Rovigo. Carcere, l’allarme della deputata dem “Manca un terzo delle guardie”
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Corriere del Veneto
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Riassunto
Il carcere di Rovigo affronta una grave carenza organica con 60 agenti mancanti rispetto ai 175 previsti, una situazione critica denunciata dalla deputata Nadia Romeo. Parallelamente, il trasferimento di personale da Treviso al nuovo istituto minorile è stato bloccato da un ricorso al Tar, aggravando l'incertezza gestionale della struttura. Questa scarsità di personale minaccia non solo la sicurezza, ma anche i fondamentali progetti di reinserimento sociale e lavorativo dei detenuti, come la produzione di cerotti medicali. Tale scenario evidenzia come la mancanza di organico rappresenti un ostacolo strutturale alla funzione rieducativa della pena nel sistema carcerario italiano.
Oggi viene inaugurato il nuovo carcere minorile di Rovigo alla presenza del sottosegretario Andrea Ostellari, che lo descrive come un tassello fondamentale per la legalità e il recupero dei giovani. Tuttavia, i sindacati esprimono forte preoccupazione per la carenza di personale qualificato e il rischio di tensioni, definendo la struttura una possibile "polveriera". Il carcere ospiterà 31 detenuti, inclusi quelli trasferiti dalla struttura sovraffollata di Treviso, ma l'operatività piena è prevista solo per marzo. La mancanza di figure dirigenziali stabili e l'impiego di agenti potenzialmente inesperti sollevano dubbi sulla gestione dei percorsi rieducativi. Questa situazione mette in luce le persistenti difficoltà strutturali del sistema penitenziario minorile italiano di fronte al raddoppio dei detenuti negli ultimi anni.
Una delegazione del PD ha visitato il carcere di Orvieto, denunciando un sovraffollamento del 130% e una carenza di organico della polizia penitenziaria vicina al 50%. Nonostante queste gravi criticità strutturali e i recenti disordini, la struttura mantiene una forte vocazione al reinserimento sociale attraverso progetti di pubblica utilità attivi dal 2014. Gli esponenti politici hanno ribadito la necessità di interventi urgenti per garantire sia la dignità dei detenuti che la sicurezza dei lavoratori. Questo caso sottolinea l'urgenza di risolvere le emergenze gestionali senza compromettere la funzione rieducativa della pena prevista dalla Costituzione.
Il sistema carcerario italiano affronta una grave crisi dovuta al sovraffollamento e alla carenza di magistrati di sorveglianza, con un rapporto critico di un magistrato ogni 300 detenuti. Samuele Ciambriello, garante campano dei detenuti, propone l'uso di misure alternative per i circa 16.700 reclusi con pene inferiori ai due anni per decongestionare gli istituti. Esperti e direttori carcerari sottolineano la necessità di aumentare l'organico per garantire la risocializzazione e il monitoraggio costante della vita dei reclusi. Questo scenario evidenzia l'urgenza di interventi strutturali per affrontare la cronica carenza di personale e migliorare l'efficienza del sistema penale italiano.