L’anno che verrà... istituzioni, potere, diseguaglianze e Stato di diritto
Daniela Piana
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Il Dubbio
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Riassunto
L'autrice analizza la crescente disuguaglianza sociale caratterizzata da una distribuzione asimmetrica del potere e dall'erosione dei corpi intermedi, lasciando i cittadini vulnerabili di fronte a grandi corporation e algoritmi. In questo contesto, l'accesso ai beni pubblici diventa iniquo e le fragilità individuali si accentuano nel rapporto con le istituzioni e le nuove tecnologie. La soluzione proposta risiede nel rafforzamento dello Stato di diritto, fondato su istituzioni imparziali, condivisione del sapere e tutela dell'autonomia individuale. Questo scenario richiama la necessità urgente di rimettere al centro il primato delle regole per garantire equità e partecipazione democratica.
L'autore analizza le attuali riforme costituzionali italiane, come il premierato e l'autonomia, inquadrandole in una crisi globale del diritto internazionale e degli equilibri post-bellici. Azzariti suggerisce che sia in atto un "potere costituente dilatato" che agisce nel tempo attraverso prassi e fatti compiuti, erodendo gradualmente la Costituzione senza una rivoluzione popolare. Il cambiamento appare guidato dall'alto, privo di una strategia unitaria ma capace di trasformare il sistema in un nuovo regime autoritario. In questo scenario, gli intellettuali hanno il compito cruciale di trasformare il sentire comune in consapevolezza critica per difendere lo stato di diritto. Questa analisi sottolinea la necessità di una vigilanza democratica attiva di fronte a trasformazioni silenziose ma radicali.
Walter Veltroni analizza il declino dell'ordine internazionale multilaterale, evidenziando come il ritorno alla politica di potenza metta in pericolo le istituzioni democratiche globali. L'autore sostiene che l'abbandono delle regole condivise a favore della forza militare legittimi le mire espansionistiche di diverse potenze, erodendo le libertà individuali. La democrazia è descritta come sotto assedio da parte di nuove ideologie radicali che sfruttano la tecnologia per trasformare la società in una struttura autoritaria. Veltroni conclude invitando l'Europa a non restare inerme e a difendere i valori del dialogo e del pluralismo. Questa analisi evidenzia la fragilità degli equilibri mondiali contemporanei e la necessità di una difesa attiva della democrazia.
L'articolo difende l'indipendenza della magistratura e la pratica dei giudici di sollevare questioni di legittimità costituzionale dinanzi alla Consulta, criticando gli attacchi mediatici contro le cosiddette 'toghe rosse'. L'autore sostiene che interpellare la Corte sia un atto di onestà intellettuale preferibile a interpretazioni forzate delle leggi, poiché la magistratura ha la responsabilità di garantire la conformità delle norme alla Costituzione. Attraverso il richiamo a Piero Calamandrei e all'articolo 3 della Carta, viene sottolineata l'importanza della Costituzione come programma politico e sociale ancora da attuare pienamente. Passione denuncia inoltre la tendenza all'adeguamento acritico ai decreti governativi, ribadendo che il dubbio costituzionale è un dovere professionale faticoso ma necessario. Questo intervento sottolinea la necessità fondamentale di proteggere il ruolo di controllo della magistratura per la tenuta del sistema democratico italiano.