Separazione delle carriere, le dichiarazioni difensive di Adriano Sofri sono ancora una lezione

L'articolo ripercorre le tappe giudiziarie del caso Sofri-Calabresi, mettendo in luce le criticità del sistema penale italiano e l'uso controverso delle testimonianze dei pentiti. Adriano Sofri, durante il processo di revisione, denunciò i potenziali conflitti di interesse legati alla mancata separazione delle carriere, citando il caso del giudice Minale. Nonostante un'iniziale assoluzione e la debolezza delle prove fornite dall'attivista Leonardo Marino, il procedimento si concluse nel 2000 con una condanna definitiva. Questa vicenda sottolinea un problema critico di imparzialità e logica all'interno dell'ordinamento giudiziario reale.

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Giustizia, il referendum è trasversale

L'articolo analizza la natura intrinsecamente trasversale dei referendum in Italia, sottolineando come queste consultazioni sfuggano storicamente a schieramenti politici precostituiti. Citando i casi del divorzio e dell'aborto, l'autore evidenzia che il pluralismo di opinioni è una costante che attraversa ogni area, inclusa quella cattolica e i vari operatori del settore giustizia. Merlo mette in guardia dal trasformare il prossimo referendum costituzionale in una battaglia frontale tra partiti, poiché tale polarizzazione rischia di ignorare la reale complessità dell'elettorato. Questa riflessione sottolinea la necessità di preservare il pluralismo per garantire la credibilità delle istituzioni democratiche italiane.

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Stati Uniti. Genesi dell’Ice, da agenzia invisibile a milizia paramilitare di Trump

L'articolo analizza l'evoluzione dell'Immigration and Customs Enforcement (ICE), trasformata da agenzia tecnica post-11 settembre a braccio operativo paramilitare della presidenza Trump per contrastare le 'sanctuary cities'. Operando al di fuori del controllo giudiziario ordinario e delle comunità locali, l'ICE dispone oggi di un budget triplicato e di una forza d'urto potenziata da una campagna di reclutamento ideologica. Le recenti operazioni spettacolari e l'aumento delle violenze nei centri di detenzione riflettono una gestione dell'immigrazione intesa esclusivamente come problema di sicurezza nazionale e scontro politico. Questa trasformazione solleva gravi interrogativi sulla tenuta democratica e sul bilanciamento dei poteri tra governo federale e autorità locali negli Stati Uniti.

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Stati Uniti. Il volto feroce dell’America trumpiana. E nulla sarà più come prima

L'articolo denuncia la violenta deriva autoritaria degli Stati Uniti nel 2025, esemplificata dall'esecuzione di Renee Nicole Good da parte di un agente federale dell'Ice. L'autore critica l'abbandono del diritto internazionale nelle manovre geopolitiche e l'uso dell'intimidazione come metodo di governo, definendo il Paese una 'democratura'. Il testo evidenzia come le istituzioni democratiche vengano svuotate di senso per diventare strumenti di oppressione e forza muscolare. Questa analisi mette in luce una crisi profonda dei valori democratici tradizionali di fronte a un nuovo autoritarismo esibito.

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Venezuela. Trentini, Burlò e gli altri: ecco chi sono gli italiani ancora detenuti

L’articolo riporta la liberazione di Biagio Pilieri e Luigi Gasperin dalle carceri venezuelane, sottolineando però che almeno altri 26 connazionali restano detenuti arbitrariamente sotto il regime di Nicolás Maduro. Molti prigionieri, tra cui Alberto Trentini e Hugo Marino, affrontano condizioni durissime in strutture tristemente note come El Helicoide, spesso con accuse infondate di cospirazione o per dissenso politico. Oltre agli italiani, il regime ha iniziato a rilasciare anche attivisti per i diritti umani e cittadini stranieri, segnando un momento di cauta speranza. Questa situazione evidenzia la drammatica crisi dei diritti umani in Venezuela e l'urgenza di un intervento diplomatico per la tutela dei prigionieri politici.

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Anna Foa: “No a una legge per punire chi critica Israele”

In un'intervista a Il Manifesto, la storica Anna Foa esprime forti riserve sul ddl Delrio contro l'antisemitismo, sostenendo che la definizione IHRA rischi di confondere la critica politica al governo israeliano con l'odio antiebraico. L'esperta ritiene che non serva una norma ad hoc, preferendo l'integrazione della lotta all'antisemitismo nel quadro più ampio del contrasto al razzismo, come previsto dalla legge Mancino. Pur rilevando un aumento del fenomeno in alcune frange estremiste, Foa mette in guardia contro il rischio di censura per le opinioni sul conflitto in Medio Oriente. Questa posizione invita a una riflessione profonda sul delicato equilibrio tra la tutela delle minoranze e la libertà di critica politica.

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Maranza, perché sono il nemico perfetto e il mostro urbano finale dell’Italia securitaria

L'articolo analizza il fenomeno dei 'maranza', descritti come i nuovi capri espiatori di una società italiana segnata da crisi economica e retorica xenofoba. Attraverso il libro di Gabriel Seroussi, viene esplorato come la musica rap sia diventata il principale veicolo di narrazione per questi giovani, spesso vittime di stigmatizzazione e marginalità urbana. L'autore critica le definizioni istituzionali che ignorano le componenti di classe e di esclusione sociale, suggerendo che il timore verso questa figura derivi dal successo di artisti appartenenti a comunità razzializzate. Questa riflessione evidenzia la necessità di guardare oltre gli stereotipi mediatici per comprendere le reali dinamiche di disagio e identità nelle periferie italiane.

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Se i maranza sono la nuova crociata della destra

L'autore critica un nuovo disegno di legge governativo mirato a contrastare la devianza giovanile attraverso sanzioni amministrative alle famiglie e il sequestro di documenti d'identità per i minori. Il provvedimento, descritto come repressivo e neoliberista, punta a criminalizzare il dissenso politico e a introdurre uno scudo penale per le forze dell'ordine, ignorando le cause sociali del disagio. Scalia sostiene che scaricare la responsabilità sui genitori e sugli individui sia un'ipocrisia che trascura la necessità di investimenti in periferie, integrazione e servizi sociali. L'articolo esorta le opposizioni a non seguire il governo sul terreno della punizione, proponendo invece politiche basate sull'inclusione e sulle libertà civili. Ciò evidenzia una tendenza critica del sistema legislativo italiano verso la gestione securitaria di problematiche prettamente sociali.

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Quel legame genitori-figli oltre le sbarre

In Italia circa 100 mila bambini entrano ogni anno in carcere per far visita ai genitori, affrontando procedure di controllo spesso traumatiche. L'associazione 'Bambini senza sbarre' ha introdotto lo 'Spazio Giallo' per offrire supporto psicologico e un ambiente accogliente ai minori prima e dopo l'incontro. La 'Carta dei diritti dei figli di genitori detenuti' tutela questo legame, sottolineando la necessità di formare il personale e garantire spazi idonei alla genitorialità. Nonostante quasi la metà dei detenuti abbia figli, il mantenimento della continuità affettiva rimane una sfida complessa nel sistema penitenziario. Questo scenario evidenzia l'urgenza di umanizzare le carceri per proteggere i diritti e la sensibilità dei più piccoli.

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Airola (Bn). I gemelli salernitani “2Shot”, detenuti all’Ipm, cantano con il rapper Lucariello

Due giovani gemelli detenuti nell'Istituto Penale per Minorenni di Airola hanno pubblicato il loro primo singolo rap intitolato 'Petite', nato da un laboratorio musicale guidato dal rapper Lucariello. Il brano, supportato dall'associazione Crisi Come Opportunità, rappresenta un grido di riscatto e la volontà di lasciarsi alle spalle un passato difficile attraverso l'espressione artistica. Grazie alla collaborazione con professionisti del settore, i due artisti trasformano il tempo della reclusione in un'occasione di crescita e progettualità per il futuro. Questa iniziativa sottolinea l'importanza fondamentale dei percorsi culturali e rieducativi per il recupero sociale dei giovani nel sistema carcerario.

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Roma. Incontro a conclusione della mostra “I volti della povertà in carcere”

Il 9 gennaio, la Basilica di Santa Maria in Trastevere ospita l'incontro 'I volti della povertà in carcere', evento conclusivo di una mostra fotografica e presentazione del libro di Matteo Pernaselci e Rossana Ruggiero. L'iniziativa mira a dare voce alla realtà carceraria attraverso il confronto tra detenuti, autori e alte cariche istituzionali della magistratura di sorveglianza e dell'amministrazione penitenziaria. Durante il dialogo interverranno figure chiave come Marco Impagliazzo, presidente della Comunità di Sant’Egidio, per riflettere sulle condizioni di marginalità nel sistema penale. Questo incontro sottolinea l'importanza di mantenere un legame umano e civile con chi sconta la pena, promuovendo una maggiore consapevolezza sociale sul tema della detenzione.

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Milano. Confronto nazionale sulla funzione rieducativa della pena

Il 12 gennaio 2026 si terrà a Milano il convegno nazionale “Comunicazione, dignità e lavoro nel carcere”, focalizzato sulla funzione rieducativa della pena e sul contrasto all'emergenza suicidi e al sovraffollamento. L'iniziativa esplora come il lavoro e una comunicazione empatica possano prevenire la recidiva e restituire dignità ai detenuti, con un focus particolare sulle madri recluse. Viene evidenziato il ruolo strategico di commercialisti e imprese nel facilitare il reinserimento sociale e professionale dei condannati. Questa iniziativa richiama l’attenzione sulla necessità di trasformare le carceri da luoghi di sofferenza a spazi di effettiva riabilitazione sociale.

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Melfi (Pz). Un incontro cruciale sulla rieducazione dei detenuti

Carmen D’Anzi, Garante della Provincia di Potenza, ha discusso le criticità delle carceri italiane, come sovraffollamento e carenza di personale, durante un incontro a Melfi. Ha sottolineato che l'istruzione e il lavoro riducono drasticamente la recidiva, citando dati che vedono il tasso scendere al 3-7% per chi accede ai percorsi rieducativi. Nonostante i benefici della Legge Smuraglia, attualmente solo il 32% dei detenuti lavora, principalmente per l'amministrazione penitenziaria. Questa situazione richiama la necessità di una maggiore collaborazione tra istituzioni e territorio per garantire la funzione rieducativa della pena prevista dalla Costituzione.

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Reggio Calabria. Sartoria del carcere, avviato l’iter per assumere un nuovo capo d’arte

L’istituto penitenziario Giuseppe Panzera di Reggio Calabria ha pubblicato un avviso per formare un albo di esperti destinati alla gestione del laboratorio di sartoria nella sezione femminile di San Pietro. L'iniziativa mira a potenziare il reinserimento lavorativo delle detenute, consolidando un'esperienza virtuosa che in passato ha già servito istituzioni come l'Ordine degli Avvocati e Confindustria. Il garante comunale Giuseppe Aloisio ha sottolineato la necessità di incrementare l'occupazione femminile carceraria per garantire la reale funzione rieducativa della pena. Questo progetto evidenzia l'importanza cruciale del lavoro professionale come strumento di riscatto sociale all'interno del sistema penitenziario italiano.

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Giarre (Ct). Protocollo Asp-carcere per prevenire i disagi mentali tra i detenuti

L'Asp di Catania ha approvato un nuovo protocollo con la Casa circondariale di Giarre finalizzato alla prevenzione dell'autolesionismo e del rischio suicidario tra la popolazione detenuta. Il piano prevede un monitoraggio costante che inizia sin dal primo ingresso in struttura, includendo visite mediche specifiche e l'istituzione di un'unità di ascolto per intercettare precocemente segnali di sofferenza emotiva. L'obiettivo è garantire la continuità terapeutica tra interno ed esterno, favorendo al contempo i processi di risocializzazione e tutela della salute psichica. Questa iniziativa rappresenta un passo significativo per contrastare il disagio psicologico cronico e migliorare le condizioni di vita all'interno degli istituti penitenziari.

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Lecce. Servizi sanitari in carcere, tra criticità e interventi: in un vertice il punto della situazione

Si è tenuto un vertice tra la direzione della ASL Lecce, la direttrice del carcere di Borgo San Nicola e il deputato Stefanazzi per affrontare le criticità sanitarie della struttura penitenziaria. Sono state illustrate le recenti assunzioni di medici, psicologi e di 25 infermieri, oltre alla futura integrazione di specializzandi in psichiatria per sopperire alla grave carenza di organico. Un'importante novità discussa riguarda l'avvio di un corso per operatori socio-sanitari dedicato ai detenuti, volto a professionalizzare le attività di assistenza già prestate internamente. L'iniziativa evidenzia la necessità di un impegno costante per garantire il diritto alla salute e condizioni dignitose all'interno degli istituti penitenziari.

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Nuoro. Consiglio comunale straordinario, territori uniti per il futuro del carcere

Il Consiglio comunale di Nuoro si riunisce in seduta aperta per discutere la possibile trasformazione del carcere di Badu 'e Carros in una struttura destinata esclusivamente ai detenuti in regime di 41-bis. All'incontro parteciperanno numerosi rappresentanti istituzionali, tra cui parlamentari e la presidente della Regione Alessandra Todde, evidenziando la rilevanza nazionale della questione. La mobilitazione delle comunità locali nasce dalla preoccupazione per l'impatto sociale e territoriale di tale decisione. Questa iniziativa mette in luce il delicato equilibrio tra le politiche carcerarie statali e le esigenze dei territori coinvolti.

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Rovigo. Inaugurato il nuovo Istituto penale per i minorenni

È stato inaugurato a Rovigo il nuovo Istituto Penale per i Minorenni (IPM) intitolato a Vivaldi, completando un piano nazionale di potenziamento che ha già coinvolto L’Aquila e Lecce. La struttura offre 30 posti e spazi dedicati alla formazione scolastica e professionale, con l’obiettivo di trasformare la detenzione in un percorso di rieducazione e rinascita sociale. Il sottosegretario Andrea Ostellari ha evidenziato che la giustizia ha senso solo se guarda al futuro attraverso regole certe e ambienti conformi alle norme internazionali. Questo progetto rappresenta un investimento fondamentale per ridurre la recidiva e favorire il reinserimento dei giovani nel tessuto civile.

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Veneto. Nella Rems di Nogara i criminali con disagio psichiatrico

L'articolo esplora il funzionamento della Rems di Nogara, l'unica struttura del Veneto dedicata ai pazienti psichiatrici autori di reati, evidenziando l'efficacia del suo modello di cura. Nel 2025 sono state registrate 25 dimissioni su 40 posti disponibili, grazie a percorsi terapeutici personalizzati che durano in media due anni e a una lista d'attesa minima. In un contesto di crescente disagio mentale, queste residenze si confermano un'alternativa cruciale al carcere per chi necessita di riabilitazione psichiatrica. La collaborazione tra istituzioni e rete territoriale rimane il pilastro per gestire casi complessi e prevenire episodi di violenza. Tale esempio evidenzia l'importanza di investire in strutture specializzate per garantire sia la cura dei pazienti che la sicurezza della collettività.

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