Dopo ogni fatto tragico, un annuncio: ma più repressione verso i minori non funzionerà
Susanna Marietti
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Il Fatto Quotidiano
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Riassunto
Susanna Marietti critica l'approccio repressivo del governo verso la criminalità minorile, evidenziando come l'uso di decreti basati su singoli fatti di cronaca non risolva il problema alla radice. L'autrice cita dati del Ministero dell'Interno che mostrano una stabilità o diminuzione dei reati giovanili, smentendo la narrativa di un'emergenza che giustificherebbe misure punitive come il decreto Caivano. Viene sottolineata la mancanza di investimenti in istruzione e servizi sociali, preferendo la carcerazione al modello educativo e riabilitativo tradizionale italiano. Questa situazione evidenzia la necessità di tornare a politiche di prevenzione sociale piuttosto che affidarsi esclusivamente alla repressione penale.
La ricercatrice Sofia Ciuffoletti critica il decreto Caivano, sostenendo che l'inasprimento delle pene non ridurrà i reati ma causerà solo il sovraffollamento degli istituti penali minorili. Secondo l'esperta, la violenza giovanile riflette una fragilità sociale più ampia e richiede interventi educativi e preventivi piuttosto che risposte emergenziali basate su dati spesso poco trasparenti. Ciuffoletti sottolinea l'importanza di tornare a considerare il carcere come l'ultima risorsa, preservando l'eccellenza storica del sistema educativo minorile italiano. Questa analisi evidenzia la necessità di una politica penale basata sulla prevenzione e sulla gestione costruttiva della devianza anziché sul mero allarmismo.
L'articolo analizza il fallimento delle recenti politiche di sicurezza del governo Meloni, sostenendo che decreti come quello Caivano e Cutro abbiano aumentato il sovraffollamento carcerario minorile senza ridurre la criminalità. L'autrice evidenzia una carenza di 20.000 agenti e critica l'uso di ingenti risorse per i centri in Albania, sottratte invece all'integrazione e al supporto sociale. Viene sottolineato come l'aumento della violenza giovanile sia legato a tassi elevati di povertà minorile e a scarsi investimenti nella salute mentale rispetto alla media OCSE. Questo scenario evidenzia la necessità di affrontare il disagio sociale con interventi strutturali piuttosto che con la sola repressione penale.
Milena Gabanelli e Andrea Priante
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Corriere della Sera
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L'articolo analizza l'allarmante evoluzione della criminalità minorile in Italia, caratterizzata da un aumento dei reati violenti e dall'uso dei social media per glorificare la prevaricazione. Nonostante l'inasprimento delle pene introdotto dal Decreto Caivano, l'approccio puramente punitivo ha portato al sovraffollamento delle carceri minorili senza garantire percorsi di riabilitazione efficaci. La situazione è aggravata da pesanti tagli al budget per l'istruzione e il reinserimento sociale dei giovani detenuti, lasciando spesso gli operatori senza risorse. Ciò evidenzia una profonda crisi nel sistema penale minorile italiano, dove la punizione sembra prevalere sulla necessaria funzione educativa.