“L’emergenza negata”: il libro di Alemanno e Falbo sulla situazione carceraria in Italia
Federica Parbuoni
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secoloditalia.it
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Riassunto
Gianni Alemanno, attualmente detenuto a Rebibbia, ha scritto insieme a Fabio Falbo il libro 'L'emergenza negata. Il collasso delle carceri italiane' per denunciare le criticità del sistema penitenziario. L'opera unisce una prospettiva storica e politica a un'analisi tecnica e umana, includendo testimonianze dirette dei detenuti sulle difficoltà del reinserimento sociale. Il testo si propone come un contributo critico per sensibilizzare le istituzioni su un’emergenza spesso ignorata dalla politica nazionale. Questa testimonianza mette in luce l'urgenza di una riforma profonda che restituisca dignità e speranza alla realtà carceraria italiana.
L'articolo riporta la presentazione del libro 'L’emergenza negata. Il collasso delle carceri italiane', scritto da Gianni Alemanno e Fabio Falbo, che denuncia il grave sovraffollamento e l'inefficacia rieducativa del sistema penitenziario. Durante l'incontro, esperti e giuristi hanno descritto il carcere come una 'discarica sociale', criticando le logiche burocratiche e gli slogan populisti che ignorano la funzione costituzionale della pena. Gli interventi sottolineano la necessità di superare l'attuale modello punitivo in favore di un sistema che garantisca protezione e reale reinserimento sociale. Questa situazione evidenzia una criticità profonda per lo Stato di diritto e per la tutela della dignità umana all'interno delle carceri italiane.
L'autore analizza i "Diari dal carcere" di Gianni Alemanno, evidenziando come la detenzione trasformi la prospettiva di chi ha esercitato il potere in una scoperta della propria vulnerabilità. Il testo denuncia carenze strutturali come il sovraffollamento e la burocrazia cieca, che rischiano di trasformare la pena in un logoramento della persona anziché in un percorso di rieducazione. Riccardi sottolinea che la forza morale di uno Stato si misura dal rispetto della dignità umana anche nei confronti di chi ha sbagliato. La testimonianza di Alemanno diventa così un invito a riflettere su una giustizia che debba responsabilizzare e non semplicemente isolare. Questo solleva un interrogativo cruciale sulla reale capacità del sistema carcerario italiano di aderire ai principi costituzionali di rieducazione.
L'autore analizza la profonda crisi del sistema carcerario italiano, segnato da sovraffollamento, suicidi e una crescente presenza di detenuti con fragilità psichiatriche. Il testo sottolinea la necessità di superare la logica puramente punitiva per porre al centro la dignità umana e percorsi di riabilitazione effettiva, richiamando il messaggio di speranza di Papa Leone XIV. Viene evidenziata l'importanza di garantire diritti fondamentali, programmi educativi e opportunità di lavoro per favorire il reinserimento sociale. Questo intervento richiama l'attenzione sull'urgenza di una riforma strutturale e culturale che renda il carcere un luogo di autentica rinascita.