Medici-sentinelle: lo standard europeo contro gli abusi in cella
Damiano Aliprandi
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Il Dubbio
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Riassunto
L'articolo illustra i nuovi standard del Comitato europeo per la prevenzione della tortura (Cpt) sull'assistenza sanitaria nelle carceri, ribadendo che la cura dei detenuti deve essere equivalente a quella della popolazione libera. Il documento stabilisce l'obbligo di visite mediche entro 24 ore dall'ingresso per identificare patologie e rischi di autolesionismo, definendo il medico come una sentinella contro i maltrattamenti. Viene inoltre sottolineata l'incompatibilità della cella comune per i malati mentali gravi, che devono essere trasferiti in strutture adeguate, garantendo sempre la riservatezza e l'indipendenza del personale sanitario. Questa nuova guida europea evidenzia l'urgenza di riformare la gestione sanitaria carceraria per prevenire trattamenti inumani e degradanti.
Le carceri italiane affrontano un'emergenza sanitaria cronica, segnata da un sovraffollamento medio del 138% e un numero allarmante di suicidi e decessi. La carenza di personale sanitario e le pessime condizioni igienico-strutturali favoriscono l'insorgere di gravi disturbi mentali e l'abuso di farmaci tra i detenuti. Nonostante i diritti garantiti dalla Costituzione, la mancanza di coordinamento tra amministrazioni rende difficile l'accesso alle cure e ai percorsi di rieducazione. Questa situazione evidenzia la necessità urgente di riforme per allineare il sistema penitenziario italiano agli standard internazionali e ai principi di umanità.
La Corte di Cassazione, con la sentenza 41407/2025, ha stabilito che la valutazione sulle cure psichiatriche in carcere deve essere concreta ed effettiva, annullando un provvedimento che si limitava a considerare sufficiente la somministrazione di farmaci. Secondo i giudici, il magistrato di sorveglianza deve verificare l'efficacia reale del trattamento e la sua idoneità a tutelare la dignità del detenuto, avvalendosi di perizie in caso di documentazione contrastante. La sentenza riafferma che la pena non deve mai tradursi in un trattamento contrario al senso di umanità, imponendo allo Stato l'obbligo di fornire cure adeguate e non solo formali. Questo orientamento evidenzia una questione cruciale per la tutela dei diritti fondamentali e della salute mentale all'interno del sistema penale italiano.
Si è tenuto un vertice tra la direzione della ASL Lecce, la direttrice del carcere di Borgo San Nicola e il deputato Stefanazzi per affrontare le criticità sanitarie della struttura penitenziaria. Sono state illustrate le recenti assunzioni di medici, psicologi e di 25 infermieri, oltre alla futura integrazione di specializzandi in psichiatria per sopperire alla grave carenza di organico. Un'importante novità discussa riguarda l'avvio di un corso per operatori socio-sanitari dedicato ai detenuti, volto a professionalizzare le attività di assistenza già prestate internamente. L'iniziativa evidenzia la necessità di un impegno costante per garantire il diritto alla salute e condizioni dignitose all'interno degli istituti penitenziari.