Iran. “Siamo già morti sotto questo regime, ora non abbiamo più paura”

L'articolo riporta la testimonianza di Noor, una studentessa di Teheran, nel contesto delle nuove ondate di protesta scoppiate in Iran a fine 2025 contro la dittatura e la crisi economica. Le manifestazioni, che hanno già causato oltre 40 morti e migliaia di arresti, vedono i cittadini invocare la libertà e, per la prima volta in modo così diffuso, il ritorno dell'erede dello scià Reza Pahlavi. Noor descrive una realtà di privazioni estreme, fame e repressione costante, dichiarandosi pronta a rischiare la vita per un futuro laico e dignitoso. Questo scenario conferma la profonda e violenta frattura tra il popolo iraniano e il regime teocratico, evidenziando una crisi umanitaria che richiede l'attenzione della comunità internazionale.

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Roma. Il Garante dei detenuti denuncia: sovraffollamento alla Casa circondariale di Rebibbia

La Casa circondariale di Rebibbia sta affrontando un'emergenza critica con un tasso di sovraffollamento del 156%, arrivando a ospitare 1.671 detenuti a fronte di soli 1.071 posti disponibili. I Garanti Stefano Anastasìa e Valentina Calderone denunciano condizioni precarie, con stanze comuni trasformate in celle spoglie a seguito del trasferimento di detenuti dal carcere di Regina Coeli. Nonostante i piani per un nuovo padiglione risalgano al 2010, i lavori restano bloccati in un contesto di crescita costante della popolazione carceraria nazionale. Questa situazione evidenzia l’urgenza di interventi strutturali immediati per garantire la dignità e i diritti fondamentali nel sistema penitenziario italiano.

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Vasto (Ch). Disordini nel carcere dopo la morte di un detenuto

La casa circondariale di Vasto è teatro di gravi disordini a seguito del secondo decesso di un detenuto in meno di una settimana, entrambi avvenuti per cause apparentemente naturali. Gennarino De Fazio della Uilpa segnala violente proteste che hanno causato feriti tra gli agenti, evidenziando una carenza di organico del 53% nonostante l'assenza ufficiale di sovraffollamento. Il sindacato invoca provvedimenti immediati per potenziare il personale, ammodernare le strutture e garantire l'assistenza sanitaria per ripristinare la dignità e la sicurezza nell'istituto. Questo tragico evento conferma la situazione di emergenza sempre più profonda in cui versano le carceri italiane.

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Sardegna: Carceri, la Garante: “È un disastro, la situazione non è più sostenibile”

In seguito alla rivolta nel carcere di Massama, la garante Irene Testa denuncia il collasso del sistema penitenziario in Sardegna, caratterizzato da un grave sovraffollamento e una cronica carenza di personale. Attualmente, le strutture dell'isola ospitano 2.583 detenuti a fronte di soli 2.374 posti disponibili, aggravando le condizioni di sicurezza e la salute dei ristretti. I sindacati segnalano turni di lavoro insostenibili per gli agenti, mentre emerge la crescente difficoltà di gestire detenuti con patologie psichiatriche in assenza di percorsi formativi adeguati. Questa situazione evidenzia la necessità di interventi strutturali urgenti per garantire la dignità e la sicurezza all'interno delle carceri isolane.

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Referendum giustizia, Meloni conferma la data: 22 e 23 marzo

Il 22 e 23 marzo 2026 gli italiani saranno chiamati al referendum confermativo sulla riforma della Giustizia, che prevede la separazione delle carriere tra magistratura giudicante e requirente senza necessità di quorum. La riforma, firmata dal ministro Nordio, introduce due distinti Consigli Superiori della Magistratura e un'Alta Corte disciplinare per giudicare gli illeciti dei magistrati. La premier Meloni ha precisato che l'esito del voto non influirà sulla stabilità del governo, indipendentemente dalla decisione dei cittadini. Questa consultazione rappresenta un momento decisivo per ridisegnare gli equilibri del sistema giudiziario italiano.

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Santalucia: “Attacco grave, tuteliamo i diritti senza guardare ai governi”

Giuseppe Santalucia, giudice di Cassazione ed ex presidente dell'ANM, risponde alle critiche della premier Meloni sulla magistratura, definendole un pericoloso fraintendimento del ruolo del potere giudiziario. Santalucia sottolinea che il compito dei magistrati è la tutela dei diritti fondamentali, un'attività che deve restare indipendente dagli obiettivi politici dell'esecutivo. Nel contesto del dibattito sulla riforma della giustizia e sul prossimo referendum, egli ribadisce che la sicurezza non può prescindere dal rispetto delle regole democratiche. L'intervista evidenzia il profondo scontro istituzionale tra governo e magistratura sul tema dell'autonomia delle toghe. Questa dinamica mette in luce una tensione irrisolta che tocca le fondamenta dell'equilibrio dei poteri in Italia.

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La crociata contro i giudici in nome dello Stato di polizia

Durante la conferenza stampa di inizio anno, la premier Giorgia Meloni ha duramente criticato la magistratura, accusandola di ostacolare le politiche di sicurezza del governo e di vanificare il lavoro delle forze dell'ordine. L'Associazione Nazionale Magistrati ha replicato sottolineando che la costante delegittimazione dei giudici rappresenta un pericolo per lo stato di diritto e la separazione dei poteri. Lo scontro si inserisce nel clima della campagna per il referendum sulla riforma della giustizia, fissato per il 22 e 23 marzo 2026. Questa dinamica evidenzia una profonda tensione istituzionale tra il potere esecutivo e l'indipendenza del potere giudiziario in Italia.

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Lotta alla mafia e sicurezza, promesse e omissioni di Meloni

Durante la conferenza stampa annuale, la presidente Giorgia Meloni ha rivendicato i successi del governo sulla sicurezza, accusando però i magistrati di ostacolare il lavoro delle forze dell'ordine con decisioni contrarie alla linea governativa. L'autore Nello Trocchia evidenzia come questa retorica ignori il ruolo essenziale dei giudici negli arresti e nei sequestri, criticando al contempo le riforme che limitano strumenti investigativi come le intercettazioni. Viene inoltre sollevato il dubbio di una 'legalità selettiva', citando la mancata azione verso realtà vicine alla maggioranza come Casapound. Questo scontro istituzionale mette in luce una visione della giustizia che rischia di indebolire l'autonomia della magistratura e l'efficacia del contrasto alla criminalità organizzata.

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Meloni: sulla sicurezza risultati non sufficienti. Minori in carcere? No, vogliamo salvarli

La premier Meloni ha annunciato nuove misure per rafforzare la sicurezza e contrastare le gang giovanili, criticando l'operato della magistratura che talvolta rallenterebbe l'azione di governo e delle forze dell'ordine. Sul fronte migratorio, il governo rivendica un cambio di rotta europeo focalizzato sulla difesa dei confini, mentre per l'emergenza carceri propone un piano strutturale da 11.000 nuovi posti entro il 2027 rifiutando provvedimenti come l'indulto. L'obiettivo dichiarato è quello di garantire la certezza della pena attraverso riforme organiche e il recupero sociale dei minori. Questo intervento delinea una strategia di tolleranza zero che pone sfide significative nel bilanciamento tra repressione e prevenzione sociale.

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Salute dietro le sbarre: per una legge che faccia luce sulle condizioni dei reclusi

L'articolo narra la vicenda di Marco Bondavalli, scarcerato in gravi condizioni di salute dal carcere di Montacuto grazie all'impegno di familiari e associazioni. Il caso si inserisce in un contesto drammatico che ha visto 238 decessi nelle carceri italiane nel 2025, aggravato da un sovraffollamento che conta oltre 63.000 detenuti a fronte di 45.000 posti reali. L'autore propone l'approvazione di una legge che obblighi le ASL a pubblicare rapporti semestrali sulla situazione sanitaria di ogni istituto penitenziario per garantire trasparenza e cure adeguate. Questa situazione solleva una questione critica sulla tutela del diritto alla salute e sulla dignità umana all'interno del sistema carcerario italiano.

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Scoppia la polveriera carceri e l’emergenza viene negata

L'articolo denuncia la crisi del sistema carcerario italiano, definita un'emergenza negata dalla politica, come evidenziato nel libro di Gianni Alemanno e Fabio Falbo. Ippolito critica il ricorso sistematico a commissari straordinari, sottolineando che i 4.600 nuovi posti previsti entro il 2027 sono insufficienti a colmare un esubero reale di oltre 15.000 detenuti. Tra le cause principali del sovraffollamento vengono indicate l'immigrazione, le tossicodipendenze e l'abuso della custodia cautelare, in un contesto segnato dal tragico record di 80 suicidi nel 2025. Questa situazione evidenzia l'urgenza di riforme strutturali per evitare l'implosione del sistema e nuove sanzioni internazionali.

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Quel legame genitori-figli oltre le sbarre

In Italia circa 100 mila bambini entrano ogni anno in carcere per far visita ai genitori, affrontando procedure di controllo spesso traumatiche. L'associazione 'Bambini senza sbarre' ha introdotto lo 'Spazio Giallo' per offrire supporto psicologico e un ambiente accogliente ai minori prima e dopo l'incontro. La 'Carta dei diritti dei figli di genitori detenuti' tutela questo legame, sottolineando la necessità di formare il personale e garantire spazi idonei alla genitorialità. Nonostante quasi la metà dei detenuti abbia figli, il mantenimento della continuità affettiva rimane una sfida complessa nel sistema penitenziario. Questo scenario evidenzia l'urgenza di umanizzare le carceri per proteggere i diritti e la sensibilità dei più piccoli.

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Il referendum aiuti il dialogo

L'articolo analizza il prossimo referendum sulla separazione delle carriere dei magistrati, una riforma che prevede l'istituzione di due distinti CSM e di un'Alta corte disciplinare. L'autore sottolinea che, sebbene il provvedimento non risolverà i ritardi atavici della giustizia, rappresenta un'occasione cruciale per riflettere sulla perdita dell'autonomia di pensiero e del dialogo politico. Villanacci richiama lo spirito dei padri costituenti, evidenziando la necessità di un confronto costruttivo tra maggioranza e opposizione anziché forzature unilaterali. Il voto sarà dunque un momento di garanzia per decidere se confermare o bloccare un cambiamento strutturale dell'ordinamento giudiziario. Questa riflessione mette in luce l'importanza di riforme condivise per proteggere la Costituzione da logiche puramente partitiche.

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Stati Uniti. Il volto feroce dell’America trumpiana. E nulla sarà più come prima

L'articolo denuncia la violenta deriva autoritaria degli Stati Uniti nel 2025, esemplificata dall'esecuzione di Renee Nicole Good da parte di un agente federale dell'Ice. L'autore critica l'abbandono del diritto internazionale nelle manovre geopolitiche e l'uso dell'intimidazione come metodo di governo, definendo il Paese una 'democratura'. Il testo evidenzia come le istituzioni democratiche vengano svuotate di senso per diventare strumenti di oppressione e forza muscolare. Questa analisi mette in luce una crisi profonda dei valori democratici tradizionali di fronte a un nuovo autoritarismo esibito.

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Venezuela. Trentini, Burlò e gli altri: ecco chi sono gli italiani ancora detenuti

L’articolo riporta la liberazione di Biagio Pilieri e Luigi Gasperin dalle carceri venezuelane, sottolineando però che almeno altri 26 connazionali restano detenuti arbitrariamente sotto il regime di Nicolás Maduro. Molti prigionieri, tra cui Alberto Trentini e Hugo Marino, affrontano condizioni durissime in strutture tristemente note come El Helicoide, spesso con accuse infondate di cospirazione o per dissenso politico. Oltre agli italiani, il regime ha iniziato a rilasciare anche attivisti per i diritti umani e cittadini stranieri, segnando un momento di cauta speranza. Questa situazione evidenzia la drammatica crisi dei diritti umani in Venezuela e l'urgenza di un intervento diplomatico per la tutela dei prigionieri politici.

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Anna Foa: “No a una legge per punire chi critica Israele”

In un'intervista a Il Manifesto, la storica Anna Foa esprime forti riserve sul ddl Delrio contro l'antisemitismo, sostenendo che la definizione IHRA rischi di confondere la critica politica al governo israeliano con l'odio antiebraico. L'esperta ritiene che non serva una norma ad hoc, preferendo l'integrazione della lotta all'antisemitismo nel quadro più ampio del contrasto al razzismo, come previsto dalla legge Mancino. Pur rilevando un aumento del fenomeno in alcune frange estremiste, Foa mette in guardia contro il rischio di censura per le opinioni sul conflitto in Medio Oriente. Questa posizione invita a una riflessione profonda sul delicato equilibrio tra la tutela delle minoranze e la libertà di critica politica.

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Giustizia, il fronte del No al referendum: “Coinvolgiamo i giovani per evitare le astensioni”

A Palermo è stata lanciata la campagna della società civile per il "no" al referendum sulla riforma della giustizia, che vede coinvolte realtà come Cgil, Arci e Libera. La portavoce Daniela Ciancimino sostiene che la riforma miri a sbilanciare i poteri dello Stato e a sottomettere la magistratura alla politica, senza risolvere criticità come il sovraffollamento carcerario. Il comitato esprime preoccupazione per la natura unilaterale del provvedimento e per il rischio di un alto astensionismo tra i cittadini. L'obiettivo è mobilitare l'opinione pubblica, specialmente i giovani, contro quella che viene definita una deriva democratica. Questa iniziativa evidenzia la crescente tensione tra governo e società civile riguardo all'indipendenza del sistema giudiziario italiano.

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Mafia, Cassazione: la pericolosità non è un marchio

La Corte di Cassazione ha annullato il provvedimento che confermava la pericolosità sociale di Pietro Criaco, ex esponente della 'ndrangheta, criticando l'eccessivo appiattimento dei giudici sui reati commessi trent'anni fa. La sentenza sottolinea che la pericolosità non può essere un marchio indelebile, ma deve essere valutata in base a elementi attuali, come il percorso rieducativo e la condotta mantenuta durante i sedici anni di detenzione. Il caso evidenzia l'errore metodologico della Corte d'Appello che aveva ignorato i progressi dell'uomo, limitandosi a considerare vecchi precedenti e una protesta pacifica per i diritti dei detenuti. Questa decisione ribadisce la necessità di distinguere tra il passato criminale e la realtà presente del condannato. Tale principio è fondamentale per evitare che le misure di prevenzione si trasformino in una condanna perpetua de facto.

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Maranza, perché sono il nemico perfetto e il mostro urbano finale dell’Italia securitaria

L'articolo analizza il fenomeno dei 'maranza', descritti come i nuovi capri espiatori di una società italiana segnata da crisi economica e retorica xenofoba. Attraverso il libro di Gabriel Seroussi, viene esplorato come la musica rap sia diventata il principale veicolo di narrazione per questi giovani, spesso vittime di stigmatizzazione e marginalità urbana. L'autore critica le definizioni istituzionali che ignorano le componenti di classe e di esclusione sociale, suggerendo che il timore verso questa figura derivi dal successo di artisti appartenenti a comunità razzializzate. Questa riflessione evidenzia la necessità di guardare oltre gli stereotipi mediatici per comprendere le reali dinamiche di disagio e identità nelle periferie italiane.

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Se i maranza sono la nuova crociata della destra

L'autore critica un nuovo disegno di legge governativo mirato a contrastare la devianza giovanile attraverso sanzioni amministrative alle famiglie e il sequestro di documenti d'identità per i minori. Il provvedimento, descritto come repressivo e neoliberista, punta a criminalizzare il dissenso politico e a introdurre uno scudo penale per le forze dell'ordine, ignorando le cause sociali del disagio. Scalia sostiene che scaricare la responsabilità sui genitori e sugli individui sia un'ipocrisia che trascura la necessità di investimenti in periferie, integrazione e servizi sociali. L'articolo esorta le opposizioni a non seguire il governo sul terreno della punizione, proponendo invece politiche basate sull'inclusione e sulle libertà civili. Ciò evidenzia una tendenza critica del sistema legislativo italiano verso la gestione securitaria di problematiche prettamente sociali.

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