Vasto (Ch). Disordini nel carcere dopo la morte di un detenuto
Redazione
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ChietiToday
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Riassunto
La casa circondariale di Vasto è teatro di gravi disordini a seguito del secondo decesso di un detenuto in meno di una settimana, entrambi avvenuti per cause apparentemente naturali. Gennarino De Fazio della Uilpa segnala violente proteste che hanno causato feriti tra gli agenti, evidenziando una carenza di organico del 53% nonostante l'assenza ufficiale di sovraffollamento. Il sindacato invoca provvedimenti immediati per potenziare il personale, ammodernare le strutture e garantire l'assistenza sanitaria per ripristinare la dignità e la sicurezza nell'istituto. Questo tragico evento conferma la situazione di emergenza sempre più profonda in cui versano le carceri italiane.
La casa di reclusione di Orvieto affronta una crisi profonda caratterizzata da un sovraffollamento del 130% e da una carenza di organico della polizia penitenziaria pari a quasi il 50%. Il senatore Walter Verini, in seguito a recenti disordini che hanno causato danni ingenti, ha sollecitato interventi urgenti per potenziare il personale, migliorare l'assistenza sanitaria e favorire misure alternative per i detenuti tossicodipendenti. Anche le istituzioni locali e i sindacati di categoria chiedono un piano organizzativo solido per garantire la sicurezza e la dignità del lavoro all'interno della struttura. Questa situazione evidenzia una criticità cronica del sistema penitenziario italiano che necessita di risposte strutturali e non solo emergenziali.
Il carcere di Massama a Oristano sta affrontando una grave crisi di sovraffollamento dopo il trasferimento di oltre 50 detenuti da Sassari e Roma, portando la popolazione carceraria a 297 unità a fronte di soli 264 posti disponibili. I sindacati e il Garante denunciano un clima di alta tensione che ha già causato disordini, sottolineando l'insufficienza dell'organico della polizia penitenziaria per gestire l'emergenza. Viene richiesto un intervento urgente dello Stato per migliorare le infrastrutture e garantire il rispetto dei diritti umani e della dignità dei detenuti. Questa situazione evidenzia la necessità critica di una gestione coordinata delle risorse penitenziarie a livello nazionale per evitare che le strutture regionali collassino.
Il 4 gennaio, il carcere di Massama a Oristano è stato teatro di una violenta rivolta scatenata dal grave sovraffollamento e dalle condizioni precarie dei detenuti. L’episodio segue il trasferimento forzato di ottanta persone da Roma, avvenuto con modalità degradanti e senza considerare le necessità di pazienti psichiatrici o il diritto alla difesa. Il garante dei detenuti e i sindacati denunciano una gestione insostenibile dovuta alla carenza di personale e alla perdita di dignità del sistema. Questo evento drammatico evidenzia una crisi strutturale e umanitaria che affligge il sistema penitenziario italiano.