L’XI Congresso di 'Nessuno tocchi Caino', tenutosi al carcere Beccaria di Milano, ha riconfermato Rita Bernardini, Sergio D’Elia ed Elisabetta Zamparutti alla guida dell'associazione. Il programma per il 2026 punta alla moratoria universale sulla pena di morte, con focus repressivo sull'Iran, e alla celebrazione del decennale della morte di Marco Pannella attraverso la nonviolenza. Viene inoltre denunciato il drammatico sovraffollamento delle carceri italiane, aumentato di oltre 9.000 detenuti in tre anni a fronte di una grave carenza di personale penitenziario. Per risolvere questa crisi strutturale, l'associazione propone provvedimenti di clemenza come l’amnistia e l’indulto. Questo appello sottolinea l'urgenza di un intervento politico per ripristinare la legalità e il rispetto dei diritti umani nel sistema penitenziario italiano.
L'assemblea 'Diritti, clemenza e umanità nelle carceri italiane' ha denunciato il grave sovraffollamento e il degrado degli istituti penitenziari, sollecitando provvedimenti di clemenza come indulto e amnistia. Daniela Barbaresi (Cgil) e Stefano Anastasia evidenziano come queste misure, supportate dalla Costituzione, siano fondamentali per garantire la funzione rieducativa della pena e ridurre la recidiva. Al contrario, le attuali politiche governative vengono criticate per l'inasprimento delle pene, che aggrava ulteriormente l'emergenza abitativa carceraria. Questa situazione pone l'accento sulla necessità urgente di un intervento strutturale per tutelare i diritti fondamentali e la dignità nel sistema penale italiano.
L’articolo denuncia la drammatica situazione delle carceri italiane, segnata da un preoccupante numero di suicidi e da un sovraffollamento insostenibile che mina i principi costituzionali. L'autrice evidenzia come le attuali politiche governative si stiano concentrando su misure repressive anziché affrontare la crisi umanitaria e il degrado degli istituti. Numerose associazioni hanno lanciato un appello per chiedere clemenza e riforme urgenti, convocando un'assemblea pubblica a Roma per il 6 febbraio 2026. Questo scenario evidenzia una profonda crisi democratica che richiede un intervento immediato per ripristinare la legalità e la dignità umana nel sistema penitenziario.
Una delegazione della Camera penale di Viterbo e dell’associazione Nessuno tocchi Caino ha visitato il carcere Nicandro Izzo per denunciare la grave crisi strutturale e il sovraffollamento dell’istituto. Al momento della visita, la struttura ospitava 705 detenuti a fronte di soli 405 posti disponibili, aggravati da una significativa carenza di personale di polizia penitenziaria. Nonostante il penitenziario mostri standard migliori rispetto alla media nazionale, restano criticità legate alla necessità di più medici specialisti e di interventi politici urgenti per ridurre il numero di reclusi. La delegazione ha ribadito l'importanza di tutelare la dignità delle persone e garantire la sicurezza operativa. Questo rapporto evidenzia una problematica critica e sistemica del sistema carcerario italiano che necessita di risposte immediate.