Ravenna. A lezione di sport in carcere: “Una scommessa vinta, avanti tutta”

Il progetto 'Il mio campo libero' ha portato con successo diverse attività sportive, come pallamano, calcio e rapatennis, all'interno della casa circondariale di Ravenna. L'iniziativa, nata dalla collaborazione tra i Ministeri della Giustizia e dello Sport e vari enti locali, mira a favorire il reinserimento sociale dei detenuti attraverso i valori dello sport. Dopo i primi sei mesi, i responsabili e il direttore del carcere hanno registrato un forte entusiasmo e risultati positivi tra i partecipanti. Questo progetto sottolinea l'importanza dello sport come strumento di educazione e di collegamento tra la comunità carceraria e quella cittadina.

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L’abolizionismo come pratica politica

Luigi Manconi e Federica Delogu analizzano il saggio di Valeria Verdolini 'Abolire l'impossibile', che esplora l'abolizionismo come pratica politica per superare istituzioni come il carcere, i confini e la polizia. L'autrice distingue l'abolizionismo dal semplice riformismo, proponendo di spostare la gestione delle vulnerabilità dalla solitudine dei singoli alla dimensione collettiva della comunità. Ispirandosi a Franco Basaglia e Angela Davis, il testo invita a smantellare l'apparato punitivo per favorire spazi di giustizia comunitaria e risoluzione dei conflitti non militarizzata. Questa visione radicale sfida il sistema penale italiano a immaginare una trasformazione profonda basata sulla dignità e sulla liberazione dei soggetti esclusi.

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Annalisa Senese: ci sono figli che il carcere non deve cancellare

L'avvocata Annalisa Senese presenta il suo libro 'Figli cancellati', denunciando le difficili condizioni dei bambini che visitano i genitori in carcere. L'autrice sottolinea come l'assenza di spazi accoglienti e l'irrigidimento delle norme, come l'abrogazione del rinvio della detenzione per le madri, espongano i minori a traumi e al rischio di devianza. È fondamentale trasformare i colloqui in momenti umani anziché procedure burocratiche per proteggere l'infanzia e interrompere cicli di criminalità generazionale. Questa testimonianza evidenzia l'urgenza di riforme che mettano al centro i diritti dei minori nel sistema penitenziario italiano.

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Dal carcere al rap: “Sud Italia Freestyle” di Saraso racconta errori e seconde possibilità

Alex Spedicato, in arte Saraso, ha pubblicato il suo nuovo singolo “Sud Italia Freestyle”, segnando il suo riscatto attraverso la musica dopo aver scontato quasi dodici anni di detenzione. Il brano, nato durante il periodo di isolamento in carcere, esprime la consapevolezza degli errori passati e il desiderio di ricostruire la propria vita senza cercare giustificazioni. L'opera ha già ottenuto un forte riscontro sui social, intercettando il bisogno di ascolto e identità delle nuove generazioni. Questa vicenda evidenzia il ruolo fondamentale dell'arte e della scrittura come strumenti di riabilitazione e reinserimento sociale per chi ha vissuto l'esperienza della carcerazione.

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Dottrina Donald: io sono la legge

L'articolo analizza l'arresto del presidente venezuelano Nicolas Maduro, orchestrato dagli Stati Uniti sotto la guida di Donald Trump per riaffermare la dominanza americana e il controllo sulle risorse petrolifere. L'autore evidenzia come questa azione segni il tramonto del diritto internazionale e delle democrazie liberali, inaugurando una nuova era basata esclusivamente sulla forza bruta. Vengono tracciati parallelismi tra la strategia di Trump e quelle di altri leader autoritari come Putin e Xi Jinping, sottolineando un pericoloso ritorno a logiche imperialiste. Questa situazione evidenzia una crisi profonda dell'ordine mondiale e della stabilità democratica globale.

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Responsabilità, sicurezza e speranza nella proposta di indulto “differito”

Un gruppo di magistrati e giuristi propone l'adozione di un 'indulto differito' per contrastare l'emergenza del sovraffollamento carcerario in Italia, rispondendo agli appelli del Papa e del Presidente della Repubblica. A differenza dei provvedimenti passati, questa misura prevede un rinvio dell'efficacia di alcuni mesi per permettere un adeguato accompagnamento sociale e percorsi di reinserimento lavorativo. L'obiettivo è prevenire la recidiva garantendo che il ritorno in libertà sia supportato da servizi sociali, enti territoriali e progetti di giustizia riparativa. Tale proposta mira a coniugare la clemenza con la sicurezza collettiva e la dignità dei detenuti attraverso un percorso di restituzione sociale. Questo evidenzia la necessità di riforme che vadano oltre la semplice scarcerazione per affrontare in modo umano e strutturale le criticità del sistema penale.

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Immigrazione e cittadinanza. I numeri oltre la propaganda

L'articolo analizza come il tema dell'immigrazione sia spesso strumentalizzato dalla politica per creare allarmismo, nonostante i dati mostrino flussi gestibili rispetto ad altri Paesi europei. L'autore sottolinea l'urgenza di riformare il concetto di cittadinanza, superando l'ormai superato ius sanguinis per affrontare la grave crisi demografica e la carenza di manodopera che minacciano il sistema produttivo entro il 2029. Integrare i migranti attraverso formazione e diritti non è solo una questione etica, ma una necessità economica per sostenere un sistema previdenziale messo a rischio dai pensionamenti di massa. Questa sfida rappresenta un test decisivo per la lungimiranza della classe dirigente nel garantire il futuro economico dell'Italia.

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Modena Capitale italiana del Volontariato 2026: “Giustizia sociale e solidarietà”

Modena ha ufficialmente inaugurato l’anno come Capitale italiana del Volontariato 2026 attraverso una Marcia per la Pace che ha coinvolto cittadini e associazioni come Arci e Acli. L'obiettivo della città è promuovere la giustizia sociale e la solidarietà, rafforzando il senso di comunità e il legame tra le generazioni. Grande attenzione sarà rivolta al coinvolgimento dei giovani, considerati una risorsa fondamentale per rinnovare il settore e contrastare la precarietà sociale attraverso l’impegno civile. Questo riconoscimento pone Modena al centro di un dibattito nazionale sulla necessità di investire nel volontariato per garantire la tenuta sociale del Paese.

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“I ragazzi di via Giustizia” a Mestre: le notti nel sottopasso dei senzatetto

Un gruppo di undici senzatetto di varie nazionalità occupa stabilmente il sottopasso ferroviario di via Giustizia a Mestre, creando problemi di igiene e sicurezza per i pendolari e i lavoratori della zona. Nonostante i numerosi ordini di allontanamento e le sanzioni della polizia locale, il gruppo continua a bivaccare accendendo fuochi e lasciando rifiuti pericolosi come siringhe. Negli ultimi giorni, i senzatetto hanno iniziato a spostarsi verso l'ex segheria Rosso, un edificio abbandonato che preoccupa le aziende vicine per il possibile ritorno di degrado e vandalismi. Questa situazione evidenzia la complessa sfida tra la gestione delle marginalità sociali e la tutela del decoro urbano.

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Nuoro. Non è una storia di Natale

L'articolo denuncia lo svuotamento improvviso del carcere di Nuoro durante il periodo festivo, probabilmente per destinare la struttura al regime di 41 bis. Questa decisione interrompe bruscamente percorsi scolastici, universitari e progetti rieducativi consolidati nel tempo da operatori e volontari, ignorando le proteste della comunità locale. Lo sradicamento dei detenuti rappresenta un grave spreco di risorse umane e un passo indietro rispetto al modello di pena orientato alla dignità e al reinserimento sociale. L'autrice sottolinea come tale provvedimento contrasti con l'Ordinamento Penitenziario e i principi costituzionali che dovrebbero guidare il sistema carcerario. Questa situazione evidenzia una preoccupante mancanza di attenzione verso l'emancipazione umana dei reclusi.

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Carcere, gli 80 suicidi e i 161 morti che la politica non può ignorare

Il bilancio di fine 2025 dell’associazione Antigone delinea un quadro drammatico delle carceri italiane, con 63.868 detenuti e un tasso di sovraffollamento del 138,5%. Alessio Scandurra, coordinatore dell’Osservatorio, evidenzia come le recenti scelte politiche e normative abbiano peggiorato le condizioni di vita e aumentato la tensione interna, portando a ben 80 suicidi in un anno. Antigone invoca un provvedimento straordinario urgente per ridurre le presenze e chiede investimenti nei percorsi di reinserimento per abbattere l'attuale recidiva del 70%. Questa situazione rappresenta una criticità insostenibile per il sistema penitenziario e il rispetto dei diritti umani in Italia.

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Allarme carceri, non bastano più posti

Alessandro Diddi, su Il Sole 24 Ore, analizza la grave crisi del sovrappopolamento carcerario in Italia, che si sta avvicinando ai livelli critici che portarono alla condanna europea del 2013. Nonostante il piano governativo di creare 4.600 nuovi posti entro il 2027, i dati reali indicano una carenza effettiva di oltre 15.000 unità, rendendo gli interventi edilizi insufficienti. L'autore sottolinea che il problema richiede di affrontare nodi critici come l'alto numero di detenuti stranieri, tossicodipendenti e persone in attesa di giudizio. Questa situazione evidenzia la necessità di una riforma sistemica per evitare nuove sanzioni internazionali e tutelare la dignità dei detenuti.

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Medici-sentinelle: lo standard europeo contro gli abusi in cella

L'articolo illustra i nuovi standard del Comitato europeo per la prevenzione della tortura (Cpt) sull'assistenza sanitaria nelle carceri, ribadendo che la cura dei detenuti deve essere equivalente a quella della popolazione libera. Il documento stabilisce l'obbligo di visite mediche entro 24 ore dall'ingresso per identificare patologie e rischi di autolesionismo, definendo il medico come una sentinella contro i maltrattamenti. Viene inoltre sottolineata l'incompatibilità della cella comune per i malati mentali gravi, che devono essere trasferiti in strutture adeguate, garantendo sempre la riservatezza e l'indipendenza del personale sanitario. Questa nuova guida europea evidenzia l'urgenza di riformare la gestione sanitaria carceraria per prevenire trattamenti inumani e degradanti.

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L’economia nascosta dietro le sbarre che crea opportunità di reinserimento sociale

L'Economia Carceraria è una rete di cooperative e artigiani nata per favorire il reinserimento sociale dei detenuti attraverso la produzione e la vendita di beni artigianali. I dati dimostrano l'efficacia di questo modello: la recidiva scende dal 68% a solo il 2% per chi ha accesso a opportunità lavorative durante la detenzione. Fondato nel 2018 da Oscar La Rosa e Paolo Strano, il progetto vanta oggi un portale e-commerce e marchi di successo come 'Banda Biscotti' e 'Caffè Galeotto'. Questo modello evidenzia come il lavoro sia lo strumento più potente per trasformare il sistema penale in un reale percorso di riabilitazione e sicurezza sociale.

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A cosa è servito un Giubileo dei detenuti? A parlare di cambiamento e di vera cura

L'autore riflette sul significato del Giubileo dei detenuti, sottolineando come questa ricorrenza debba rappresentare un'occasione di cambiamento reale per le strutture e le persone. Viene evidenziata la drammatica questione dei suicidi in carcere, esortando le istituzioni e la società a farsi carico della dignità dei detenuti, troppo spesso umiliati dal sovraffollamento e da condizioni indecenti. Monaco invita a non ridurre queste morti a notizie marginali, ma a considerarle un monito per superare le ingiustizie del sistema penitenziario. Questo intervento sottolinea l'urgenza di una riforma profonda che metta al centro l'umanità rispetto alla pura burocrazia.

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L’XI congresso di “Nessuno tocchi Caino”

L’XI Congresso di 'Nessuno tocchi Caino', tenutosi al carcere Beccaria di Milano, ha riconfermato Rita Bernardini, Sergio D’Elia ed Elisabetta Zamparutti alla guida dell'associazione. Il programma per il 2026 punta alla moratoria universale sulla pena di morte, con focus repressivo sull'Iran, e alla celebrazione del decennale della morte di Marco Pannella attraverso la nonviolenza. Viene inoltre denunciato il drammatico sovraffollamento delle carceri italiane, aumentato di oltre 9.000 detenuti in tre anni a fronte di una grave carenza di personale penitenziario. Per risolvere questa crisi strutturale, l'associazione propone provvedimenti di clemenza come l’amnistia e l’indulto. Questo appello sottolinea l'urgenza di un intervento politico per ripristinare la legalità e il rispetto dei diritti umani nel sistema penitenziario italiano.

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L’eterno conflitto politica-toghe

L'articolo analizza l'acceso scontro tra politica e magistratura in Italia, alimentato dalle riforme del ministro Nordio sulla separazione delle carriere e la riforma del CSM. L'autore evidenzia come l'Associazione Nazionale Magistrati si stia comportando come una vera forza di opposizione politica, cercando di ostacolare il prossimo referendum sulla giustizia. Viene inoltre criticato l'uso di valutazioni ideologiche all'interno di atti giudiziari e comunicati ufficiali, evidenziando una sovrapposizione tra decisioni giuridiche e giudizi politici. Questa situazione solleva interrogativi urgenti sulla necessaria terzietà del giudice e sul corretto bilanciamento tra i poteri dello Stato.

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Referendum, altre conferme sulla data del voto: domenica 22 marzo

Il governo italiano si prepara a fissare per il 22 marzo 2026 la data del referendum confermativo sulla riforma della giustizia, che prevede la separazione delle carriere e la riforma del CSM. L'annuncio ufficiale, atteso per il 9 gennaio da parte di Giorgia Meloni, darà il via a una campagna elettorale decisiva per il futuro dell'assetto giudiziario. Mentre il centrodestra preme per un'approvazione rapida, le opposizioni puntano a mobilitare l'elettorato per il "No", supportate da una significativa raccolta firme online. Trattandosi di un referendum costituzionale non sarà necessario il quorum, rendendo la partecipazione un segnale politico fondamentale per la fine della legislatura. Questo voto rappresenta un momento di svolta cruciale per l'indipendenza e l'organizzazione della magistratura in Italia.

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Referendum, la nuova battaglia di Rosy Bindi: la “catto-pasionaria” diventata il volto tv del No

L'ex ministra Rosy Bindi emerge come figura di spicco del fronte del 'No' nel referendum sulla separazione delle carriere dei magistrati, difendendo fermamente l'indipendenza della magistratura dal potere politico. L'articolo ripercorre la sua lunga storia politica, dalle radici nell'Azione Cattolica alla militanza nel PD, sottolineando il suo ruolo storico di oppositrice e la sua coerenza ideale. Bindi si ritrova oggi a guidare una battaglia cruciale contro le riforme del governo Meloni, nonostante le divisioni interne alla sinistra e le critiche dell'opinione pubblica. Questa vicenda evidenzia la persistente centralità del dibattito sulla giustizia e sull'equilibrio dei poteri nell'assetto istituzionale italiano.

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Alessandria. “Suicidio in carcere nella notte di Capodanno”

L’anno 2026 si apre con un tragico suicidio nel carcere Don Soria di Alessandria, confermando una crisi sistemica che ha registrato 238 decessi nel solo 2025. Daniele Robotti, dell’Associazione Radicale “Marco Pannella”, sottolinea nell'intervista come il sovraffollamento estremo e la carenza di personale rendano invivibili le strutture penitenziarie italiane. Viene inoltre segnalata la trasformazione del carcere di San Michele per ospitare il regime 41 bis, un processo che aggrava la pressione sulle altre carceri già sature a causa dello spostamento dei detenuti. Questa situazione evidenzia una criticità drammatica e persistente per il rispetto dei diritti umani nel sistema penale italiano.

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