Migranti. Nuova circolare del Viminale: più stranieri nei Cpr e meno garanzie sanitarie
Non indicato
·
Il Manifesto
·
Riassunto
Il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi ha emanato una circolare che accelera il trattenimento dei migranti irregolari ritenuti pericolosi nei Cpr, dando priorità assoluta alle procedure di rimpatrio. La direttiva semplifica i controlli medici, posticipando l'accertamento dell'idoneità, e stabilisce che la tossicodipendenza non escluderà più i soggetti dalla detenzione amministrativa. Il provvedimento giunge mentre il governo lavora a una nuova legge sulla materia, sollecitata dalla Corte Costituzionale per aggiornare normative vecchie di trent'anni. Questa stretta evidenzia un approccio marcatamente securitario che solleva preoccupazioni circa la tutela della salute e dei diritti fondamentali dei trattenuti.
Il Viminale ha presentato un nuovo pacchetto sicurezza che inasprisce le pene per i minori, introduce il pugno duro contro il dissenso nelle piazze e limita ulteriormente i diritti dei migranti. Tra le misure più rilevanti figurano il fermo preventivo di 12 ore per sospetti rischi all'ordine pubblico, multe salatissime per manifestazioni non autorizzate e nuove tutele legali per le forze di polizia. Il piano prevede inoltre restrizioni per i cittadini stranieri, come l'eliminazione del gratuito patrocinio automatico e procedure di rimpatrio accelerate. Tale scenario evidenzia una tendenza verso un modello di gestione della sicurezza sempre più autoritario e restrittivo delle libertà civili.
La Corte Costituzionale è chiamata a decidere sulla legittimità del trattenimento fino a 48 ore, senza titolo legale, dei richiedenti asilo riportati in Italia dai centri in Albania. La questione nasce dai dubbi sollevati dalla Cassazione circa la possibile violazione dell'articolo 13 della Costituzione sulla libertà personale durante i trasferimenti a catena. Nonostante le critiche giuridiche, il Ministro Piantedosi ha difeso il progetto definendolo una battaglia di civiltà e annunciando la piena operatività dei centri da giugno. Questo caso evidenzia una tensione significativa tra le procedure accelerate di frontiera e le garanzie costituzionali fondamentali.
Un rapporto del Tavolo asilo e immigrazione rivela che i Centri di permanenza per rimpatri (Cpr) in Italia sono strutturalmente sottoutilizzati, con una capienza effettiva calata del 18,3% negli ultimi tre anni. Nonostante il governo intenda potenziare queste strutture, meno della metà dei trattenuti viene effettivamente rimpatriata, segnando il tasso di efficacia più basso di sempre (41,8%). Il documento critica la gestione della detenzione amministrativa, evidenziando come i centri risultino funzionalmente fallimentari e sempre più spesso contestati dall'autorità giudiziaria. Questa situazione mette in luce una profonda discrepanza tra la propaganda politica e la realtà operativa di un sistema di detenzione considerato da molti ormai ingiustificato.