Calabria. “Ragazzi psichiatrici abbandonati, mancano strutture per aiutarli”

Il Procuratore Roberto Di Palma ha denunciato la grave carenza di strutture per minori con disturbi psichiatrici a Reggio Calabria, ribadendo che questi giovani necessitano di cure e non di arresti. Nonostante le difficoltà di organico, l’ufficio ha registrato un’elevata efficienza operativa nel 2025 e ha smentito l’esistenza di un’emergenza baby-gang sul territorio. Un passaggio fondamentale riguarda il programma 'Liberi di scegliere', ora legge dello Stato, che assicura fondi certi per allontanare i minori dai circuiti della criminalità organizzata. Questa situazione sottolinea l'urgenza di integrare il sistema giudiziario con adeguate risposte sanitarie e sociali per tutelare i soggetti più vulnerabili.

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Alessandria. Detenuto muore in cella inalando gas da una bomboletta

Un detenuto di 40 anni è deceduto nel carcere di Alessandria la notte di Capodanno a causa di un'asfissia provocata dall'inalazione di gas da una bomboletta per fornelli. Nonostante il pronto intervento della polizia penitenziaria, per l'uomo non c'è stato nulla da fare dopo che ha perso i sensi nella sua cella. L'episodio ha scatenato nuove proteste da parte del sindacato Osapp, che denuncia il collasso del sistema carcerario italiano per mancanza di investimenti e supporto organizzativo. Questo tragico evento evidenzia l'urgenza di una riforma strutturale per garantire la sicurezza e la dignità all'interno degli istituti penitenziari.

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Cuneo. Quando il carcere logora chi lo vive dietro le sbarre e chi ci lavora

Una delegazione di Radicali Italiani, Possibile e Avs ha denunciato le condizioni critiche della Casa circondariale di Cuneo, definendole non dignitose sia per i detenuti che per gli operatori. Nonostante l'assenza di sovraffollamento formale, la struttura soffre di una grave carenza di personale, specialmente di mediatori culturali, e di ambienti degradati come le celle d'isolamento situate in locali angusti. Le attività rieducative e lavorative sono minime, lasciando la maggior parte dei detenuti in uno stato di inattività che ostacola il reinserimento sociale. Questo scenario richiama l'attenzione sull'urgenza di interventi istituzionali per garantire la dignità e la funzione rieducativa della pena.

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Ancona. Marco libero

L'articolo riporta la scarcerazione di Marco Bondavalli dal carcere di Montacuto per gravissime ragioni di salute, ottenuta dopo una complessa battaglia legale sostenuta da familiari e associazioni. Il caso diventa l'emblema di un sistema carcerario in crisi, caratterizzato da sovraffollamento estremo e un alto numero di decessi e suicidi tra i detenuti. L'autore propone l'introduzione di una legge che obblighi le autorità sanitarie a pubblicare rapporti semestrali trasparenti sulle condizioni di salute e sulle cure all'interno degli istituti. Questo evidenzia una criticità sistemica del sistema penitenziario italiano che necessita di riforme urgenti per garantire il rispetto dei diritti costituzionali.

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Venezia. “Detenuto picchiato (poi morto suicida), nessun reato del medico”

In seguito al caso del giovane detenuto presumibilmente picchiato nel carcere di Venezia e poi morto suicida a Verona, l'amministrazione penitenziaria ha introdotto nuovi moduli più dettagliati per certificare l'idoneità ai trasferimenti. Recentemente, il medico che effettuò la visita prima del trasferimento è stato prosciolto dall'accusa di falso, poiché la sua diagnosi è risultata coerente con il decorso clinico delle lesioni interne riportate dal giovane. Resta invece aperto il processo a carico di quattro agenti di polizia penitenziaria per il presunto pestaggio avvenuto nel febbraio 2024. Questa vicenda evidenzia la necessità di controlli medici più rigorosi e di una maggiore trasparenza per garantire l'incolumità dei detenuti nel sistema carcerario italiano.

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Bologna. I penalisti: “Servono amnistia e indulto”

Una violenta rivolta è scoppiata nel carcere della Dozza a Bologna dopo il rifiuto di ricoverare un detenuto, portando la Camera Penale a denunciare una situazione ormai critica e allarmante. I penalisti sottolineano come l'inasprimento delle pene abbia solo aggravato il sovraffollamento senza fungere da deterrente, definendo l'attuale stato del sistema penitenziario un'emergenza umanitaria. Per fronteggiare la crisi, viene richiesto al Parlamento di adottare urgentemente misure deflattive come l'amnistia e l'indulto, citando il sostegno del Garante Regionale e del Papa. Questa vicenda mette in luce la drammatica inefficacia delle attuali politiche carcerarie italiane e la necessità di riforme strutturali urgenti.

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Novara. Carcere poco sovraffollato, ma mancano trenta agenti

Una delegazione di Radicali e Giovani Democratici ha visitato il carcere di Novara, rilevando un sovraffollamento moderato con 93 detenuti nella sezione ordinaria e 68 in regime di 41 bis. L'istituto si distingue positivamente per le attività lavorative interne, come tipografia e lavanderia, ma soffre di una carenza di 30 agenti di polizia penitenziaria rispetto alla pianta organica. I rappresentanti politici chiedono ora maggiori sforzi per l'inserimento abitativo post-detenzione e invitano le istituzioni regionali a monitorare più da vicino le carceri piemontesi. Questa situazione evidenzia l'importanza del lavoro carcerario per la rieducazione, pur confermando le croniche difficoltà legate alla carenza di personale.

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Verona. Detenuti al lavoro in tribunale “Segnale di apertura e di dignità”

Il tribunale civile di Verona ha avviato un protocollo per l'inserimento lavorativo dei detenuti all'interno del palazzo di giustizia, iniziativa accolta con favore dalla Camera Penale Veronese. Il progetto mira a promuovere la dignità umana e il recupero sociale, basandosi sul dato che l'occupazione riduce il rischio di recidiva al solo 2%. I penalisti auspicano inoltre una maggiore celerità nelle misure alternative e propongono di ospitare in tribunale lo spettacolo teatrale interpretato dai carcerati di Montorio. Questo sottolinea l'importanza del lavoro e della cultura come strumenti fondamentali per la riabilitazione e il reinserimento sociale dei detenuti.

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Verona. Nasce la Cittadella della giustizia riparativa

A Verona sorgerà la "Cittadella della giustizia" in piazza Madonna di Campagna, un nuovo polo dedicato alla giustizia riparativa in linea con la riforma Cartabia. La struttura riunirà servizi essenziali come il Garante per i diritti dei detenuti e Rete Dafne, puntando a favorire il reinserimento sociale e la riparazione del danno attraverso il dialogo tra le parti coinvolte. L'assessora Stefania Zivelonghi ha confermato che l'apertura è prevista per la prima parte del 2026, senza costi aggiuntivi per il bilancio comunale. Questo progetto rappresenta un passo fondamentale verso un sistema penale più umano e orientato alla pacificazione sociale.

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Bolzano: Costruzione del nuovo carcere, l’okay in Parlamento

Il Parlamento ha approvato la riformulazione della legge di bilancio che dà il via libera alla costruzione della nuova casa circondariale di Bolzano, destinata a sostituire l'attuale struttura di via Dante. Il progetto passa ora sotto la gestione del Commissario straordinario per l’edilizia penitenziaria, Marco Doglio, il quale dovrà decidere se utilizzare il piano esistente del 2011 o avviarne uno nuovo. L'iniziativa mira a contrastare il grave sovraffollamento carcerario, con la possibilità di un cofinanziamento da parte della Provincia autonoma di Bolzano per velocizzare l'opera. Questa decisione rappresenta un passo fondamentale per migliorare le condizioni detentive e l'efficienza infrastrutturale della regione.

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“L’emergenza negata”: il libro di Alemanno e Falbo sulla situazione carceraria in Italia

Gianni Alemanno, attualmente detenuto a Rebibbia, ha scritto insieme a Fabio Falbo il libro 'L'emergenza negata. Il collasso delle carceri italiane' per denunciare le criticità del sistema penitenziario. L'opera unisce una prospettiva storica e politica a un'analisi tecnica e umana, includendo testimonianze dirette dei detenuti sulle difficoltà del reinserimento sociale. Il testo si propone come un contributo critico per sensibilizzare le istituzioni su un’emergenza spesso ignorata dalla politica nazionale. Questa testimonianza mette in luce l'urgenza di una riforma profonda che restituisca dignità e speranza alla realtà carceraria italiana.

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A Norimberga si processò la Storia, da lì partì l’evoluzione del diritto internazionale

Il film 'Norimberga' di James Vanderbilt riporta l’attenzione sul processo storico del 1946, concentrandosi sul duello psicologico tra il gerarca Hermann Göring e lo psichiatra Douglas Kelley. L’opera esplora non solo la crudeltà del regime nazista, ma anche la complessa sfida giuridica affrontata dal Tribunale militare internazionale per definire nuovi crimini come quelli contro l'umanità. Nonostante i tentativi della difesa di invalidare il processo ricorrendo al principio di irretroattività della legge, Norimberga ha segnato la nascita di principi legali universali. Questa pellicola invita a riflettere sull'importanza di fondare la giustizia su basi etiche e giuridiche solide anche di fronte alle pagine più buie della storia.

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Il gran discorso del Quirinale che scuote la meglio gioventù

Nel suo discorso di fine anno, il presidente Sergio Mattarella ha rivolto un appello accorato ai giovani, esortandoli a recuperare la forza visionaria e la responsabilità civile della ricostruzione post-bellica. Il Capo dello Stato ha sottolineato l'importanza dei diritti inviolabili e della convivenza sociale, mettendo in guardia contro la frammentazione del senso di comunità e la crescente rassegnazione. Davide Varì evidenzia come il messaggio presidenziale spinga le nuove generazioni a non rassegnarsi e a tornare protagoniste del futuro, superando l'indifferenza e le disuguaglianze. Questo richiamo sottolinea la necessità di riscoprire un impegno civico condiviso per rigenerare le basi democratiche del Paese.

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Il Presidente invita i giovani a essere esigenti, ma l’Italia ama i giovani?

Davide Rondoni riflette sul messaggio del Presidente Mattarella ai giovani, evidenziando il divario tra le potenzialità delle nuove generazioni e una realtà italiana spesso percepita come ostile. L'autore sostiene che l'apatia politica e l'emigrazione giovanile siano causate da un sistema burocratico e decisionale gestito da adulti che soffoca l'iniziativa e rallenta l'ingresso nel mondo del lavoro. Nonostante le recenti proposte governative per le politiche giovanili, viene sottolineata l'urgenza di scelte coraggiose da parte della classe dirigente per restituire spazio e fiducia ai ragazzi. Questo scenario mette in luce il rischio concreto che l'Italia si consolidi come un Paese incapace di valorizzare i propri talenti.

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Un 2026 di verità e pace. Anche nel dibattito pubblico

In vista della campagna referendaria sulla giustizia, l'autore invita a un dibattito trasparente che eviti intenti propagandistici e preservi l'indipendenza della magistratura. Balduzzi critica la proposta di separazione delle carriere e la creazione di un organo disciplinare esterno al CSM, temendo che tali misure possano indebolire l'imparzialità dei giudici. Viene inoltre contestato il ricorso al sorteggio per le rappresentanze istituzionali, ritenendo che ciò mortifichi l'associazionismo dei magistrati a favore di correnti occulte più pericolose. L'articolo conclude auspicando riforme che migliorino il codice di procedura e la legge elettorale del CSM senza intaccare l'assetto costituzionale. Questa analisi pone l'accento sulla necessità di proteggere l'equilibrio tra i poteri per garantire la tenuta democratica del Paese.

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Suicidio assistito, un plauso alla Consulta che riconosce l’autonomia delle regioni

L'avvocata Filomena Gallo analizza la sentenza 204/2025 della Corte Costituzionale, che legittima il potere delle Regioni di legiferare sull'organizzazione del suicidio medicalmente assistito. La Consulta chiarisce che le amministrazioni locali non devono attendere il legislatore statale per rendere effettivo il servizio sanitario pubblico, smontando le resistenze politiche precedentemente espresse da altre regioni. Il provvedimento ribadisce inoltre l'importanza del coinvolgimento della sanità pubblica per garantire un accesso equo e uniforme a tale diritto. Questa decisione rappresenta un monito decisivo per il Parlamento, richiamando la politica a esercitare le proprie responsabilità democratiche senza ulteriori indugi.

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Migranti. Quel giorno la “Serraino Vulpitta” i profughi arsero vivi in cella

L'articolo rievoca la tragedia del 1999 nel centro di Trapani, dove sei giovani tunisini morirono in un rogo a causa della negligenza delle autorità e dell'inefficienza dei soccorsi. L'autore ripercorre l'evoluzione dei centri di detenzione amministrativa in Italia, denunciando come le istanze di chiusura siano state ignorate a favore di politiche sempre più repressive nel corso degli anni. Oggi il trattenimento per chi non ha commesso reati può estendersi fino a 18 mesi in strutture spesso degradate e segnate da violenze, suicidi e impunità. Questa analisi mette in luce la sistematica violazione dei diritti fondamentali all'interno del sistema di gestione dei flussi migratori italiano.

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Carceri, dramma e umanità

L'articolo denuncia le condizioni degradanti delle carceri italiane, in palese contrasto con l'Articolo 27 della Costituzione che impone umanità e rieducazione. Mario Bertolissi richiama l'impegno storico di figure come Marco Pannella e i Papi nel denunciare il sovraffollamento, la mancanza di cure e la solitudine dei detenuti. Nonostante i richiami istituzionali e l'opera di sensibilizzazione di Radio Carcere, lo Stato italiano viene criticato per un'inerzia che dura da decenni. Questa situazione rappresenta un fallimento della Repubblica nel garantire i diritti fondamentali e la dignità umana all'interno del sistema penitenziario.

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Ferrara. Sostegno ai genitori detenuti, un patto con l’amministrazione

Il Comune di Ferrara e la casa circondariale locale hanno siglato una convenzione per sostenere la genitorialità dei padri detenuti attraverso tre percorsi: consulenze individuali, incontri mensili con le famiglie e gruppi di confronto tra pari. L'iniziativa, promossa dall'assessore Cristina Coletti e dalla direttrice Maria Martone, mira a rafforzare i legami affettivi e favorire un reinserimento sociale consapevole in un ambiente armonioso. Questo progetto rappresenta un'eccellenza innovativa nel panorama penitenziario italiano, ponendo l'accento sulla tutela della dignità della popolazione carceraria. Tale approccio evidenzia l'importanza cruciale del supporto familiare come pilastro fondamentale per il successo dei percorsi rieducativi.

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Ravenna. Bilanci di fine anno. Il grazie e l’augurio del cappellano della Casa circondariale

Don Marcelo Lopresti, cappellano del carcere di Ravenna, traccia un bilancio positivo del suo servizio ispirandosi al gesto di Papa Francesco di aprire una Porta Santa in un penitenziario. L'autore esprime profonda gratitudine verso la direzione, la polizia penitenziaria e i volontari per il loro impegno quotidiano nel promuovere la dignità e il benessere dei detenuti. Attraverso azioni concrete e silenziose, viene evidenziato come la speranza e la vicinanza umana siano elementi vivi e fondamentali anche in contesti di reclusione. Questa testimonianza sottolinea l'importanza di un approccio umano e misericordioso per il miglioramento della vita nelle carceri italiane.

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