Alessandria. Delmastro: “L’arrivo dei detenuti del 41bis a San Michele aumenterà la sicurezza”

Il Sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro Delle Vedove ha annunciato nuovi investimenti strutturali per il carcere Don Soria di Alessandria, puntando su formazione e lavoro per ridurre la recidività dei detenuti. Parallelamente, il Governo Meloni ha avviato ampi piani di assunzione per la Polizia Penitenziaria, con oltre 11 mila nuovi agenti inseriti in tre anni per colmare le carenze d’organico. È stata inoltre confermata la riconversione del carcere di San Michele per ospitare detenuti in regime di 41 bis, una scelta motivata dalla solidità strutturale dell'istituto e dalla garanzia di maggiore sicurezza per il territorio. Questi interventi riflettono la complessa sfida di bilanciare il trattamento rieducativo con le massime esigenze di sicurezza nazionale.

Leggi l'articolo originale →

Piemonte. Diritti e pari opportunità per i detenuti, firmato protocollo regionale

La Garante dei detenuti Monica Formaiano e la presidente della Commissione regionale per le pari opportunità Maria Rosa Porta hanno siglato un protocollo d'intesa triennale per promuovere i diritti e l'uguaglianza nelle carceri piemontesi. L'accordo mira a contrastare ogni forma di discriminazione, con un focus specifico sulle esigenze delle donne e delle madri detenute negli istituti di Torino e Vercelli. Attraverso il monitoraggio delle condizioni detentive e la promozione di percorsi formativi, si intende facilitare il reinserimento sociale e lavorativo dei detenuti nel rispetto della loro dignità. Questa iniziativa evidenzia l'importanza di un approccio attento alle fragilità di genere per garantire pari opportunità anche all'interno del sistema penitenziario.

Leggi l'articolo originale →

I 30 della legge sull’uso dei beni confiscati alle mafie, Ciotti: “Una svolta nella coscienza collettiva”

Libera festeggia i trent'anni della legge 109/96 sul riutilizzo sociale dei beni confiscati alle mafie con eventi in oltre 180 piazze italiane. Don Luigi Ciotti sottolinea come questa norma, nata da una mobilitazione popolare di un milione di firme, abbia trasformato proprietà criminali in scuole, centri sociali e cooperative agricole. Nonostante i successi, permangono sfide burocratiche e finanziarie, motivo per cui l'associazione ha lanciato la campagna 'Diamo linfa al bene' per destinare maggiori risorse alla gestione di questi spazi. Questo anniversario ricorda l'importanza di riappropriarsi dei territori per promuovere una crescita etica ed economica condivisa. Ciò evidenzia come la partecipazione civile sia fondamentale per trasformare il patrimonio mafioso in una risorsa collettiva.

Leggi l'articolo originale →

Referendum sulla giustizia, cosa dicono gli ultimi sondaggi

A poco più di due settimane dal referendum sulla giustizia del 22 e 23 marzo, i sondaggi mostrano un’Italia profondamente divisa tra il Sì e il No. Mentre istituti come Only Numbers e BiDiMedia vedono in vantaggio i favorevoli alla riforma, YouTrend rileva un sorpasso dei contrari, alimentando l'incertezza sull'esito finale. I quesiti principali riguardano la separazione dei Consigli superiori della magistratura e l’istituzione di un’Alta corte disciplinare per i magistrati. Secondo i dati di Termometro Politico, l'impatto elettorale futuro dell'esito referendario rimane incerto, con molti cittadini che prevedono conseguenze limitate per i partiti. Questa situazione evidenzia quanto il tema della riforma giudiziaria rimanga divisivo e cruciale per il futuro del sistema legale italiano.

Leggi l'articolo originale →

Referendum, la tensione sale ancora. “Sì” o “no”, le nostre interviste

L'articolo mette a confronto i costituzionalisti Filippo Pizzolato e Marco Olivetti sulle ragioni del 'No' e del 'Sì' in vista del referendum sulla riforma della giustizia. Pizzolato critica la riforma definendola opaca e rischiosa per l'indipendenza della magistratura, mentre Olivetti la ritiene un passo necessario per superare le logiche spartitorie delle correnti, pur suggerendo cautela nell'applicazione. Entrambi i docenti rilevano una preoccupante mancanza di dialogo tra le forze politiche, che ha portato a uno scontro frontale invece di una revisione costituzionale condivisa. Questo scenario sottolinea l'urgenza di ritrovare uno spirito di cooperazione istituzionale per proteggere la stabilità e l'equilibrio del sistema democratico italiano.

Leggi l'articolo originale →

Saluzzo (Cn). “Niente studenti in carcere”. Il Dap vieta il laboratorio di letture e teatro

Il Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria (DAP) ha negato l'autorizzazione per il progetto 'Adotta uno scrittore' nel carcere di Saluzzo, impedendo l'incontro tra studenti e detenuti previsto da oltre 15 anni. Questa decisione, basata su una circolare di ottobre che centralizza le decisioni per gli istituti di alta sicurezza, ha causato l'annullamento di diverse attività culturali anche ad Asti. Il garante dei detenuti e le associazioni locali denunciano una tendenza alla chiusura del mondo carcerario rispetto alla società esterna, nonostante la storica efficacia di questi percorsi riabilitativi. Questa situazione evidenzia una criticità preoccupante che rischia di compromettere la funzione educativa e di reinserimento sociale della pena nel sistema italiano.

Leggi l'articolo originale →

Il disinteresse della vittima non blocca la giustizia riparativa

La Corte di Cassazione, con la sentenza 8653, ha stabilito che l'accesso ai programmi di giustizia riparativa non può essere negato anche se la vittima esprime disinteresse o in assenza di risarcimento economico. Il focus della norma, introdotta dalla riforma Cartabia, risiede nella responsabilizzazione e nel reinserimento sociale del reo piuttosto che sulla logica punitiva o mercantile. La Corte chiarisce inoltre che il percorso può svolgersi con 'vittime surrogate' per non privare il condannato di strumenti riabilitativi essenziali. Questa decisione sottolinea l'importanza di un approccio che metta al centro la rielaborazione del conflitto oltre le dinamiche processuali classiche.

Leggi l'articolo originale →

Saluzzo (Cn). Il Dap vieta l’ingresso degli studenti in carcere, a rischio 15 anni di progetti educativi

Il Garante dei detenuti di Saluzzo e diverse associazioni locali hanno espresso forte preoccupazione per il divieto imposto dal DAP all'ingresso di studenti nel carcere di Alta Sicurezza. La decisione ha interrotto progetti storici di inclusione, come i laboratori di lettura legati al Salone del Libro, basandosi su nuove circolari restrittive che limitano il contatto tra reclusi e società civile. Nella lettera aperta viene ribadito il valore rieducativo della pena, citando il sostegno di figure autorevoli come il Presidente Mattarella e Papa Francesco. I firmatari chiedono l'apertura di un dialogo istituzionale per non compromettere percorsi di cittadinanza attiva e inclusione sociale consolidati da anni. Questo episodio evidenzia una tensione critica tra le esigenze di sicurezza e il mandato costituzionale della rieducazione del condannato.

Leggi l'articolo originale →

Orvieto (Pg). Il Comune boccia il Garante dei detenuti. “Sarebbe stato un simbolo forte”

Il Consiglio comunale di Orvieto ha respinto la mozione delle opposizioni per la nomina di un Garante dei detenuti, emendando la proposta presentata dalla minoranza. Sergio Carli, artigiano che collabora con il carcere locale e candidato indicato per il ruolo, ha espresso profonda amarezza, denunciando come la bocciatura sembri dettata da pregiudizi politici piuttosto che dal merito dell'iniziativa. Secondo Carli, la figura del Garante avrebbe rappresentato un segnale di vicinanza della città verso la popolazione carceraria, che rischia di restare invisibile dietro le mura del penitenziario. Questo episodio evidenzia la persistente difficoltà delle istituzioni locali nel trasformare la gestione carceraria in una priorità di comunità condivisa.

Leggi l'articolo originale →

Trento. Il Garante: “Struttura carceraria sotto stress, ma forte la Rete di volontariato”

Il garante Giovanni Maria Pavarin ha presentato la relazione annuale sul carcere di Spini di Gardolo, descrivendolo come una struttura moderna ma gravata da carenze di personale e da una popolazione detenuta complessa, con un'alta percentuale di stranieri. Nonostante le criticità sanitarie e il disagio psichico diffuso, emergono segnali positivi come il progetto di reinserimento lavorativo 'Speedy Pizza' e l'avvio dei colloqui affettivi riservati. La relazione evidenzia inoltre il successo formativo di un detenuto prossimo alla laurea in architettura, pur in un contesto di bassa scolarizzazione generale. Questa situazione sottolinea la necessità per l'Autonomia trentina di intervenire con maggiore incisività sulle politiche penitenziarie per garantire dignità e reali opportunità di recupero.

Leggi l'articolo originale →

Sovraffollamento: 69 istituti su 189 oltre il 150%

L'articolo analizza l'allarmante crescita del sovraffollamento nelle carceri italiane, che a fine febbraio 2026 ospitano quasi 64.000 detenuti a fronte di soli 46.000 posti reali. La situazione è peggiorata sensibilmente nell'ultimo anno, con un tasso di affollamento salito al 138% e una preoccupante estensione del fenomeno anche agli istituti penitenziari per minorenni a causa di nuove norme repressive. Nonostante il leggero aumento delle misure alternative, l'assenza di politiche deflattive efficaci rende la gestione del sistema sempre più critica, specialmente in regioni come il Lazio. Questo scenario evidenzia una crisi strutturale che mette a rischio la dignità dei detenuti e la funzionalità stessa dell'ordinamento penale italiano.

Leggi l'articolo originale →

Triveneto. Reinserimento detenuti, vescovi e direttori delle carceri a confronto

I 15 vescovi della Conferenza Episcopale Triveneto hanno incontrato i direttori dei 18 istituti penitenziari della regione per avviare una collaborazione stabile volta a umanizzare la vita carceraria. Al centro del dialogo sono stati posti il ruolo cruciale delle cappellanie e la necessità di favorire il reinserimento sociale e lavorativo dei detenuti, in linea con i principi dell'Articolo 27 della Costituzione. Sono state discusse criticità urgenti come il sovraffollamento, la carenza di personale e il crescente disagio psichico tra i reclusi. Questo incontro sottolinea l'importanza fondamentale di un impegno corale tra Chiesa e istituzioni per trasformare il carcere in un effettivo luogo di riabilitazione e riscatto umano.

Leggi l'articolo originale →

Il Garante della Campania, Ciambriello: “Le carceri italiane producono disperazione e recidive”

L'articolo descrive la situazione critica delle carceri italiane, evidenziando un grave sovraffollamento che in Campania vede oltre 7.800 detenuti per soli 6.100 posti circa. Il Garante regionale Samuele Ciambriello ha indetto una manifestazione per il 10 marzo a Napoli per richiedere misure alternative, il potenziamento della sanità penitenziaria e provvedimenti di clemenza. L'iniziativa denuncia inoltre l'alto numero di detenuti con patologie psichiche o tossicodipendenze, per i quali il carcere non rappresenta un'opportunità di recupero. Questo scenario sottolinea l'urgenza di una riforma strutturale per superare il fallimento dell'attuale sistema punitivo e ridurre l'alto tasso di recidiva.

Leggi l'articolo originale →

Venezia. Trent’anni di Granello di senape: “Le persone oltre le pene, per un carcere umano”

L’associazione 'Il granello di senape' celebra trent'anni di attività nelle carceri veneziane, offrendo opportunità di riscatto attraverso progetti come biblioteche, corsi di sartoria e la rivista 'Ponti'. Nata in risposta alla tragedia dell'omicidio di Alessandro Di Ciò, l'organizzazione lavora per mantenere vivo il legame tra il carcere e la società civile. Nonostante le crescenti difficoltà legislative e la riduzione dei fondi per la rieducazione, le volontarie ribadiscono l'importanza di vedere la persona oltre il reato. Questo impegno richiama l'urgenza di una politica istituzionale che rimetta il sistema penitenziario al centro dell'interesse collettivo.

Leggi l'articolo originale →

Firenze. Giustizia e specchi rotti

Il Tribunale di sorveglianza di Firenze ha sollevato una questione di legittimità costituzionale riguardo alle condizioni degradanti del carcere di Sollicciano, portando il caso davanti alla Corte Costituzionale. L'iniziativa legale mette in dubbio se sia lecito scontare una pena in una struttura fatiscente e priva di requisiti minimi di dignità, in contrasto con l'articolo 27 della Costituzione. I giudici valutano se sia possibile differire o modificare l'espiazione della pena a causa delle gravissime carenze strutturali dell'istituto, citando anche precedenti legati al rifiuto di estradizione verso carceri estere ritenute inumane. Questo ricorso evidenzia la cronicità del degrado a Sollicciano, ponendo le istituzioni di fronte a un necessario punto di svolta per il sistema penitenziario italiano.

Leggi l'articolo originale →

Chieti. Nel carcere un corso di scrittura creativa: la cultura come motore di rinascita

Presso la casa circondariale di Chieti ha preso il via il corso di scrittura creativa "Il racconto", condotto dalla scrittrice Kristine Maria Rapino e rivolto alle detenute. L'iniziativa, parte del progetto "Chieti Città che Legge", prevede dieci incontri focalizzati sulla scoperta della narrazione come strumento di espressione e crescita personale. Attraverso lezioni teoriche ed esercizi guidati, il corso mira a favorire la consapevolezza di sé e il dialogo tra il carcere e la comunità esterna. Questo progetto evidenzia il valore della cultura come leva fondamentale per il riscatto sociale e la funzione rieducativa della pena.

Leggi l'articolo originale →

Bologna. No al dibattito sul referendum alla Dozza. È bufera sulle “ragioni di opportunità”

Un incontro informativo sul referendum sulla giustizia, previsto presso il carcere della Dozza di Bologna, è stato annullato a causa di non meglio specificate 'ragioni di opportunità'. L'evento, organizzato dalla Camera Penale di Bologna, mirava a garantire il diritto all'informazione dei detenuti che, pur privati della libertà, conservano il diritto di voto. Gli organizzatori hanno contestato la decisione, ribadendo che simili iniziative sono fondamentali per la funzione rieducativa della pena e l'integrazione civile dei reclusi. Questo episodio mette in luce la complessa sfida di garantire l'esercizio dei diritti democratici e l'educazione civica all'interno del sistema carcerario italiano.

Leggi l'articolo originale →

Trentino Alto Adige. Giustizia riparativa, la Regione istituisce il Centro

La giunta regionale presieduta da Arno Kompatscher ha ufficialmente istituito il Centro per la giustizia riparativa del distretto di Corte d’Appello di Trento, nominando sei mediatori esperti. L'iniziativa mira a trasformare la risposta al reato in un'opportunità di ricomposizione sociale, ponendo l'accento sulla dignità delle vittime e sulla responsabilità degli autori dell'illecito. Il progetto coinvolgerà non solo i diretti interessati, ma anche famiglie e istituzioni per ricostruire i legami con la comunità locale. Questo passo rappresenta un'evoluzione fondamentale verso un sistema penale più umano e orientato alla coesione sociale.

Leggi l'articolo originale →

Cari ragazzi, nella criminalità non c’è onore e non c’è riscatto

L’articolo riporta la testimonianza di un ex detenuto intervenuto al congresso di 'Nessuno tocchi Caino' presso il carcere Beccaria di Milano per parlare della sua esperienza ai giovani ristretti. L'uomo ha descritto come un banale arresto a quindici anni e le dinamiche manipolatorie del carcere minorile lo abbiano trascinato in un vortice di violenza e criminalità durato decenni. Attraverso il racconto dei propri fallimenti e dei laboratori 'Spes contra spem', ha lanciato un monito ai ragazzi affinché comprendano che la strada del crimine produce solo macerie e dolore eterno. Questa testimonianza evidenzia la necessità di spezzare i meccanismi di emulazione criminale che si innescano precocemente negli istituti penitenziari.

Leggi l'articolo originale →

Venezia. I trent’anni del Granello. “Ora nuovi progetti”

L'associazione 'Il Granello di Senape' celebra trent'anni di attività nelle carceri veneziane, lanciando un appello per un ricambio generazionale tra i volontari per meglio supportare i detenuti più giovani. Fondata nel 1996, l'organizzazione ha promosso negli anni numerosi progetti culturali e lavorativi, come la rivista 'Ponti' e l'iniziativa 'Wayout', per abbattere le barriere tra il carcere e la società esterna. La presidente Maria Voltolina sottolinea la necessità di nuove proposte per continuare a offrire seconde possibilità e percorsi di riscatto sociale. Questo anniversario evidenzia l'importanza fondamentale del volontariato nel processo di umanizzazione della pena e di reinserimento dei detenuti.

Leggi l'articolo originale →