Viterbo. “Il sovraffollamento resta una priorità da affrontare”

Riassunto

Una delegazione della Camera penale di Viterbo e dell’associazione Nessuno tocchi Caino ha visitato il carcere Nicandro Izzo per denunciare la grave crisi strutturale e il sovraffollamento dell’istituto. Al momento della visita, la struttura ospitava 705 detenuti a fronte di soli 405 posti disponibili, aggravati da una significativa carenza di personale di polizia penitenziaria. Nonostante il penitenziario mostri standard migliori rispetto alla media nazionale, restano criticità legate alla necessità di più medici specialisti e di interventi politici urgenti per ridurre il numero di reclusi. La delegazione ha ribadito l'importanza di tutelare la dignità delle persone e garantire la sicurezza operativa. Questo rapporto evidenzia una problematica critica e sistemica del sistema carcerario italiano che necessita di risposte immediate.

viterbotoday.it, 18 gennaio 2026
Visita nel penitenziario Nicandro Izzo a Mammagialla della Camera penale di Viterbo e dell’associazione Nessuno tocchi Caino, accompagnati da una delegazione di giovani avvocati dell’Aiga. “Abbiamo constatato, ancora una volta, la crisi profonda del sistema penitenziario italiano”, riporta Elisabetta Zamparutti di Nessuno tocchi Caino. A pieno regime Mammagialla dispone di 440 posti regolamentari ma 35 sono attualmente non disponibili, a fronte di 705 detenuti reclusi. Per Zamparutti si tratta di “un sovraffollamento grave, strutturale, che incide direttamente sulla dignità delle persone detenute e sulle condizioni di lavoro di chi opera nell’istituto”. Il personale penitenziario, infatti, è ben al di sotto degli organici previsti.
“A fronte di 350 unità previste, la forza operativa di reparto è di 258 agenti - afferma Zamparutti. Sono di tutta evidenza numeri insufficienti per garantire sia la sicurezza che i diritti, come anche lo svolgimento delle attività trattamentali”. In Italia il carcere di Viterbo, purtroppo, non è un’eccezione. “Ma la regola - conclude Zamparutti - è di un’istituzione immersa in una crisi che non si può far finta non esista. Servono scelte politiche immediate per ridurre intanto il sovraffollamento carcerario”.
Per Nessuno tocchi Caino erano presenti, oltre a Zamparutti, la presidente Rita Bernardini e gli attivisti Sergio D’Elia, Emanuele Magalotti, Francesca Stricker e l’architetto Cesare Burdese, esperto di edilizia carceraria. Presente anche Maria Brucale, referente per il Lazio dell’Osservatorio carceri dell’Unione camere penali italiane. A guidare la Camera penale di Viterbo il presidente Remigio Sicilia, che sottolinea come il carcere sia “l’elemento patologico della condanna, anche se strumento di tutela della collettività”.
La “fotografia” degli avvocati - Sicilia fotografa poi il Mammagialla: “Le stanze sono più piccole di quanto la gente immagini. Nove metri quadri per minimo due detenuti, più gli arredi, ma rispettose dei criteri di legge. È uno dei pochi penitenziari in Italia senza censure da parte dei tribunali di sorveglianza”. Durante la visita è emersa, in particolare, la necessità di rafforzare la presenza sanitaria esterna.
“Sarebbe utile - dice Sicilia - che l’azienda sanitaria garantisse più specialisti, ad esempio oculisti. Tuttavia, nonostante la concomitanza con gli stati generali della Asl, il lavoro in carcere procedeva a pieno regime”. Sicilia ricorda il suicidio di un detenuto avvenuto tra l’11 e il 12 dicembre, unico caso registrato nel 2025: “L’incremento degli assistenti, in particolare delle donne, è stato positivo, perché la componente femminile è fondamentale nel contesto carcerario. Servirebbe però anche un maggior numero di graduati”.
Durante la visita gli avvocati hanno avuto anche l’opportunità di confrontarsi con i detenuti, visitando i vari reparti: definitivi, cautelari e con problemi sanitari. “È stato un vero e proprio incontro trasversale, anche con diversi nostri assistiti - chiosa Sicilia -. Nonostante le criticità, il Nicandro Izzo è già a livelli ottimali rispetto ad altri istituti penitenziari, ma sono encomiabili gli sforzi del direttore per raggiungere livelli ancora migliori. La visita ha voluto essere un contributo concreto e ha trovato da parte di tutti grande apertura”.