Teramo. Ci sono luoghi in cui la distanza non si misura in chilometri ma in serrature
Daniele Piersanti
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iltrafiletto.it
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Riassunto
L'autore racconta la sua visita alla Casa Circondariale di Teramo, evidenziando una situazione critica dovuta a un sovraffollamento del 183% e alla grave carenza di personale sanitario e di polizia. Nonostante le celle siano strutturate per garantire una minima dignità, l'intero sistema fatica a gestire l'emergenza quotidiana e a offrire percorsi educativi o sanitari adeguati. La testimonianza pone l'accento sulla dimensione umana e sulla stanchezza che caratterizza sia i detenuti sia gli agenti che operano in condizioni di forte pressione. Questa situazione mette in luce l'urgenza di interventi strutturali per evitare che il disagio diventi tragedia nel sistema penitenziario italiano.
L'articolo denuncia il drammatico sovraffollamento delle carceri italiane che, a fine 2025, ha raggiunto il 138,5%, aggravando il degrado strutturale e la violazione dei diritti costituzionali dei detenuti. Nonostante il calo della criminalità, il sistema penitenziario affronta un'emergenza umanitaria segnata da un numero record di decessi e condizioni igieniche precarie sia per i carcerati che per il personale. L'autore sottolinea il fallimento delle politiche governative e propone l'adozione di misure alternative per il 38% della popolazione carceraria che deve scontare pene residue inferiori ai due anni e mezzo. Questa crisi evidenzia l'urgente necessità di una riforma che riporti la dignità e la funzione rieducativa al centro del sistema penale italiano.
Le carceri italiane affrontano un'emergenza sanitaria cronica, segnata da un sovraffollamento medio del 138% e un numero allarmante di suicidi e decessi. La carenza di personale sanitario e le pessime condizioni igienico-strutturali favoriscono l'insorgere di gravi disturbi mentali e l'abuso di farmaci tra i detenuti. Nonostante i diritti garantiti dalla Costituzione, la mancanza di coordinamento tra amministrazioni rende difficile l'accesso alle cure e ai percorsi di rieducazione. Questa situazione evidenzia la necessità urgente di riforme per allineare il sistema penitenziario italiano agli standard internazionali e ai principi di umanità.
Una delegazione della Camera penale di Viterbo e dell’associazione Nessuno tocchi Caino ha visitato il carcere Nicandro Izzo per denunciare la grave crisi strutturale e il sovraffollamento dell’istituto. Al momento della visita, la struttura ospitava 705 detenuti a fronte di soli 405 posti disponibili, aggravati da una significativa carenza di personale di polizia penitenziaria. Nonostante il penitenziario mostri standard migliori rispetto alla media nazionale, restano criticità legate alla necessità di più medici specialisti e di interventi politici urgenti per ridurre il numero di reclusi. La delegazione ha ribadito l'importanza di tutelare la dignità delle persone e garantire la sicurezza operativa. Questo rapporto evidenzia una problematica critica e sistemica del sistema carcerario italiano che necessita di risposte immediate.