Firenze. Emergenza Sollicciano, detenuti al freddo: il caso in Parlamento
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Firenze. Nel carcere frigorifero di Sollicciano: “In alcune celle temperature a 2 gradi”
Jacopo Storni · Corriere Fiorentino ·
L'articolo descrive le condizioni critiche del carcere di Sollicciano, dove il malfunzionamento del riscaldamento e le infiltrazioni d’acqua hanno portato le temperature interne vicino allo zero. Agenti e detenuti sono costretti a vivere in ambienti gelidi e umidi a causa di infrastrutture obsolete, una situazione che ha già provocato incidenti pericolosi come un recente incendio causato da una stufetta. Sia il garante regionale Giuseppe Fanfani che la sindaca Sara Funaro denunciano l'invivibilità della struttura, sostenendo che l'unica soluzione definitiva sia l'abbattimento e la ricostruzione dell'edificio. Questa emergenza evidenzia una grave mancanza di dignità e sicurezza per chi vive e lavora nel sistema carcerario italiano.
Firenze. Freddo a Sollicciano, chiuse aule e biblioteca del carcere
Non indicato · firenzedintorni.it (citando il Corriere Fiorentino) ·
Il freddo intenso nel carcere di Sollicciano ha causato la chiusura delle aule e della biblioteca, con temperature che scendono fino a due gradi nei reparti. Questa situazione interrompe corsi di alfabetizzazione e attività educative fondamentali per il reinserimento sociale e l’integrazione dei detenuti. Antonio Mautone della Uil Pa ha denunciato anche gravi problemi logistici, tra cui ascensori guasti e scale inagibili, nonostante le passate promesse di interventi strutturali. Questa vicenda mette in luce la persistente precarietà delle infrastrutture carcerarie italiane e la carenza di risposte concrete da parte delle istituzioni.
Firenze. Cambiare le cose perché la città non si vergogni del proprio carcere
Stefano Fabbri · Corriere Fiorentino ·
L'articolo denuncia le condizioni disumane del carcere di Sollicciano, segnato da emergenze strutturali croniche, sovraffollamento e temperature estreme che rendono la detenzione una criticità permanente. Nonostante l'istituzione di un tavolo comunale per il reinserimento e la salute dei detenuti, l'autore evidenzia come servano interventi immediati e straordinari piuttosto che semplici promesse di fondi futuri. Viene richiamata la responsabilità delle autorità locali, come il Comune e la ASL, affinché agiscano concretamente per garantire dignità e salute a chi vive e lavora nella struttura. Questa situazione solleva una questione critica sulla necessità di passare dalle discussioni istituzionali ad azioni coraggiose per risolvere l'emergenza carceraria.