Milano. La vita (e la cucina) nel carcere di Bollate: tutta la storia di “Nonna Galeotta”

Silvia Polleri, soprannominata 'Nonna Galeotta', da oltre vent'anni promuove la dignità dei detenuti nel carcere di Bollate attraverso il lavoro e la formazione professionale nella ristorazione. Grazie alla cooperativa 'Abc la sapienza in tavola' e al ristorante 'InGalera', i detenuti acquisiscono competenze certificate e contratti regolari, trasformandosi da un costo per lo Stato in contribuenti attivi. Il progetto include anche un percorso scolastico alberghiero che garantisce un diploma quinquennale, facilitando il reinserimento sociale e l'abbattimento del pregiudizio esterno. Questa iniziativa dimostra come un modello carcerario basato sulla riabilitazione e sul lavoro possa costruire un futuro concreto oltre le sbarre.

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Brindisi. Natale e le calze della Befana per la “Casa di Zaccheo” ​con volontari ed ex detenuti

Situata a Mesagne, la 'Casa di Zaccheo' è un centro di accoglienza voluto dalla Cei che offre pasti caldi e riparo a persone indigenti e famiglie in difficoltà. Sotto la guida di don Pietro Depunzio, la struttura promuove il reinserimento sociale grazie al lavoro di volontari, tra cui ex detenuti e professionisti, e al sostegno costante della comunità locale. Oltre all'ospitalità, il centro include un ambulatorio medico e un laboratorio di sartoria solidale, offrendo strumenti concreti per restituire dignità a chi si sente escluso. Questa iniziativa rappresenta un modello virtuoso di solidarietà e riscatto sociale per il territorio brindisino.

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Siena. “CellaMusica”: agenti e detenuti suonano insieme. Il sogno? Sanremo

L'assistente capo Giancarlo Battista racconta la nascita di 'CellaMusica', una rock band unica composta da agenti di polizia penitenziaria e detenuti del carcere di Santo Spirito a Siena. Il progetto ha portato alla realizzazione dell'album 'InnocentEvasione' e a diverse esibizioni pubbliche, trasformando la detenzione in un'opportunità di riscatto e creatività condivisa. Attraverso la musica, il gruppo abbatte le barriere tra sorveglianti e detenuti, offrendo all'esterno un'immagine più umana della vita carceraria. Questa iniziativa sottolinea il valore fondamentale dei percorsi rieducativi artistici per una reale integrazione sociale dei detenuti.

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Radio Radicale senza finanziamento né convenzione per il servizio pubblico

Radio Radicale rischia la chiusura a causa della mancanza dei 10 milioni di euro necessari per la convenzione con lo Stato, fondi non inseriti né nella legge di Bilancio né nel decreto Milleproroghe. L'emittente garantisce da decenni la diretta delle sedute parlamentari e la gestione di un immenso archivio digitale della vita politica italiana, rappresentando un servizio pubblico unico nel suo genere. La Federazione nazionale della stampa (Fnsi) ha lanciato un appello per salvare la testata e i suoi 46 dipendenti, evidenziando come la radio non riceva altri finanziamenti oltre a quelli pubblici. Questa situazione rappresenta una grave minaccia per il pluralismo informativo e per il diritto dei cittadini a un'informazione politica diretta e trasparente.

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La forza del bene che è attorno a noi (e spesso non vediamo)

Nel suo nuovo libro "Cento ripartenze. Quando la vita ricomincia", Giorgio Paolucci esplora storie di resilienza raccolte tra carceri, scuole e percorsi migratori. Il volume evidenzia come la fragilità umana, se accolta, possa trasformarsi in un’opportunità di rinascita e rigenerazione interiore contro la rassegnazione dei tempi moderni. Attraverso incontri significativi e testimonianze di speranza, l'autore mostra che è possibile ritrovare il senso dell'esistenza anche nelle difficoltà più profonde. Queste narrazioni rappresentano un invito a riconoscere il bene che ci circonda come nutrimento essenziale per l'anima.

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Vendetta e difesa, le parole d’attualità

L'autrice esplora la distinzione tra vendetta e giustizia, definendo quest'ultima una conquista civile necessaria per superare gli istinti primordiali. Di fronte ai conflitti globali, Maraini analizza il dilemma tra la resa e la resistenza, sostenendo che la vera difesa debba basarsi sul rispetto delle regole internazionali e dell'integrità territoriale. Viene lanciato un appello affinché l'ONU sia liberata dai veti paralizzanti, diventando un arbitro capace di applicare una giustizia mondiale effettiva. L'articolo conclude con l'auspicio di una pace giusta piuttosto che una resa comoda, sottolineando l'importanza di una governance globale che operi per il bene dei popoli. Questo intervento evidenzia la fragilità delle attuali istituzioni internazionali di fronte alle spinte bellicose contemporanee.

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L’anno che verrà... istituzioni, potere, diseguaglianze e Stato di diritto

L'autrice analizza la crescente disuguaglianza sociale caratterizzata da una distribuzione asimmetrica del potere e dall'erosione dei corpi intermedi, lasciando i cittadini vulnerabili di fronte a grandi corporation e algoritmi. In questo contesto, l'accesso ai beni pubblici diventa iniquo e le fragilità individuali si accentuano nel rapporto con le istituzioni e le nuove tecnologie. La soluzione proposta risiede nel rafforzamento dello Stato di diritto, fondato su istituzioni imparziali, condivisione del sapere e tutela dell'autonomia individuale. Questo scenario richiama la necessità urgente di rimettere al centro il primato delle regole per garantire equità e partecipazione democratica.

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La politica “che fa schifo” e il bisogno di scendere in piazza

Roberta d’Angelo osserva come, nonostante il disinteresse per i partiti e la deriva dei social media, i giovani stiano riscoprendo la partecipazione politica attraverso la protesta, spinti da un rinnovato senso di giustizia. L'autrice sottolinea che l'indignazione per i conflitti globali ha risvegliato le coscienze, ma avverte che per passare dalla contestazione a un cambiamento reale sono necessari studio e approfondimento. Il richiamo finale è al discorso di Capodanno del Presidente Mattarella, che esorta le nuove generazioni a essere coraggiose e protagoniste del proprio futuro. Questo scenario evidenzia l'importanza di canalizzare l'istinto della piazza verso un impegno civico consapevole per rafforzare la democrazia.

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Il modello del Rione Sanità: quando camminare insieme ci libera da violenza e povertà

L’autore descrive l'impatto positivo della cooperativa La Paranza e della Fondazione San Gennaro nel Rione Sanità di Napoli, dove cultura e bellezza diventano strumenti di riscatto sociale. Attraverso la partecipazione collettiva e la gestione di spazi comuni, il quartiere contrasta attivamente povertà e criminalità, seguendo il principio che la vera liberazione avviene solo insieme. L'esperienza dimostra come la solidarietà e l'arte possano offrire alternative concrete alla disperazione e all'isolamento. Ferrara conclude auspicando che il 2026 sia un anno dedicato alla costruzione di reti e cammini condivisi verso la libertà. Questa testimonianza sottolinea l'importanza dei modelli partecipativi per la rigenerazione urbana e sociale in contesti difficili.

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Quando la forza si traveste da giustizia senza diritto

L'autore analizza la recente operazione militare statunitense in Venezuela, definendo la cattura del presidente Maduro un atto di forza che ignora le basi del diritto internazionale. Sebbene presentata come un'azione giudiziaria, l'iniziativa di Trump viola la sovranità territoriale e crea un precedente in cui la potenza militare prevale sulla legalità e sulla cooperazione tra Stati. L'articolo evidenzia il passaggio verso una fase storica dove il raggiungimento del risultato giustifica ogni mezzo, indebolendo le istituzioni preposte alla risoluzione diplomatica delle crisi. Questa deriva sottolinea una preoccupante erosione dei principi giuridici che regolano i rapporti tra le nazioni.

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In Iran la disperazione ha divorato la paura. E ora il sistema è sul punto di crollare

L'articolo descrive una fase cruciale delle proteste in Iran, dove il collasso economico e lo sciopero dei commercianti (bazaari) stanno scuotendo le fondamenta del regime. Tiziana Ciavardini denuncia la brutale repressione degli ayatollah e l'indifferenza della comunità internazionale di fronte a un popolo che, spinto dalla fame e dall'inflazione, non teme più la morte. Il movimento "Donna, Vita, Libertà" si è ora evoluto in una rivolta con obiettivi politici chiari, evidenziando crepe persino all'interno del governo iraniano. Questo scenario sottolinea l'urgenza di una solidarietà globale per sostenere la lotta del popolo iraniano per la libertà e i diritti fondamentali.

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Giubileo, la proposta di un indulto che accompagni le persone dopo il carcere

Un gruppo di esperti, coordinato dal magistrato Nicola Mazzamuto, ha presentato una proposta di "indulto differito" per contrastare il grave sovraffollamento delle carceri italiane. A differenza delle misure passate, questa proposta punta su una libertà assistita che prevede la presa in carico dei detenuti da parte di reti di accoglienza, enti locali e Terzo settore. L'obiettivo principale è abbattere la recidiva garantendo percorsi di formazione, lavoro e mediazione sociale anziché un semplice rilascio senza supporto. Questa iniziativa richiama l'attenzione sulla necessità di riforme che coniughino la clemenza con la sicurezza e il reinserimento effettivo nella società.

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Verona. Presepi in Scatola è entrato in carcere: una mattinata di lavoro condiviso con i detenuti

Presso la Casa Circondariale di Verona - Montorio si è tenuto l'incontro 'Presepi in Scatola', un'iniziativa che coinvolge i detenuti nella creazione di presepi con materiali di recupero. Coordinato dall'associazione MicroCosmo e supportato dal Sindaco Damiano Tommasi, il progetto punta a stimolare la creatività e la manualità come strumenti di rieducazione. L'attività proseguirà per tutto il 2026 con l'obiettivo di esporre un'opera condivisa alla Rassegna Internazionale dei Presepi, favorendo il dialogo tra carcere e comunità locale. Questo esempio sottolinea l'importanza di trasformare il tempo della detenzione in un'esperienza rigenerativa e significativa per il futuro reinserimento sociale.

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Fossano (Cn). La Garante: “Carcere struttura di eccellenza, pronta a nuovi cambiamenti nel 2026”

Il carcere Santa Caterina di Fossano si conferma un modello di eccellenza per la rieducazione e il reinserimento sociale, grazie a laboratori professionalizzanti che spaziano dalla panificazione alla carpenteria. Nonostante il successo dei percorsi formativi, la garante Michela Revelli ha segnalato criticità legate alla carenza di organico della Polizia Penitenziaria e ai lunghi tempi d'attesa della magistratura di sorveglianza. Sebbene la struttura non soffra di sovraffollamento, l'imminente pensionamento di figure chiave e la mancanza di giovani reclute pongono serie sfide per la gestione futura della sicurezza. Questa situazione evidenzia la necessità di supportare le eccellenze carcerarie con risorse umane adeguate per non vanificare i risultati ottenuti nel trattamento dei detenuti.

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Santa Maria Capua Vetere (Ce). Se i detenuti vestono le “guardie”

Presso il carcere di Santa Maria Capua Vetere, cento detenuti producono ogni anno 30mila camicie per la polizia penitenziaria grazie a una collaborazione tra il Ministero della Giustizia e la Fondazione Isaia. Tommaso D’Alterio, direttore della fondazione, descrive l'iniziativa come un modello virtuoso che garantisce reddito, competenze professionali reali e una riduzione della recidiva attraverso la stabilità produttiva. Il progetto mira a superare gli ostacoli burocratici dell'inserimento esterno creando laboratori interni che preparino i ristretti al lavoro in azienda una volta terminata la pena. L'esperienza è stata citata al CNEL come esempio di sostenibilità economica e sociale nel sistema carcerario. Questo progetto dimostra come il lavoro qualificato in carcere sia uno strumento essenziale per la riabilitazione e il reinserimento futuro dei detenuti.

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Prato. I detenuti si prendono cura della colonia felina e degli spazi verdi

L'azienda Estra ha donato alla Casa circondariale di Prato cibo, cucce e attrezzature per la tutela della colonia felina e la cura delle aree verdi interne. L'iniziativa permette ai detenuti di assumersi la responsabilità degli animali e degli spazi comuni, favorendo percorsi di sensibilizzazione e collaborazione. Il direttore dell'istituto, Luca Cicerelli, ha elogiato il progetto come esempio di alleanza territoriale volta alla rieducazione e al reinserimento sociale. Questo intervento dimostra come la cura per l'ambiente e per gli animali possa diventare un efficace strumento di partecipazione civica e riabilitazione all'interno delle carceri.

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Quegli 80 suicidi in carcere che non fanno più scandalo

Bruno Mellano analizza il drammatico fenomeno dei suicidi nelle carceri italiane, citando i recenti casi di Asti e Alessandria verificatisi tra la fine del 2025 e l'inizio del 2026. Nel solo 2025 si sono registrati 80 suicidi, con un'incidenza venti volte superiore rispetto alla popolazione libera e un preoccupante tasso di mortalità anche tra il personale della Polizia Penitenziaria. L'autore sottolinea come il sovraffollamento e l'inefficacia dei percorsi di recupero rendano il carcere un luogo spesso privo di speranza, contravvenendo al principio costituzionale della pena. Queste morti rappresentano un fallimento collettivo che richiede un intervento immediato per restituire dignità e finalità rieducativa al sistema detentivo. Ciò evidenzia una criticità sistemica e urgente per il sistema penale italiano.

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Investire su istruzione, lavoro, cura delle dipendenze e legami. Solo così si aiuta la società

L'autore riflette sulla natura della pena partendo dalle radici cristiane e umanistiche, sottolineando che la giustizia deve essere riparazione e riconciliazione piuttosto che semplice ritorsione. Attraverso i contributi della teologia di Sant’Alfonso Maria de’ Liguori e della letteratura russa di Dostoevskij, l'articolo evidenzia come la sanzione debba avere una funzione 'terapeutica' e rieducativa. Viene ribadito il principio secondo cui nessun individuo coincide esclusivamente con il reato commesso, concetto cardine anche dell'articolo 27 della Costituzione italiana. L'obiettivo di un sistema carcerario moderno deve essere il reinserimento sociale attraverso istruzione e lavoro per garantire una sicurezza reale e non solo indignazione. Questo approccio sottolinea una sfida fondamentale per l'umanizzazione del sistema penale contemporaneo.

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Caro Governo, sulle carceri ascolta il tuo amico Alemanno

L'autore analizza i "Diari dal carcere" di Gianni Alemanno, evidenziando come la detenzione trasformi la prospettiva di chi ha esercitato il potere in una scoperta della propria vulnerabilità. Il testo denuncia carenze strutturali come il sovraffollamento e la burocrazia cieca, che rischiano di trasformare la pena in un logoramento della persona anziché in un percorso di rieducazione. Riccardi sottolinea che la forza morale di uno Stato si misura dal rispetto della dignità umana anche nei confronti di chi ha sbagliato. La testimonianza di Alemanno diventa così un invito a riflettere su una giustizia che debba responsabilizzare e non semplicemente isolare. Questo solleva un interrogativo cruciale sulla reale capacità del sistema carcerario italiano di aderire ai principi costituzionali di rieducazione.

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