Rovigo. Carcere, l’allarme della deputata dem “Manca un terzo delle guardie”
Riassunto
Il carcere di Rovigo affronta una grave carenza organica con 60 agenti mancanti rispetto ai 175 previsti, una situazione critica denunciata dalla deputata Nadia Romeo. Parallelamente, il trasferimento di personale da Treviso al nuovo istituto minorile è stato bloccato da un ricorso al Tar, aggravando l'incertezza gestionale della struttura. Questa scarsità di personale minaccia non solo la sicurezza, ma anche i fondamentali progetti di reinserimento sociale e lavorativo dei detenuti, come la produzione di cerotti medicali. Tale scenario evidenzia come la mancanza di organico rappresenti un ostacolo strutturale alla funzione rieducativa della pena nel sistema carcerario italiano.
In carcere a Rovigo mancano 60 agenti rispetto alla dotazione prevista di 175, un terzo. La denuncia dalla deputata del Pd Nadia Romeo che, di recente, ha visitato il penitenziario (dove di recente un detenuto ha fatto scoppiare un incendio che ha provocato diversi danni, costringendo a un’evacuazione poi rientrata) accompagnata dal direttore dell’istituto Mattia Arba. Intanto subbuglio anche sul nuovo carcere minorile, che dovrebbe aprire a marzo nell’ex Casa circondariale di via Verdi. I 36 agenti impiegati al Minorile di Treviso, che sta chiudendo, hanno vinto il ricorso al Tribunale amministrativo regionale (Tar) ot- tenendo la sospensione del provvedimento del direttore generale del ministero della Giustizia che li assegnava o al nuovo istituto di Rovigo o al Centro di prima accoglienza di Mestre. Le contestazioni degli agenti riguardavano la mancata considerazione di opportunità lavorative diverse, ad esempio in istituti penali non minorili. Intanto la deputata Romeo evidenzia come sia “automatico immaginare le conseguenze che questa pesante carenza di organico può avere, in termini di stress e disagio lavorativo”. La deputata dem poi sottolinea come “la garanzia degli standard previsti di personale è condizione necessaria per realizzare e completare i progetti di formazione e reinserimento sociale voluti dal direttore della struttura di Rovigo. Qui è attiva una sezione dove i detenuti lavorano realizzando cerotti medicali e si spera di far partire a breve una panetteria”.