Avvocati al servizio del Governo contro i migranti, così si calpesta la Costituzione

Gianfranco Schiavone critica un emendamento al decreto sicurezza che prevede un compenso di 615 euro per gli avvocati che favoriscono il rimpatrio dei migranti assistiti. L'autore sostiene che tale incentivo violi l'indipendenza professionale e il diritto di difesa sancito dall'articolo 24 della Costituzione, trasformando il legale in un esecutore della volontà governativa. Anche l'Associazione Nazionale Magistrati ha denunciato il provvedimento, evidenziando come il premio economico sia paradossalmente legato all'insuccesso della strategia difensiva. Questa misura rappresenta un attacco preoccupante all'autonomia dell'avvocatura e alla tenuta dello Stato di diritto in Italia.

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Dialogo, lo spazio che ci separa e ci unisce

L'autore riflette sulla scelta di 'dialogo' come parola chiave del 2026 per Treccani, sottolineando la necessità di riscoprire l'ascolto e la fiducia reciproca in una società sempre più individualista. Attraverso riferimenti al cinema e alla psicoterapia, l'articolo evidenzia come il vero confronto richieda il riconoscimento dello spazio tra sé e l'altro, elemento spesso assente nei conflitti globali contemporanei. Senza questa reciprocità, la comunicazione perde efficacia e lascia spazio a ferite profonde, rendendo la diplomazia uno strumento svuotato di senso. Il testo invita a riappropriarsi del dialogo come pratica quotidiana e internazionale per superare le logiche di scontro. Questa riflessione evidenzia l'urgenza di ricostruire ponti relazionali in un'epoca segnata da distanze incolmabili.

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Genova. “Una rete sociale contro la marginalità”, presentata la consulta carcere-città

L’articolo riporta la presentazione della consulta carcere-città a Genova, un’iniziativa dell’assessora Cristina Lodi volta a creare un legame strutturato tra il sistema penitenziario e il tessuto urbano. Attraverso tavoli tematici su lavoro, salute mentale e burocrazia, il Comune si impegna a facilitare il reinserimento dei detenuti e a prevenire la recidiva intervenendo sulle fragilità sociali. L'obiettivo è trasformare il carcere in una parte integrante della comunità, garantendo diritti e dignità a chi torna in libertà. Questo progetto evidenzia il ruolo centrale delle amministrazioni locali nel superare l'isolamento dei detenuti, promuovendo una reale funzione rieducativa della pena.

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Migranti. Cento stranieri in classe per imparare un mestiere e l’italiano

A Vicenza, l’associazione Comunicando offre corsi gratuiti di lingua italiana a oltre 120 cittadini stranieri desiderosi di integrarsi e fuggire da situazioni di povertà o regimi oppressivi. Grazie al supporto di 25 volontari, il progetto non solo insegna la lingua, ma crea anche ponti concreti con il mondo del lavoro attraverso collaborazioni per la formazione pratica e la sicurezza. Il sindaco Giacomo Possamai ha lodato l'iniziativa, sottolineando l'importanza di costruire una comunità accogliente che offra reali opportunità di inserimento sociale. Questo esempio dimostra come l'impegno del volontariato sia essenziale per colmare le lacune istituzionali nei percorsi di alfabetizzazione e integrazione.

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Decreti a raffica. Ma davvero c’era l’urgenza di un nuovo dl Sicurezza?

L'articolo analizza l'abuso sistematico dei decreti legge in Italia, evidenziando come lo strumento previsto dall'Articolo 77 della Costituzione per casi eccezionali sia diventato ormai una prassi ordinaria dei governi. Nonostante i numerosi richiami del Presidente Mattarella contro i decreti 'omnibus' e l'eterogeneità dei contenuti, la tendenza non sembra arrestarsi, come dimostrato dal recente decreto Sicurezza e dalle norme sui rimborsi legali. Giacomo Puletti mette in luce la discrepanza tra le reali urgenze economiche, quali il deficit e la crisi energetica, e l'uso politico della decretazione d'urgenza per temi spesso privi del carattere di necessità. Questo fenomeno solleva interrogativi critici sulla centralità del Parlamento e sull'equilibrio dei poteri nel sistema democratico italiano.

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Rovigo. Carcere, infermieri in protesta. Il Nursind: ​“Stress e disagi”

Il sindacato NurSind ha richiesto un incontro urgente con l'Ulss 5 Polesana per denunciare le gravi criticità lavorative nelle carceri di Rovigo, aggravate dall'apertura della struttura minorile. Il personale infermieristico lamenta turni insostenibili, problemi logistici e una sicurezza inadeguata, messa ulteriormente a rischio da recenti rivolte. Molti operatori riportano elevati livelli di stress e hanno già manifestato la volontà di essere trasferiti ad altri servizi. Questa situazione evidenzia il forte impatto delle carenze organizzative e strutturali sulla salute psicofisica del personale sanitario operante nel sistema penitenziario.

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Perugia. Lo sport oltre le sbarre, attività motoria nel carcere di Capanne

L'assessore allo sport di Perugia, Pierluigi Vossi, ha inaugurato un nuovo programma di attività motoria all'interno della struttura penitenziaria locale, sottolineando l'importanza dello sport come pilastro per la salute, la dignità e la sicurezza. Il progetto, realizzato in collaborazione con la Uisp e il Lions Club Perugia Host, mira a migliorare il benessere psicofisico dei detenuti e a promuovere valori di disciplina e responsabilità necessari per il reinserimento sociale. La direttrice del carcere, Antonella Grella, ha evidenziato come tali spazi attrezzati siano cruciali per gestire le dinamiche interne e ridurre le tensioni. Questa iniziativa conferma come la collaborazione tra istituzioni e territorio sia fondamentale per garantire un percorso rieducativo dignitoso nel sistema carcerario.

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Dl sicurezza, l’idea di svuotare la norma e lasciarla sul binario morto

Il governo italiano sta valutando di modificare l'articolo 30 bis del decreto sicurezza, che prevedeva un incentivo di 615 euro agli avvocati per i rimpatri volontari dei migranti, giudicato incostituzionale dal Quirinale e da molti giuristi. La nuova proposta punta a estendere il compenso anche a ONG e operatori sociali, slegandolo dall'effettiva partenza dello straniero, ma rimandando l'esecuzione a un decreto attuativo per mancanza di coperture finanziarie. Questa mossa permetterebbe di approvare il decreto entro la scadenza del 25 aprile, neutralizzando però di fatto gli effetti immediati della norma originaria. La vicenda evidenzia la complessità nel bilanciare le politiche migratorie del governo con le garanzie costituzionali del sistema difensivo italiano.

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Migranti. Nel Cpr di via Corelli a Milano ci sono cinque minorenni, anche un 14enne

La rete di attivisti 'Mai più lager-No ai Cpr' ha denunciato la detenzione illegale di cinque minorenni, tra cui un quattordicenne, all'interno del Centro per il rimpatrio di via Corelli a Milano. Nonostante il divieto di legge, i ragazzi sarebbero stati certificati come idonei al trattenimento e posti in isolamento, una situazione documentata grazie a testimonianze dirette e materiale fotografico. La vicenda solleva pesanti interrogativi sulla condotta delle autorità sanitarie e amministrative, oltre a evidenziare i rischi legati alle proposte normative che vorrebbero vietare l'uso di smartphone nei centri. Questo caso rappresenta una gravissima violazione dei principi fondamentali a tutela dell’infanzia nel sistema penitenziario e amministrativo italiano.

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Caso Moussa Diarra, i dubbi della gip: “Verificare la manipolazione dei filmati”

La gip di Verona Livia Magri ha respinto la richiesta di archiviazione per la morte del migrante Moussa Diarra, ordinando dodici nuovi approfondimenti e ipotizzando il reato di depistaggio per due poliziotti. L'ordinanza solleva forti dubbi sulla genuinità dei video acquisiti e sulla misteriosa assenza di registrazioni proprio dalla telecamera cruciale tra le 89 presenti in stazione. Emergono inoltre perplessità mediche sulla possibilità che la vittima impugnasse un coltello nonostante le gravissime ferite riportate, suggerendo una potenziale manipolazione della scena del crimine. Questo caso evidenzia una preoccupante necessità di fare piena luce sulla trasparenza e l'operato delle forze dell'ordine in situazioni critiche.

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Sardegna. Operazione 41bis al rallentatore, le carceri non sono ancora pronte

Il Ministro della Giustizia Carlo Nordio ha confermato l’intenzione del Governo di potenziare il regime di 41-bis in Sardegna, definendo l’isola un’area strategica per la gestione dei boss mafiosi. Nonostante i ritardi e gli errori progettuali segnalati nelle carceri di Nuoro e Uta, il piano procede con l’obiettivo di creare istituti interamente dedicati all’alta sicurezza in contesti insulari. Le critiche dei parlamentari si concentrano sulla mancanza di trasparenza e su gravi lacune tecniche, come l’installazione di materiali non idonei e l’incompletezza dei muri di cinta. La situazione evidenzia la complessità di bilanciare le esigenze di sicurezza nazionale con la reale capacità operativa delle infrastrutture penitenziarie locali.

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Migranti. Protocollo Italia-Albania, sì condizionato dell’avvocato generale della Corte Ue

L'avvocato generale della Corte di Giustizia dell'UE, Nicholas Emiliou, ha espresso un parere favorevole ma condizionato sulla legittimità dei centri per migranti in Albania, sottolineando che l'accordo è compatibile con il diritto europeo solo se vengono garantite tutte le tutele fondamentali. Secondo Emiliou, l'Italia rimane integralmente vincolata agli obblighi europei, dovendo assicurare assistenza legale, medica e protezione specifica per i soggetti vulnerabili anche fuori dai propri confini. Il parere specifica che il trasferimento in uno Stato terzo non può tradursi in una riduzione delle garanzie legali o dell'accesso a un tempestivo controllo giurisdizionale. Questa posizione evidenzia la sfida cruciale di conciliare le politiche migratorie esterne con il rigoroso rispetto dei diritti umani previsti dall'Unione Europea.

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La scossa ignorata del referendum

Alessandro De Angelis analizza lo stallo politico italiano a un mese dal referendum del 23 marzo, evidenziando l'incapacità sia della destra sia della sinistra di proporre iniziative concrete. Il governo viene descritto come intrappolato in una narrazione securitaria e identitaria, mentre l'opposizione appare divisa da ambizioni personali e competizioni interne tra leader come Schlein, Conte e Salis. Nonostante il mutamento del contesto internazionale, manca in entrambi gli schieramenti una riflessione strutturale su temi urgenti come i bassi salari e la crescita economica. Questa situazione evidenzia una preoccupante mancanza di visione politica capace di andare oltre la mera gestione dell'immagine e del consenso immediato.

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“Il dl non è un pasticcio”. Meloni rivendica e rilancia

La premier Meloni difende la legittimità del decreto sicurezza, annunciando un provvedimento correttivo per superare i rilievi costituzionali del Quirinale sulla norma riguardante i rimpatri volontari. Il nuovo decreto estenderà i contributi economici a tutti gli avvocati e mediatori coinvolti, sollevando preoccupazioni nel Ministero dell'Economia per l'impatto sulla spesa pubblica. Nonostante le critiche delle opposizioni, il governo intende proseguire sulla linea delle politiche securitarie per recuperare consenso elettorale. Questa vicenda evidenzia il crescente logoramento dei rapporti tra la maggioranza e la Presidenza della Repubblica sui limiti della potestà legislativa.

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L’avvocato “collaboratore”? Il sogno di tutti i regimi autoritari, di qualunque colore

L'articolo discute il controverso provvedimento del decreto sicurezza che prevedeva un compenso di 615 euro per gli avvocati che convincono i migranti a rimpatriare, norma poi bloccata dal Presidente Mattarella. L'autore sottolinea come tale misura violi il diritto costituzionale alla difesa e svilisca il ruolo del legale, trasformandolo impropriamente in un collaboratore dello Stato. Questa disposizione viene inquadrata in una tendenza più ampia verso un inasprimento penale estremo che mette a rischio i principi fondamentali della giurisdizione liberale. Tale vicenda evidenzia la necessità di preservare l'indipendenza dell'avvocatura come pilastro inviolabile dello Stato di diritto.

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“Carceri inumane, a rischio la cooperazione europea”

Gli avvocati Cosimo Palumbo e Francesco Crimi denunciano le criticità del sistema carcerario italiano, che presenta un tasso di sovraffollamento del 138%, dato superiore persino a quello ungherese. A causa di tali condizioni, giudicate inumane e degradanti, tribunali in Germania e Olanda hanno già iniziato a sospendere le estradizioni verso l'Italia per tutelare la dignità umana dei detenuti. Gli esperti avvertono che l'inasprimento delle pene e i nuovi reati aggravano l'emergenza, suggerendo come soluzioni la depenalizzazione e un maggiore ricorso a misure alternative. Questa situazione mette in luce una crisi sistemica che minaccia seriamente la cooperazione giudiziaria europea e il rispetto dei diritti fondamentali.

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I dubbi del Quirinale restano. L’opposizione occupa l’Aula

Il braccio di ferro tra Palazzo Chigi e il Quirinale si intensifica a causa di una norma del decreto Sicurezza che prevede incentivi ai legali per i rimpatri dei migranti, giudicata problematica dal Presidente Mattarella. Per evitare la scadenza del decreto, il governo Meloni ipotizza un complesso "doppio passaggio" legislativo per correggere il testo, nonostante le forti critiche delle opposizioni e dei giuristi. La tensione è culminata in scontri parlamentari e nell'occupazione dei banchi del governo, evidenziando una profonda crisi istituzionale sulla gestione dei flussi migratori. Questa vicenda mette in luce la delicata ricerca di equilibrio tra la rapidità dell'azione politica e il rigoroso rispetto dei principi costituzionali.

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Rimpatri, il Governo cancella con un Dl parallelo l’incentivo ai legali

Il governo italiano sta studiando un inedito decreto correttivo per emendare il 'decreto sicurezza' ed eliminare la norma incostituzionale che subordinava i compensi degli avvocati all'effettivo rimpatrio dei migranti. Il piano prevede la pubblicazione simultanea in Gazzetta Ufficiale della legge di conversione e del nuovo decreto, garantendo che la misura contestata dal Quirinale e dall'avvocatura non entri mai in vigore. La modifica slegnerà il pagamento dal risultato del procedimento amministrativo e coinvolgerà anche figure come i mediatori, escludendo il Consiglio Nazionale Forense dai compiti di pagamento. Questa complessa manovra giuridica evidenzia le difficoltà del governo nel coordinamento istituzionale e nella gestione della decretazione d'urgenza.

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Il dl sicurezza rischia l’incostituzionalità. Ed è pieno di norme liberticide

Il nuovo decreto sicurezza, pronto per la conversione in legge, solleva forti dubbi di incostituzionalità riguardanti il fermo preventivo prima delle manifestazioni e le restrizioni al gratuito patrocinio per i migranti. Critiche arrivano anche per l'introduzione di agenti sotto copertura nelle carceri e per l'inasprimento delle pene sui reati di droga di lieve entità, che rischia di aggravare ulteriormente il sovraffollamento dei penitenziari. Associazioni come Antigone e Libera denunciano una deriva che snatura la funzione rieducativa della pena e crea disparità di trattamento tra diverse categorie di vittime. Questo scenario evidenzia una crescente tensione tra le nuove politiche di pubblica sicurezza e i principi fondamentali della Costituzione italiana.

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L’insicurezza nelle norme fa vacillare anche il diritto

L'articolo analizza le criticità delle recenti iniziative legislative del Governo in materia di sicurezza, definite come "creative" e spesso giuridicamente instabili. Danilo Paolini evidenzia come il continuo accumulo di nuove norme, come il contestato "premio rimpatri", rischi di generare confusione normativa e di allontanarsi dalla certezza del diritto. Nonostante i dati positivi presentati dal Ministero dell'Interno, l'autore sottolinea che l'eccessiva focalizzazione sull'immigrazione trascura altri reati violenti che influenzano la percezione di insicurezza dei cittadini. Questa tendenza suggerisce che l'inasprimento delle pene non coincida necessariamente con una maggiore efficacia del sistema giudiziario. Si tratta di una riflessione importante sul rischio di sacrificare la stabilità del diritto in favore di interventi d'urgenza.

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