Omicidi in netto calo. Dunque è emergenza
Riassunto
L'articolo critica la tendenza della politica italiana a rispondere con decreti repressivi a una presunta emergenza violenza, nonostante i dati statistici indichino una netta diminuzione degli omicidi e dei reati con armi bianche. L'autore evidenzia come il governo alimenti la percezione di insicurezza per giustificare misure drastiche, quali i metal detector nelle scuole o l'inasprimento della detenzione dei migranti nei Cpr. Secondo Sansonetti, tali provvedimenti servono più a soddisfare media e ottenere consensi elettorali che a garantire una reale sicurezza, arrivando a ipotizzare violazioni della Costituzione. Questo sottolinea una gestione della sicurezza pubblica basata sull'emotività mediatica piuttosto che su dati oggettivi.
L’Unità, 21 gennaio 2026
Se giornali e Tv sostengono che la violenza è in aumento e che la nuova generazione è violenta e tende all’omicidio, è bene correre ai ripari se non altro per dare soddisfazione ai giornali e alle Tv. L’abitudine a preparare un nuovo provvedimento repressivo, in forma di decreto, per ogni fatto di cronaca, è ben radicata nella nostra classe politica. La violenza è in aumento e dunque occorrono provvedimenti di emergenza per frenare questo aumento. Mi correggo: la violenza è in netta diminuzione nel nostro paese e nelle nostre città. Però sono in aumento gli omicidi. No, mi correggo di nuovo: gli omicidi in Italia sono in drastica diminuzione.
Meno 16 per cento rispetto all’anno precedente. Non succedeva da molti anni che ci fosse una così brusca riduzione del numero degli omicidi. Tuttavia, questo almeno pare assodato perché lo dice anche il Cnr, sono in aumento gli omicidi commessi coi coltelli. Ecco, deve essere per questo che il governo sta studiando dei decreti-sicurezza.
Cioè delle norme per aumentare il livello della repressione. Eh, no: devo correggermi di nuovo. Da dieci anni il numero dei delitti commessi coi coltelli è in forte diminuzione. Dal 2014 gli omicidi all’arma bianca sono crollati del 30 per cento. Cosa resta?
Resta la percezione, della quale è giusto tener conto ci dicono sempre i giornali e i politici di destra. Se giornali e Tv sostengono che la violenza è in aumento e che la nuova generazione è violenta e tende all’omicidio, è bene correre ai ripari se non altro per dare soddisfazione ai giornali e alle Tv. L’abitudine a preparare un nuovo provvedimento repressivo, in forma di decreto, per ogni fatto di cronaca, è ben radicata nella nostra classe politica.
E così era impossibile non prevedere un decreto sicurezza dopo la coltellata di La Spezia. Anche se finora, diciamo in questo secolo, risulta l’unico caso di omicidio a coltello dentro una scuola Non siamo in America dove una piccola strage a scuola avviene quasi tutti i mesi. Siccome però, alla fine, il governo non sa bene cosa si possa fare per ridurre l’uso di coltelli, salvo la messa in scena dei metal detector a scuola (con una consistente sostituzione del personale insegnante con esponenti della sicurezza) allora per fare un decreto ci si getta sul tema dei migranti.
E si studiano nuove misure per imprigionarli senza troppe scadenze di tempo in violazione evidente dell’articolo 13 della Costituzione (e anche dell’articolo 10). In attesa del decreto-sicurezza il governo ha mandato una circolare ai prefetti raccomandando loro di sbattere nei Cpr più profughi possibile. Aumenterà. così la sicurezza? Probabilmente no. Forse aumenteranno un po’ i voti alla Lega E giornali e Tv saranno contenti.