C’è un gran bisogno di artigiani della democrazia

L'autore riflette sull'importanza della responsabilità individuale e del 'fattore umano' nel clima di forte contrapposizione politica attuale, prendendo spunto dai messaggi del Presidente Mattarella e di Papa Leone XIV. Viene celebrato l'ottantesimo anniversario della Costituzione come spartiacque di libertà e pace, ricordando l'impegno di figure simbolo come Falcone e Borsellino per ispirare le nuove generazioni. Flick invita i cittadini a non lasciarsi travolgere dalle polemiche sul prossimo referendum sulla giustizia, ma a riscoprire il valore del proprio contributo personale e civile. Questo sottolinea come la qualità della nostra democrazia dipenda ancora oggi dalla consapevolezza e dall'impegno di ogni singolo cittadino.

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Venezuela. Il regime frastornato, il carceriere imprigionato: la mia gioia per Alberto libero

L'autore narra la vicenda di Alberto Trentini, detenuto ingiustamente per oltre un anno in Venezuela a causa del sospetto che la sua attività umanitaria generava nel regime locale. La sua liberazione avviene in modo inaspettato, scaturita dal caos politico e dal rapimento del presidente che ha destabilizzato il potere carcerario. La storia si conclude con una sorta di legge del contrappasso: Trentini torna libero proprio mentre i suoi carcerieri perdono la loro posizione di forza. Questa vicenda mette in luce come l'altruismo e la generosità siano spesso percepiti come minacce dai regimi paranoici e autoritari.

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Iran. Rivolte e repressione perché in 47 anni nessun movimento ha abbattuto il regime

Daniele Zaccaria ripercorre la storia delle rivolte in Iran dalla rivoluzione del 1979 a oggi, evidenziando come il regime teocratico abbia sistematicamente soffocato il dissenso con una repressione spietata. L'articolo analizza l'evoluzione delle proteste: dalle lotte ideologiche degli anni '80 alle rivendicazioni civili del Movimento Verde nel 2009, fino alle recenti sollevazioni popolari ed economiche. Il ciclo più radicale, iniziato nel 2022 con lo slogan "Donna, vita, libertà" dopo la morte di Mahsa Amini, ha coinvolto diverse classi sociali e generazioni in tutto il Paese. Questa analisi mette in luce la costante tensione tra una società che chiede cambiamento e un potere clericale che risponde con la forza per la propria sopravvivenza.

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“Il carcere è quello che c’è in testa, per questo la scuola e la cultura salvano i giovani”

La nuova serie televisiva 'La Preside', in onda su Rai Uno dal 12 gennaio, vede Luisa Ranieri nei panni di un personaggio ispirato a Eugenia Carfora, la preside di Caivano impegnata nel riscatto sociale attraverso l'istruzione. La narrazione punta a valorizzare la scuola come presidio di legalità e luogo fondamentale per permettere ai giovani di sognare un futuro diverso anche in contesti di forte degrado. Il cast, che include giovani talenti come Ludovica Nasti e Francesco Zenga, sottolinea l'importanza del legame umano e della fiducia tra insegnanti e studenti. Questa storia mette in luce il ruolo cruciale degli educatori come motori di cambiamento sociale nelle periferie italiane.

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Carceri, il libro-testimonianza di Alemanno. “Discarica sociale dove si negano diritti umani”

L'articolo riporta la presentazione del libro 'L’emergenza negata. Il collasso delle carceri italiane', scritto da Gianni Alemanno e Fabio Falbo, che denuncia il grave sovraffollamento e l'inefficacia rieducativa del sistema penitenziario. Durante l'incontro, esperti e giuristi hanno descritto il carcere come una 'discarica sociale', criticando le logiche burocratiche e gli slogan populisti che ignorano la funzione costituzionale della pena. Gli interventi sottolineano la necessità di superare l'attuale modello punitivo in favore di un sistema che garantisca protezione e reale reinserimento sociale. Questa situazione evidenzia una criticità profonda per lo Stato di diritto e per la tutela della dignità umana all'interno delle carceri italiane.

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Storie di donne “invisibili” e “colpevoli”

Il libro 'Sorellanza' raccoglie le testimonianze delle attiviste del centro antiviolenza Thamaia, esplorando il legame tra l'impegno sociale e la riscoperta del femminismo. Attraverso il concetto di sorellanza e l'analisi dell'intersezionalità, le operatrici mettono in luce come la cultura patriarcale colpisca non solo le donne, ma influenzi anche i comportamenti degli uomini maltrattanti. Il testo rivendica l'importanza di un approccio paritario e basato sulla fiducia, distinguendosi dai contesti istituzionali dove spesso la vittima deve faticare per essere creduta. Questo lavoro evidenzia la necessità di sostenere i centri antiviolenza femministi come presidi fondamentali per la libertà e la tutela delle donne.

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Riscatto e libertà: il significato del cibo “sociale”

In tutta Italia, numerosi progetti di economia carceraria utilizzano la produzione alimentare di alta qualità come strumento di riscatto e reinserimento sociale per i detenuti. Attraverso orti, laboratori artigianali e collaborazioni d'eccellenza, queste iniziative promuovono la sostenibilità e la dignità del lavoro oltre le sbarre. Le reti solidali trasformano il cibo in un potente mezzo di connessione con la società civile, favorendo l'emancipazione e la riduzione delle disuguaglianze sociali. Questo modello evidenzia come il lavoro professionale e la cura dell'ambiente siano elementi cruciali per una funzione rieducativa della pena realmente efficace.

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Zagrebelsky: “Cedere al realismo è disarmo etico”

Nell'intervista il giurista Gustavo Zagrebelsky analizza l'attuale disordine mondiale, interpretando la megalomania di Donald Trump come un segno di fragilità supportato da un sistema di interessi economici diventato ideologia. Zagrebelsky critica duramente l'erosione del diritto internazionale e la mercificazione della politica, dove persino la sovranità degli Stati sembra subordinata a logiche di compravendita. L'autore sottolinea l'imprevedibilità della geopolitica e avverte che le crisi attuali sono spesso filtrate attraverso i nostri pregiudizi e paure. Questa riflessione mette in guardia contro un ritorno a forme di colonialismo economico che minacciano seriamente la stabilità delle democrazie liberali.

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Venezuela. La lunga attesa dei familiari: dall’arresto alle petizioni fino alla svolta finale

Il cooperante veneziano Alberto Trentini è stato liberato dopo oltre 400 giorni di prigionia nel carcere venezuelano El Rodeo I, dove era detenuto senza accuse formali dal novembre 2024. La sua scarcerazione, annunciata dal ministro Tajani, segue una complessa azione diplomatica e il recente crollo del regime di Maduro. Durante la detenzione, Trentini è rimasto isolato da legali e medici, scatenando aspre polemiche tra la famiglia e il governo italiano sulle modalità di gestione del caso. La felice conclusione della vicenda mette in evidenza la fragilità e i pericoli che i cooperanti internazionali affrontano in scenari di crisi geopolitica.

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Gran Bretagna. La repressione crudele contro “Palestine action”

L'autore George Monbiot denuncia la drammatica situazione di tre attivisti del gruppo Palestine Action, in sciopero della fame nelle carceri britanniche e a rischio imminente di morte. I detenuti subiscono una custodia cautelare prolungata fino a venti mesi e un regime di carcere duro riservato ai terroristi, nonostante siano accusati solo di reati comuni. Le Nazioni Unite hanno espresso grave preoccupazione per la violazione dei diritti umani e l'uso del sistema giudiziario come strumento di punizione preventiva contro il dissenso. Questa vicenda mette in luce una preoccupante erosione delle garanzie legali e del diritto di protesta nel Regno Unito.

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Iran. La repressione di Teheran e i nostri silenzi

Antonio Polito analizza le proteste in Iran, dove milioni di cittadini rischiano la vita per ottenere libertà e benessere, valori che l'Occidente sembra oggi dare per scontati o addirittura criticare. L'articolo evidenzia il fallimento del regime teocratico e la debolezza dei suoi apparati, denunciando al contempo il silenzio contraddittorio delle piazze europee, spesso indifferenti alle violenze se non sono riconducibili all'imperialismo americano. Viene riportato l'appello della Premio Nobel Shirin Ebadi per un intervento internazionale volto a evitare un massacro da parte della repressione iraniana. Questa situazione pone l'Occidente di fronte al dilemma morale di come sostenere popoli che aspirano ai nostri stessi ideali universali.

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Emergenza carceri. Anche il 2026 passerà senza che si faccia qualcosa?

Le carceri italiane affrontano un'emergenza senza precedenti, con un tasso di sovraffollamento del 137,8% e punte critiche oltre il 200% in diverse strutture. L'articolo denuncia come il decreto Caivano abbia aggravato la situazione anche negli istituti minorili, mentre la carenza di agenti e personale sanitario rende il sistema vicino al collasso. Marcello Buttazzo critica l'inefficacia delle misure governative, evidenziando la trasformazione dei penitenziari in luoghi di abbandono per detenuti con disturbi psichici e dipendenze. Questa situazione evidenzia una crisi sistemica che richiede un'assunzione di responsabilità urgente da parte delle istituzioni per evitare una deriva umanitaria.

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“Carceri affollate e fatiscenti”, bilancio di fine anno di Antigone

Secondo il bilancio di fine 2025 dell’associazione Antigone, le carceri italiane ospitano 63.868 persone a fronte di una capienza di soli 46.124 posti, con un tasso di sovraffollamento medio del 138,5%. Il rapporto denuncia condizioni igieniche precarie e un tragico bilancio di 238 decessi, di cui 79 per suicidio, evidenziando un aumento della detenzione nonostante il calo dei reati denunciati. Patrizio Gonnella, presidente di Antigone, accusa le istituzioni di aver trasformato il carcere in un semplice contenitore di corpi, ignorando la funzione costituzionale di reinserimento sociale. Questa situazione evidenzia una crisi strutturale e umanitaria insostenibile per il sistema penitenziario italiano.

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Nella “fabbrica delle leggi” è protagonista (quasi) solo il Governo

Nel 2025, la produzione legislativa italiana ha confermato il netto predominio del Governo, autore di 69 delle 94 leggi approvate, a fronte di una sola legge di iniziativa popolare. I dati della XIX legislatura mostrano un ricorso sistematico a decreti-legge e voti di fiducia, riducendo drasticamente lo spazio di manovra e di iniziativa del Parlamento. Questa tendenza ha consolidato un 'monocameralismo di fatto' in cui spesso una sola Camera incide realmente sui testi legislativi. La situazione sottolinea una preoccupante marginalizzazione del potere legislativo a favore dell’esecutivo, evidenziando la necessità di riforme strutturali profonde.

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Referendum, la scelta sulla data. E la raccolta dei fondi agita i partiti

Il Consiglio dei ministri è chiamato a decidere la data del referendum sulla riforma della giustizia, previsto per il 22-23 marzo, nonostante le richieste del Comitato per il No di attendere il completamento della raccolta firme. All'interno della maggioranza emergono tensioni tra Fratelli d'Italia e Forza Italia a causa dei mancati versamenti di quest'ultima per sostenere la campagna referendaria. Contemporaneamente, si accende lo scontro sui finanziamenti: i sostenitori del Sì criticano i fondi stanziati dall'Associazione Nazionale Magistrati per il fronte opposto. Questa situazione delinea un clima di forte contrapposizione politica ed economica che precede l'imminente scatto della par condicio.

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Referendum giustizia, quali sono le ragioni del sì e del no

La riforma della giustizia del ministro Nordio si avvia verso un possibile referendum nel marzo 2026, puntando sulla netta separazione delle carriere tra magistrati e pubblici ministeri. Il progetto prevede la creazione di due CSM distinti e di una Corte Disciplinare, introducendo il sorteggio per limitare il peso delle correnti interne alla magistratura. Se il centro-destra promuove la riforma come garanzia di imparzialità, le opposizioni e l'ANM temono che la divisione possa indebolire l'indipendenza dei PM, esponendoli a pressioni politiche. Questa evoluzione rappresenta un passaggio cruciale che potrebbe ridefinire l'equilibrio dei poteri costituzionali in Italia.

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Reggio Calabria. Resta difficile il reinserimento sociale delle persone detenute

A Reggio Calabria, un nuovo protocollo promosso dalla prefettura mira a favorire il reinserimento sociale dei detenuti attraverso il lavoro esterno e la formazione professionale. L'iniziativa coinvolge diversi attori economici e istituzionali, portando già ai primi risultati concreti come tirocini e contratti di lavoro per abbattere la recidiva. Oltre all'occupazione, il dibattito evidenzia la necessità di migliorare l'assistenza sanitaria e affrontare il sovraffollamento per tutelare la dignità delle persone recluse. Questo progetto sottolinea l'importanza di costruire ponti tra carcere e mondo produttivo per una reale funzione rieducativa della pena.

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