“Pacchetto sicurezza”, le nuove norme in arrivo

Il governo italiano e la Lega stanno definendo un nuovo pacchetto di norme sulla sicurezza che prevede una stretta sul porto d'armi bianche tra i minori e l'introduzione di uno scudo legale per le forze dell'ordine. Parallelamente, la Lega propone misure restrittive sui migranti, come la riduzione a 19 anni del limite per l'accoglienza dei minori non accompagnati e la possibilità di rimpatrio forzato verso le famiglie d'origine. Queste iniziative sembrano mirate a consolidare il consenso elettorale del centrodestra e a rispondere alle preoccupazioni dell'opinione pubblica sui giovani stranieri. Tali proposte sollevano però seri dubbi di incostituzionalità e rischiano di aggravare la marginalizzazione sociale dei minori coinvolti.

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Sovraffollamento: Mattarella invii messaggio alle Camere secondo art. 87 della Costituzione

L'articolo evidenzia l'urgenza di intervenire sul sovraffollamento delle carceri italiane, che conta oltre 14.000 detenuti in eccedenza rispetto alla capienza regolamentare. Nonostante i ripetuti moniti del Presidente Mattarella, l'autore sostiene che sia necessario un passo ulteriore: l'invio di un messaggio formale alle Camere ai sensi dell'articolo 87 della Costituzione. Tale iniziativa, già intrapresa da Giorgio Napolitano nel 2013, costringerebbe il Parlamento ad assumersi le proprie responsabilità di fronte alle sistematiche violazioni dei diritti. Questo appello sottolinea una crisi di legalità ormai insostenibile per il sistema penitenziario e civile del Paese.

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Morire di carcere, dentro o appena usciti

L'articolo riporta il caso di una donna di 41 anni, da poco uscita dal carcere, morta suicida nel reparto di Psichiatria dell'ospedale di Livorno il 27 dicembre scorso. La Procura ha avviato un'indagine per omicidio colposo, mentre il Collettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud denuncia l'approccio eccessivamente custodialistico e i precedenti decessi avvenuti nella stessa struttura. Viene evidenziata la vulnerabilità di chi ha vissuto l'esperienza carceraria e la mancanza di un supporto post-detenzione che eviti risposte puramente sedative. Questa vicenda solleva criticità urgenti sulla gestione della salute mentale e sulla tutela della dignità umana negli ambienti di reclusione e cura.

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La legalità è illegale: è questo il carcere

Tullio Padovani denuncia la gravissima crisi delle carceri italiane, definendole luoghi di illegalità istituzionalizzata dove mancano spazi, igiene e dignità umana. L'autore critica duramente la riforma penitenziaria del 1975, considerandola un atto di vacua retorica che ha aumentato la discrezionalità del potere senza garantire i diritti fondamentali dei detenuti. Viene evidenziato il paradosso di uno Stato che, pur dovendo rieducare alla legalità, viola sistematicamente le proprie leggi all'interno delle strutture detentive. Questa situazione mette in luce il fallimento del sistema rieducativo e la necessità urgente di un intervento politico per ripristinare la decenza e il rispetto del dettato costituzionale.

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Novara. Laurea in carcere al “41 bis”: detenuto dottore in economia

Raffaele Martena, detenuto in regime di 41 bis presso la casa circondariale di Novara, ha conseguito la laurea in Economia e Management con 110 e lode presso l'Università di Parma. Nonostante le restrizioni del carcere duro gli abbiano impedito ogni contatto con docenti e altri studenti, l'uomo ha completato il suo percorso studiando autonomamente sui libri. Entrato in prigione a soli 17 anni, Martena ha trasformato l'isolamento in un'occasione di crescita intellettuale e riscatto personale. Questo evento evidenzia come il diritto allo studio rimanga un fondamentale strumento di riabilitazione anche nelle condizioni detentive più severe del sistema penale italiano.

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Taranto. Suicidi in carcere. “In Comune nomini il Garante dei detenuti”

Il consigliere Emiliano Messina denuncia l'emergenza suicidi nelle carceri italiane, citando gli 80 decessi del 2025 e il caso recente avvenuto nel carcere di Taranto. Il sovraffollamento critico, con la struttura tarantina che ospita il doppio dei detenuti previsti, e la mancanza di prospettive aggravano il disagio psicologico dei ristretti. Messina sollecita il sindaco di Taranto a nominare urgentemente il garante dei detenuti per tutelare la dignità umana e favorire il reinserimento sociale. Questo evidenzia la necessità impellente di riforme strutturali per affrontare la crisi del sistema carcerario italiano.

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Monza. Detenuto denunciò pestaggio, chiesta la condanna per gli agenti

La Procura di Monza ha richiesto condanne fino a due anni e tre mesi per quattro agenti di polizia penitenziaria e l'ex comandante del carcere locale, accusati di aver aggredito nel 2019 il detenuto Umberto Manfredi. Sebbene un video mostri le violenze, la difesa sostiene che gli agenti abbiano agito per contenere la resistenza dell'uomo, che all'epoca era in sciopero della fame per ottenere un trasferimento. Il caso è emerso grazie alla denuncia dell'associazione Antigone e mette in luce le tensioni legate alla gestione dei collaboratori di giustizia. Questa vicenda richiama l'attenzione sull'importanza di monitorare il rispetto dei diritti umani e la condotta delle forze dell'ordine negli istituti penitenziari.

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Rovigo. Carcere minorile, inaugurazione con polemiche: “Sarà una polveriera”

Oggi viene inaugurato il nuovo carcere minorile di Rovigo alla presenza del sottosegretario Andrea Ostellari, che lo descrive come un tassello fondamentale per la legalità e il recupero dei giovani. Tuttavia, i sindacati esprimono forte preoccupazione per la carenza di personale qualificato e il rischio di tensioni, definendo la struttura una possibile "polveriera". Il carcere ospiterà 31 detenuti, inclusi quelli trasferiti dalla struttura sovraffollata di Treviso, ma l'operatività piena è prevista solo per marzo. La mancanza di figure dirigenziali stabili e l'impiego di agenti potenzialmente inesperti sollevano dubbi sulla gestione dei percorsi rieducativi. Questa situazione mette in luce le persistenti difficoltà strutturali del sistema penitenziario minorile italiano di fronte al raddoppio dei detenuti negli ultimi anni.

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Roma. Assemblea pubblica delle organizzazioni impegnate nelle carceri

Il 6 febbraio 2026 si terrà a Roma l'assemblea pubblica 'Giubileo dei detenuti: chiediamo clemenza e umanità nelle carceri italiane', promossa da circa venti organizzazioni della società civile tra cui Antigone, CGIL e Nessuno tocchi Caino. L'iniziativa invita volontari, enti del terzo settore e cittadini a unirsi per denunciare la drammatica situazione del sistema penitenziario nazionale. L'obiettivo è sollecitare soluzioni concrete che restituiscano umanità e dignità ai detenuti, superando una volta per tutte l'attuale stato di emergenza. Questo appello sottolinea l'urgenza di una riflessione profonda sulla funzione rieducativa della pena e sul rispetto dei diritti umani nelle carceri italiane.

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Modena. Il Teatro dei Venti tra sogni sospesi e sfide: il futuro incerto di una compagnia ribelle

Il Teatro dei Venti ha ricevuto il prestigioso Premio Ubu 2025 per la 'Trilogia dell’assedio', un progetto realizzato coinvolgendo i detenuti delle carceri di Modena e Castelfranco Emilia. Il direttore artistico Stefano Tè ha sottolineato come l'attività teatrale rappresenti uno strumento fondamentale di riscatto e cambiamento per chi vive in reclusione. Nonostante il successo, la compagnia esprime forte preoccupazione per i tagli ai finanziamenti ministeriali che colpiscono i progetti culturali a sfondo sociale e di ricerca. Questa situazione evidenzia l'urgenza di proteggere le realtà artistiche che operano nelle periferie umane e sociali del Paese.

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Roma. Storie di riscatto: uno chef in carcere

Lo chef Massimiliano Orsini racconta la sua rinascita: dopo un passato segnato dalla droga e dal carcere per spaccio, ha trovato nella cucina una via di salvezza. Tornato a Rebibbia da uomo libero per l'iniziativa 'L’ALTrA Cucina… per un Pranzo d’Amore', Orsini ha condiviso la sua esperienza di recupero e l'apertura del suo ristorante 'Komos Talenti'. Il suo percorso testimonia come la passione professionale e il supporto familiare possano offrire una reale alternativa alla criminalità. Questa storia sottolinea l'importanza dei percorsi di riabilitazione professionale per un efficace reinserimento sociale dei detenuti.

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“La mia utopia? Abolire il carcere e aiutare i migranti”. Intervista a Valeria Verdolini

In un'intervista curata da Francesco Barana, Valeria Verdolini presenta il suo libro 'Abolire l’impossibile', in cui propone l'utopia come metodo concreto per riorganizzare la speranza e contrastare violenze sistemiche come il razzismo e il patriarcato. L'autrice sostiene l'abolizione, e non la semplice riforma, di strutture oppressive quali il carcere e i confini, ispirandosi al concetto di 'rovesciamento' di Franco Basaglia. Tra le proposte più radicali emergono la liberalizzazione dei visti per i migranti e una ridefinizione della sicurezza intesa come coesione sociale anziché come mero ordine pubblico. Questo lavoro invita a un cambio di paradigma per rispondere all'erosione dei diritti e del welfare che caratterizza l'epoca attuale. La proposta di Verdolini evidenzia la necessità di un nuovo orizzonte radicale per ripensare i rapporti di forza nella società moderna.

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Un “fatto sociale totale” e le nostre risposte

L'articolo presenta il saggio 'Libertà di movimento', che denuncia il fallimento delle politiche migratorie europee responsabili di migliaia di morti nel Mediterraneo e lungo le rotte terrestri. L'autore critica la retorica dell'invasione e l'inefficacia dei blocchi di frontiera, evidenziando una profonda crisi etica nelle società capaci di accogliere selettivamente solo alcuni profughi. Le migrazioni sono descritte come un fatto sociale complesso che non può essere ridotto a mere statistiche o necessità economiche. Questo testo sottolinea l'urgenza di un cambiamento radicale per garantire che nessuna persona debba più morire a causa dei confini.

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Stati Uniti. Agenti dell’Ice uccidono una donna a Minneapolis durante un’azione anti-migranti

Renee Nicole Good, una cittadina americana di 37 anni, è stata uccisa a Minneapolis da agenti dell'ICE durante un'operazione contro l'immigrazione clandestina ordinata dal presidente Trump. Mentre la Casa Bianca sostiene la tesi dell'autodifesa descrivendo l'accaduto come un atto di terrorismo, il sindaco e il governatore locale denunciano un uso sconsiderato della forza basandosi su video che smentirebbero la ricostruzione federale. L'incidente ha scatenato forti proteste in una città già segnata dal caso George Floyd, esacerbando lo scontro politico tra l'amministrazione Trump e le autorità cittadine che chiedono il ritiro degli agenti. Questo episodio solleva gravi interrogativi sulla gestione della sicurezza e sulla legittimità degli interventi federali nelle città guidate dai democratici.

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Venezuela. Tempi incerti per la liberazione di Trentini. Rodríguez allenta restrizioni carcerarie

L'articolo analizza la delicata situazione dei cittadini italiani detenuti in Venezuela, tra cui il cooperante Alberto Trentini e il giornalista Biagio Pilieri, in un contesto di forti tensioni tra la presidenza ad interim di Delcy Rodríguez e il ministro dell’Interno Diosdado Cabello. Nonostante i segnali di apertura verso gli Stati Uniti e la possibile revisione dei casi, la Farnesina appare incerta sui numeri reali dei prigionieri, attirandosi critiche per la gestione comunicativa del dossier. La famiglia di Trentini ha richiesto il silenzio mediatico per evitare che strumentalizzazioni politiche compromettano le trattative per la scarcerazione. Questa vicenda mette in luce le difficoltà della diplomazia italiana e l'urgenza di una mappatura affidabile dei detenuti per garantire il rispetto dei diritti umani.

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Oristano. Situazione esplosiva nel carcere: i detenuti protestano per il sovraffollamento

Il carcere di Massama a Oristano sta affrontando una grave crisi di sovraffollamento dopo il trasferimento di oltre 50 detenuti da Sassari e Roma, portando la popolazione carceraria a 297 unità a fronte di soli 264 posti disponibili. I sindacati e il Garante denunciano un clima di alta tensione che ha già causato disordini, sottolineando l'insufficienza dell'organico della polizia penitenziaria per gestire l'emergenza. Viene richiesto un intervento urgente dello Stato per migliorare le infrastrutture e garantire il rispetto dei diritti umani e della dignità dei detenuti. Questa situazione evidenzia la necessità critica di una gestione coordinata delle risorse penitenziarie a livello nazionale per evitare che le strutture regionali collassino.

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Firenze. Nel carcere frigorifero di Sollicciano: “In alcune celle temperature a 2 gradi”

L'articolo descrive le condizioni critiche del carcere di Sollicciano, dove il malfunzionamento del riscaldamento e le infiltrazioni d’acqua hanno portato le temperature interne vicino allo zero. Agenti e detenuti sono costretti a vivere in ambienti gelidi e umidi a causa di infrastrutture obsolete, una situazione che ha già provocato incidenti pericolosi come un recente incendio causato da una stufetta. Sia il garante regionale Giuseppe Fanfani che la sindaca Sara Funaro denunciano l'invivibilità della struttura, sostenendo che l'unica soluzione definitiva sia l'abbattimento e la ricostruzione dell'edificio. Questa emergenza evidenzia una grave mancanza di dignità e sicurezza per chi vive e lavora nel sistema carcerario italiano.

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Napoli. A Secondigliano la salute mentale è dimenticata

Il Garante campano Samuele Ciambriello ha visitato il reparto psichiatrico del carcere di Secondigliano per denunciare l’invisibilità dei detenuti affetti da patologie mentali, spesso privi di cure adeguate. L'articolo segnala un sistema penitenziario al collasso, con un sovraffollamento effettivo del 133% e una grave carenza di personale psichiatrico rispetto ai parametri di legge. Il 2024 è stato l'anno record per i suicidi in cella e i dati del 2025 confermano una tendenza drammatica, aggravata dalla chiusura di presidi sanitari essenziali. Questa situazione mette in luce l'incapacità dello Stato di garantire il diritto alla salute, trasformando la detenzione in una forma di sofferenza priva di percorsi riabilitativi.

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Cremona. Tragedia in carcere: si toglie la vita l’uomo che uccise la compagna

Franco Pettineo, cinquantaduenne in attesa di giudizio per l’omicidio della compagna Sabrina Baldini Paleni, si è suicidato nel carcere di Cremona nel giorno dell'Epifania. L'uomo aveva confessato il delitto, avvenuto nel marzo 2025 dopo una lite per motivi economici, e avrebbe dovuto comparire a breve davanti alla Corte d’assise di Pavia. La vicenda si conclude tragicamente prima che il percorso giudiziario potesse giungere a una sentenza definitiva. Questo evento evidenzia ancora una volta il dramma dei suicidi dietro le sbarre per chi è in attesa di giudizio.

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Gratuito patrocinio, non è inammissibile la richiesta se manca indicazione dei redditi dei familiari

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 322/2026, ha chiarito che per l'accesso al gratuito patrocinio è sufficiente l'autocertificazione del reddito complessivo del nucleo familiare, senza la necessità di indicare separatamente i redditi dei singoli componenti. I giudici hanno stabilito che l'opposizione al diniego del beneficio non può essere decisa in modo sommario, ma richiede obbligatoriamente l'instaurazione del contraddittorio tra le parti tramite un'udienza camerale. Inoltre, è stato ribadito che in questa fase non è necessaria una procura speciale per il difensore, semplificando ulteriormente l'iter burocratico per il richiedente. Questa decisione rappresenta un importante passo avanti nella tutela del diritto alla difesa, evitando che formalismi eccessivi ostacolino l'accesso alla giustizia per i cittadini meno abbienti.

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