Alessandria. “Suicidio in carcere nella notte di Capodanno”
Alberto Ballerino
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laportadivetro.com
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Riassunto
L’anno 2026 si apre con un tragico suicidio nel carcere Don Soria di Alessandria, confermando una crisi sistemica che ha registrato 238 decessi nel solo 2025. Daniele Robotti, dell’Associazione Radicale “Marco Pannella”, sottolinea nell'intervista come il sovraffollamento estremo e la carenza di personale rendano invivibili le strutture penitenziarie italiane. Viene inoltre segnalata la trasformazione del carcere di San Michele per ospitare il regime 41 bis, un processo che aggrava la pressione sulle altre carceri già sature a causa dello spostamento dei detenuti. Questa situazione evidenzia una criticità drammatica e persistente per il rispetto dei diritti umani nel sistema penale italiano.
Bruno Mellano analizza il drammatico fenomeno dei suicidi nelle carceri italiane, citando i recenti casi di Asti e Alessandria verificatisi tra la fine del 2025 e l'inizio del 2026. Nel solo 2025 si sono registrati 80 suicidi, con un'incidenza venti volte superiore rispetto alla popolazione libera e un preoccupante tasso di mortalità anche tra il personale della Polizia Penitenziaria. L'autore sottolinea come il sovraffollamento e l'inefficacia dei percorsi di recupero rendano il carcere un luogo spesso privo di speranza, contravvenendo al principio costituzionale della pena. Queste morti rappresentano un fallimento collettivo che richiede un intervento immediato per restituire dignità e finalità rieducativa al sistema detentivo. Ciò evidenzia una criticità sistemica e urgente per il sistema penale italiano.
Il bilancio di fine 2025 dell’associazione Antigone delinea un quadro drammatico delle carceri italiane, con 63.868 detenuti e un tasso di sovraffollamento del 138,5%. Alessio Scandurra, coordinatore dell’Osservatorio, evidenzia come le recenti scelte politiche e normative abbiano peggiorato le condizioni di vita e aumentato la tensione interna, portando a ben 80 suicidi in un anno. Antigone invoca un provvedimento straordinario urgente per ridurre le presenze e chiede investimenti nei percorsi di reinserimento per abbattere l'attuale recidiva del 70%. Questa situazione rappresenta una criticità insostenibile per il sistema penitenziario e il rispetto dei diritti umani in Italia.
Il rapporto di fine 2025 dell'associazione Antigone delinea un quadro drammatico delle carceri italiane, dove il sovraffollamento ha raggiunto il 138,5% a fronte di una capienza insufficiente. Nonostante una diminuzione dei reati, la popolazione carceraria continua a crescere, portando a condizioni igieniche precarie, carenza di spazi minimi vitali e un numero allarmante di decessi e suicidi. Il presidente Patrizio Gonnella denuncia il silenzio delle istituzioni e la mancanza di riforme per alleggerire un sistema ormai in crisi strutturale, che grava sia sui detenuti che sul personale. Questa situazione evidenzia una criticità insostenibile per il sistema penale italiano, che richiede interventi urgenti per garantire il rispetto dei diritti umani fondamentali.