Rimpatri dei minori stranieri, Meloni frena Salvini. Giro di vite sui coltelli
Riassunto
Il governo Meloni sta definendo un nuovo pacchetto sicurezza che unisce un decreto e un disegno di legge, con l'obiettivo di velocizzare le espulsioni dei migranti e contrastare l'emergenza lame tra i giovanissimi. Le nuove norme prevedono pene più severe per il porto di coltelli, inclusa la possibilità di arresto in flagranza per i minori, e l'estensione dell'ammonimento del Questore per la fascia 12-14 anni. Parallelamente, il testo punta a rafforzare le tutele legali e i rinnovi contrattuali per le forze dell'ordine, pur nel timore di possibili rilievi di costituzionalità da parte del Quirinale. Questa iniziativa evidenzia la priorità del governo nel rispondere alla percezione di insicurezza urbana attraverso un inasprimento delle misure preventive e repressive.
La Stampa, 21 gennaio 2026
Il governo punta a inserire nel decreto anche le norme sui migranti. Al termine del vertice convocato da Giorgia Meloni a Palazzo Chigi per parlare del pacchetto di norme sulla sicurezza, la speranza di tutti è di riuscire a portare la prossima settimana in Consiglio dei ministri entrambi i provvedimenti, decreto e disegno di legge. Sempre che dal Quirinale - a cui non sono ancora stati trasmessi i testi definitivi - non vengano mossi rilievi importanti, tali da rendere necessario risedersi al tavolo. Per evitare di indispettire il Colle e di tornare all’incubo dello scorso anno, quando il muro contro muro tra la Lega e la Presidenza della Repubblica ritardò di oltre sei mesi l’approvazione di uno dei tanti decreti sicurezza.
Meloni e Piantedosi vogliono mantenere il più omogenei possibili i due testi e sono state quindi chiuse le porte a nuove misure da inserire last minute, compresa quella della Lega di ottenere rimpatri più veloci per quei minori stranieri non accompagnati che dovessero commettere un reato in Italia. Proposta che i leghisti contano di poter comunque ripresentare più avanti, con un emendamento al disegno di legge, una volta che sarà iniziato il percorso parlamentare. E Salvini, infatti, continua a premere, invoca “più severità” e rilancia: “I minori non accompagnati che oggi sono ospiti a carico degli italiani se commettono un reato smettono di essere ospiti a carico degli italiani”. Stessa sorte potrebbe toccare alla proposta del ministro Valditara sui metal detector da usare all’ingresso delle scuole, in modo da intercettare chi porta con sé delle armi. Ci sarà tempo per discuterne in Parlamento.
La questione più urgente da risolvere per il governo riguarda invece le norme che finiranno nel secondo testo, il decreto, che ha un’applicazione più rapida e meno problematica e, di conseguenza, scatena gli appetiti dei partiti. Nelle prossime ore si svolgeranno infatti nuove riunioni tecniche per valutare il trasferimento dal disegno di legge al decreto di alcuni articoli che riguardano l’uso dei coltelli e la gestione dei migranti. In particolare, si vuole dare una risposta immediata a quella che per il centrodestra è una vera e propria “emergenza lame”, soprattutto tra i giovanissimi. La stretta prevede il divieto di porto di coltelli a scatto o a farfalla di più di 5cm e di qualunque altro tipo di coltello con una lama superiore agli 8cm, punito con la reclusione da 6 mesi a 3 anni. Specificare le misure è fondamentale - e trova il plauso di forze dell’ordine e magistrati - perché finora le armi bianche vivevano in una zona grigia tale da produrre effetti pericolosi: chi ad esempio veniva arrestato mentre girava sul treno con un machete, si trovava subito libero perché il giudice non poteva convalidare il fermo. Ora invece, oltre a introdurre la possibilità di arrestare in flagranza e di disporre misure cautelari anche nei confronti dei minori, si aggiungono anche pene accessorie come la sospensione della patente di guida, della licenza di porto d’armi, del passaporto e del permesso di soggiorno.
Oltre ai coltelli, la Lega punta a portare all’interno del decreto anche l’ampliamento del catalogo dei reati per i quali si può applicare l’ammonimento del Questore nei confronti di minorenni dai 12 ai 14 anni, inserendo le ipotesi di lesione personale, rissa, violenza privata e minaccia con strumenti atti a offendere.
Si sta valutando, poi, la possibilità di far confluire nel testo del decreto alcuni degli articoli in materia di immigrazione. Si ragiona soprattutto su quelle norme che riguardano espulsioni, rimpatri e trattenimento dei migranti, tese a superare gli ostacoli rappresentati dalle sentenze dei giudici. Terreno particolarmente scivoloso, sia perché quelle sentenze poggiano sul diritto europeo, sia perché resta una forte perplessità sull’urgenza di approvare queste misure, tale da aver bisogno del “percorso accelerato” di un decreto. È soprattutto qui che si concentrano i timori di Meloni e dei suoi alleati sui possibili rilievi del Colle.
Nell’attesa, il centrodestra vuole dare un segnale di attenzione alle forze dell’ordine. Non c’è solo la norma per evitargli di essere iscritti automaticamente nel registro degli indagati se usano un’arma per difendersi, ma anche il rinnovo dei contratti in largo anticipo rispetto alla chiusura del triennio 2025-2027. “È importante aver già avviato la trattativa”, dice il ministro della Pubblica amministrazione Paolo Zangrillo, che punta a chiudere i negoziati entro la fine dell’anno.