L'articolo denuncia le condizioni degradanti delle carceri italiane, in palese contrasto con l'Articolo 27 della Costituzione che impone umanità e rieducazione. Mario Bertolissi richiama l'impegno storico di figure come Marco Pannella e i Papi nel denunciare il sovraffollamento, la mancanza di cure e la solitudine dei detenuti. Nonostante i richiami istituzionali e l'opera di sensibilizzazione di Radio Carcere, lo Stato italiano viene criticato per un'inerzia che dura da decenni. Questa situazione rappresenta un fallimento della Repubblica nel garantire i diritti fondamentali e la dignità umana all'interno del sistema penitenziario.
Le carceri italiane affrontano un'emergenza sanitaria cronica, segnata da un sovraffollamento medio del 138% e un numero allarmante di suicidi e decessi. La carenza di personale sanitario e le pessime condizioni igienico-strutturali favoriscono l'insorgere di gravi disturbi mentali e l'abuso di farmaci tra i detenuti. Nonostante i diritti garantiti dalla Costituzione, la mancanza di coordinamento tra amministrazioni rende difficile l'accesso alle cure e ai percorsi di rieducazione. Questa situazione evidenzia la necessità urgente di riforme per allineare il sistema penitenziario italiano agli standard internazionali e ai principi di umanità.
L'articolo denuncia il drammatico sovraffollamento delle carceri italiane che, a fine 2025, ha raggiunto il 138,5%, aggravando il degrado strutturale e la violazione dei diritti costituzionali dei detenuti. Nonostante il calo della criminalità, il sistema penitenziario affronta un'emergenza umanitaria segnata da un numero record di decessi e condizioni igieniche precarie sia per i carcerati che per il personale. L'autore sottolinea il fallimento delle politiche governative e propone l'adozione di misure alternative per il 38% della popolazione carceraria che deve scontare pene residue inferiori ai due anni e mezzo. Questa crisi evidenzia l'urgente necessità di una riforma che riporti la dignità e la funzione rieducativa al centro del sistema penale italiano.
Cappellani delle carceri lombarde
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chiesadimilano.it
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L'articolo riflette sulla conclusione del Giubileo della Speranza, evidenziando la profonda amarezza dei detenuti per la mancata concessione di un atto di clemenza da parte dello Stato italiano. Nonostante gli appelli di Papa Francesco e dei vescovi, il sistema carcerario rimane segnato da un grave sovraffollamento e da condizioni degradanti che alimentano la tragica piaga dei suicidi. I cappellani denunciano l'inefficacia di semplici ritocchi regolamentari, sottolineando come il carcere sia diventato un contenitore di sofferenza che coinvolge anche le famiglie dei ristretti. Questa situazione richiama l'urgenza per la politica di superare la logica punitiva e affrontare con coraggio la crisi di dignità del sistema penitenziario.