Alessandria. Detenuto muore in cella inalando gas da una bomboletta
Federico Gottardo
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La Repubblica
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Riassunto
Un detenuto di 40 anni è deceduto nel carcere di Alessandria la notte di Capodanno a causa di un'asfissia provocata dall'inalazione di gas da una bomboletta per fornelli. Nonostante il pronto intervento della polizia penitenziaria, per l'uomo non c'è stato nulla da fare dopo che ha perso i sensi nella sua cella. L'episodio ha scatenato nuove proteste da parte del sindacato Osapp, che denuncia il collasso del sistema carcerario italiano per mancanza di investimenti e supporto organizzativo. Questo tragico evento evidenzia l'urgenza di una riforma strutturale per garantire la sicurezza e la dignità all'interno degli istituti penitenziari.
L’anno 2026 si apre con un tragico suicidio nel carcere Don Soria di Alessandria, confermando una crisi sistemica che ha registrato 238 decessi nel solo 2025. Daniele Robotti, dell’Associazione Radicale “Marco Pannella”, sottolinea nell'intervista come il sovraffollamento estremo e la carenza di personale rendano invivibili le strutture penitenziarie italiane. Viene inoltre segnalata la trasformazione del carcere di San Michele per ospitare il regime 41 bis, un processo che aggrava la pressione sulle altre carceri già sature a causa dello spostamento dei detenuti. Questa situazione evidenzia una criticità drammatica e persistente per il rispetto dei diritti umani nel sistema penale italiano.
Bruno Mellano analizza il drammatico fenomeno dei suicidi nelle carceri italiane, citando i recenti casi di Asti e Alessandria verificatisi tra la fine del 2025 e l'inizio del 2026. Nel solo 2025 si sono registrati 80 suicidi, con un'incidenza venti volte superiore rispetto alla popolazione libera e un preoccupante tasso di mortalità anche tra il personale della Polizia Penitenziaria. L'autore sottolinea come il sovraffollamento e l'inefficacia dei percorsi di recupero rendano il carcere un luogo spesso privo di speranza, contravvenendo al principio costituzionale della pena. Queste morti rappresentano un fallimento collettivo che richiede un intervento immediato per restituire dignità e finalità rieducativa al sistema detentivo. Ciò evidenzia una criticità sistemica e urgente per il sistema penale italiano.
L’articolo denuncia la drammatica situazione delle carceri italiane, segnata da un preoccupante numero di suicidi e da un sovraffollamento insostenibile che mina i principi costituzionali. L'autrice evidenzia come le attuali politiche governative si stiano concentrando su misure repressive anziché affrontare la crisi umanitaria e il degrado degli istituti. Numerose associazioni hanno lanciato un appello per chiedere clemenza e riforme urgenti, convocando un'assemblea pubblica a Roma per il 6 febbraio 2026. Questo scenario evidenzia una profonda crisi democratica che richiede un intervento immediato per ripristinare la legalità e la dignità umana nel sistema penitenziario.