Costa: “Riforma utile contro gli arresti ingiusti: centomila dal 1992”

Riassunto

Enrico Costa, deputato di Forza Italia, denuncia l'alto numero di ingiuste detenzioni in Italia, segnalando che tra il 2017 e il 2024 lo Stato ha pagato 254 milioni di euro in risarcimenti a fronte di pochissime sanzioni per i magistrati. Costa difende con forza la riforma della giustizia, puntando sulla separazione delle carriere e sulla creazione di un'Alta Corte disciplinare per garantire un giudice davvero terzo e imparziale. Il deputato critica inoltre la campagna comunicativa dell'Associazione Nazionale Magistrati, definendola falsa e mirata a preservare lo status quo. Questa situazione evidenzia una criticità profonda nel sistema di responsabilità dei magistrati e nella tutela dei cittadini vittime di errori giudiziari.

di Conchita Sannino
La Repubblica, 15 gennaio 2026
Il deputato di Forza Italia: “Tra 2017 e 2024 risarcite 5.933 ingiuste detenzioni con 254 milioni di euro. E solo nove magistrati sono stati puniti”. Enrico Costa, deputato di FI, il disegno che riforma la giustizia è anche un suo cavallo di battaglia. Ma denunciare l’Anm per quei manifesti non è un autogol? “Noi, in particolare, non siamo interessati alla via giudiziaria, dove peraltro se la canterebbero e se la suonerebbero tra magistrati. La nostra denuncia è tutta politica: si tratta di truffa comunicativa”.
Intanto uno dei comitati del sì ha presentato un ricorso ai pm...
“Quegli slogan dicono che il giudice, con la riforma, dipenderà dalla politica: bugia gigantesca, perché la legge garantisce autonomia e indipendenza. Ci sono magistrati così in malafede da inventare slogan tanto falsi?”.
Nordio ribadisce che eliminerà il trojan che oggi è in uso per “modeste mazzette”. State per normalizzare la magistratura?
“Nessuna normalizzazione. Ma occorre bilanciare i due interessi protetti dalla Costituzione: libertà e segretezza delle comunicazioni, ma anche repressione dei reati. Il trojan è uno strumento iper-invasivo, va regolamentato”.
Davvero nega la foga ideologica che accompagna la riforma?
“Ma il dibattito su separazione, sul Csm, dura da decenni. I temi sono tutti sul tavolo: la parità tra accusa e difesa, il giudice terzo e imparziale, l’esigenza che i magistrati facciano carriera perché sono bravi e non perché legati alle varie correnti”.
Lei ha svolto un lavoro minuzioso di raccolta su casi dì malagiustizia: è carburante nella lotta del sì...
“Intanto, riflettiamo su questi numeri, i cittadini devono sapere: dal 1992 ad oggi in Italia ci sono state almeno 100mila persone arrestate ingiustamente e ben 32.262 sono state risarcite dallo Stato che ha pagato oltre 900 milioni di euro. Numeri clamorosi dovuti anche all’appiattimento dei gip sulle richieste dei pm”.
Cifre pesanti, storie dolorose. Ma con questa riforma si aboliscono per editto le ingiuste detenzioni?
“Separare le carriere renderà il giudice più autonomo e in condizione di resistere allo strapotere mediatico delle Procure”.
E basterà? Lo stesso Nordio ricorda che l’errore è connaturato al difficile mestiere del giudice...
“Servirà molto anche l’Alta Corte sganciata dalle correnti: sanzionerà gli errori senza farsi condizionare. Oggi paga solo lo Stato: nel periodo 2017-2024 abbiamo avuto 5.933 ingiuste detenzioni risarcite, con 254 milioni di euro. E solo 9 magistrati hanno avuto sanzioni per queste vite rovinate. Le pare normale?”.