino
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Riassunto
L'associazione Antigone ha monitorato le condizioni del carcere della Rocca di Ravaldino, rilevando gravi criticità strutturali aggravate dall'alluvione del 2023, come celle anguste e muffe nelle docce. Nonostante i lavori di ristrutturazione previsti per il 2026, l'istituto si distingue positivamente per l'ampia offerta di percorsi formativi, l'assistenza sanitaria h24 e il buon tasso di inserimento lavorativo esterno per i 149 detenuti. Il clima generale appare disteso grazie alla collaborazione con il volontariato locale e alle attività condivise tra le diverse sezioni. Questa situazione evidenzia come l'eccellenza nel trattamento rieducativo debba scontrarsi con la necessità urgente di un rinnovamento infrastrutturale del sistema carcerario.
La Casa Circondariale di Rimini affronta un grave sovraffollamento, ospitando 169 persone a fronte di una capienza di 118, condizione definita dalla delegazione dei Radicali come un trattamento inumano e degradante. Durante una visita ispettiva, sono emersi problemi critici quali l'insufficienza di assistenza psicologica e psichiatrica, la scarsità di opportunità lavorative e ritardi burocratici nella gestione dei conti dei detenuti. L'istituto appare isolato dal tessuto cittadino e si regge unicamente sullo sforzo del personale in carenza organica e sulla sopportazione dei reclusi. Questa situazione evidenzia l'urgenza di una riforma che riporti la legalità costituzionale e il rispetto dei diritti umani nelle carceri italiane.
Una delegazione di Radicali Italiani, Possibile e Avs ha denunciato le condizioni critiche della Casa circondariale di Cuneo, definendole non dignitose sia per i detenuti che per gli operatori. Nonostante l'assenza di sovraffollamento formale, la struttura soffre di una grave carenza di personale, specialmente di mediatori culturali, e di ambienti degradati come le celle d'isolamento situate in locali angusti. Le attività rieducative e lavorative sono minime, lasciando la maggior parte dei detenuti in uno stato di inattività che ostacola il reinserimento sociale. Questo scenario richiama l'attenzione sull'urgenza di interventi istituzionali per garantire la dignità e la funzione rieducativa della pena.
Una delegazione di Radicali e Giovani Democratici ha visitato il carcere di Novara, rilevando un sovraffollamento moderato con 93 detenuti nella sezione ordinaria e 68 in regime di 41 bis. L'istituto si distingue positivamente per le attività lavorative interne, come tipografia e lavanderia, ma soffre di una carenza di 30 agenti di polizia penitenziaria rispetto alla pianta organica. I rappresentanti politici chiedono ora maggiori sforzi per l'inserimento abitativo post-detenzione e invitano le istituzioni regionali a monitorare più da vicino le carceri piemontesi. Questa situazione evidenzia l'importanza del lavoro carcerario per la rieducazione, pur confermando le croniche difficoltà legate alla carenza di personale.