Giustizia temeraria: sei processi su dieci tenuti in vita dai gip, fino all’assoluzione
Giovanni M. Jacobazzi
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Il Dubbio
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Riassunto
L'articolo evidenzia l'allarmante numero di processi "temerari" in Italia, dove oltre la metà dei giudizi di primo grado si conclude con un'assoluzione, denunciando la mancanza di un filtro efficace nelle fasi preliminari. Il deputato Errico Costa sottolinea come l'appiattimento sulle tesi dell'accusa e la pressione mediatica costringano migliaia di innocenti a calvari giudiziari che causano danni reputazionali e personali irreversibili. Questa prassi, alimentata da una burocrazia che preferisce delegare il giudizio finale anziché archiviare indagini deboli, trasforma il processo stesso in una pena ingiusta. Tale situazione solleva dubbi profondi sulla tenuta del sistema accusatorio e sulla necessità di una maggiore responsabilità nell'esercizio dell'azione penale.
Enrico Costa, deputato di Forza Italia, denuncia l'alto numero di ingiuste detenzioni in Italia, segnalando che tra il 2017 e il 2024 lo Stato ha pagato 254 milioni di euro in risarcimenti a fronte di pochissime sanzioni per i magistrati. Costa difende con forza la riforma della giustizia, puntando sulla separazione delle carriere e sulla creazione di un'Alta Corte disciplinare per garantire un giudice davvero terzo e imparziale. Il deputato critica inoltre la campagna comunicativa dell'Associazione Nazionale Magistrati, definendola falsa e mirata a preservare lo status quo. Questa situazione evidenzia una criticità profonda nel sistema di responsabilità dei magistrati e nella tutela dei cittadini vittime di errori giudiziari.
L'articolo analizza il prossimo referendum sulla riforma della giustizia, focalizzato sulla separazione delle carriere, l'istituzione di due CSM e di un'Alta Corte disciplinare. Secondo l'autore, la riforma non attacca la magistratura ma rafforza lo Stato di diritto, garantendo che il giudice sia un arbitro terzo e imparziale tra accusa e difesa. Un punto cruciale è la riduzione del peso delle correnti attraverso il sorteggio dei componenti dei Consigli, mantenendo comunque l'indipendenza del Pubblico Ministero dal potere politico. La riforma punta a superare una visione moralista della giustizia per approdare a un sistema accusatorio moderno e trasparente. Questo dibattito sottolinea la necessità di evolvere il sistema penale italiano verso una maggiore equità e terzietà.
L'iniziativa 'Alle 4 del mattino', presentata a Montecitorio dal deputato Enrico Costa, raccoglie cento casi di ingiusta detenzione per denunciare i gravi errori del sistema giudiziario italiano. Il rapporto evidenzia come migliaia di persone siano state arrestate ingiustamente dal 1992, spesso senza che i magistrati responsabili subiscano alcuna conseguenza disciplinare nonostante gli ingenti risarcimenti statali. Attraverso testimonianze dirette, come quella di Angelo Massaro che ha scontato 21 anni da innocente, l'evento ha ribadito l'urgenza di riforme sulla responsabilità civile dei magistrati. Questo scenario mette in luce una criticità profonda del sistema penale, dove l'errore giudiziario viene spesso considerato un fatto fisiologico anziché una responsabilità individuale. Il dibattito sottolinea la necessità di un sistema che garantisca il giusto processo e tuteli i cittadini da vite stravolte ingiustamente.