Radio Radicale senza finanziamento né convenzione per il servizio pubblico
Eleonora Martini
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Il Manifesto
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Riassunto
Radio Radicale rischia la chiusura a causa della mancanza dei 10 milioni di euro necessari per la convenzione con lo Stato, fondi non inseriti né nella legge di Bilancio né nel decreto Milleproroghe. L'emittente garantisce da decenni la diretta delle sedute parlamentari e la gestione di un immenso archivio digitale della vita politica italiana, rappresentando un servizio pubblico unico nel suo genere. La Federazione nazionale della stampa (Fnsi) ha lanciato un appello per salvare la testata e i suoi 46 dipendenti, evidenziando come la radio non riceva altri finanziamenti oltre a quelli pubblici. Questa situazione rappresenta una grave minaccia per il pluralismo informativo e per il diritto dei cittadini a un'informazione politica diretta e trasparente.
L'autore Damiano Aliprandi denuncia quello che definisce un metodo ritorsivo attuato dal programma Report, sostenendo che la trasmissione utilizzi il servizio pubblico Rai per colpire chiunque osi documentare errori o criticità nelle sue inchieste. Attraverso gli esempi di Ginevra Cerrina Feroni, del Gambero Rosso e del suo caso personale, Aliprandi evidenzia un passaggio dal giornalismo d'inchiesta di Milena Gabanelli a una gestione basata sulla contro-offensiva mediatica. Viene sottolineato come questo approccio rischi di trasformare la libertà di stampa in uno strumento di pressione istituzionale, privo di un reale confronto nel merito delle questioni sollevate. Tale scenario solleva interrogativi urgenti sulla deontologia professionale e sul ruolo del servizio pubblico radiotelevisivo italiano.
Massimiliano Panarari riflette sulla crisi del giornalismo tradizionale nell'era delle piattaforme digitali, dove l'opinione pubblica è stata sostituita dall'emozione e dalla polarizzazione dei social network. L'autore evidenzia come la perdita del confine tra fatti e opinioni mini le basi della democrazia, trasformando l'informazione in intrattenimento o propaganda. Il giornalismo istituzionale deve quindi riscoprire il proprio ruolo di guida autorevole, capace di ordinare il flusso informativo e offrire approfondimenti basati sulla realtà documentata. Questo sottolinea come la stampa resti un pilastro indispensabile e una forma di "ecologia democratica" necessaria per la sopravvivenza dei sistemi civili moderni.
L'autore riflette sull'importanza della responsabilità individuale e del 'fattore umano' nel clima di forte contrapposizione politica attuale, prendendo spunto dai messaggi del Presidente Mattarella e di Papa Leone XIV. Viene celebrato l'ottantesimo anniversario della Costituzione come spartiacque di libertà e pace, ricordando l'impegno di figure simbolo come Falcone e Borsellino per ispirare le nuove generazioni. Flick invita i cittadini a non lasciarsi travolgere dalle polemiche sul prossimo referendum sulla giustizia, ma a riscoprire il valore del proprio contributo personale e civile. Questo sottolinea come la qualità della nostra democrazia dipenda ancora oggi dalla consapevolezza e dall'impegno di ogni singolo cittadino.