Veneto. Nella Rems di Nogara i criminali con disagio psichiatrico
Martina Zambon
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Corriere del Veneto
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Riassunto
L'articolo esplora il funzionamento della Rems di Nogara, l'unica struttura del Veneto dedicata ai pazienti psichiatrici autori di reati, evidenziando l'efficacia del suo modello di cura. Nel 2025 sono state registrate 25 dimissioni su 40 posti disponibili, grazie a percorsi terapeutici personalizzati che durano in media due anni e a una lista d'attesa minima. In un contesto di crescente disagio mentale, queste residenze si confermano un'alternativa cruciale al carcere per chi necessita di riabilitazione psichiatrica. La collaborazione tra istituzioni e rete territoriale rimane il pilastro per gestire casi complessi e prevenire episodi di violenza. Tale esempio evidenzia l'importanza di investire in strutture specializzate per garantire sia la cura dei pazienti che la sicurezza della collettività.
Nel 2025 il carcere Due Palazzi di Padova ha registrato 467 atti di autolesionismo, coinvolgendo principalmente detenuti in attesa di giudizio o con pene brevi. La consigliera regionale Elena Ostanel ha denunciato la drammatica situazione di sovraffollamento a seguito di due recenti suicidi, chiedendo un monitoraggio urgente alla Quarta Commissione. L'esponente di Avs critica inoltre le politiche governative, sostenendo che l'introduzione di nuovi reati peggiorerà ulteriormente le condizioni di vita dei reclusi. Questo evidenzia una criticità sistemica che mina la funzione rieducativa della pena prevista dalla Costituzione.
L'articolo esamina il piano del governo Meloni di concentrare centinaia di detenuti in regime di 41-bis in Sardegna, riaprendo una questione storica legata all'uso dell'isola come sede per i criminali più pericolosi. Dai tempi dell'Asinara ai moderni istituti di Bancali e Badu e Carros, la regione ha costantemente ospitato figure chiave del terrorismo e della criminalità organizzata. Tuttavia, l'attuale concentrazione di boss mafiosi preoccupa sindacati e magistrati a causa delle gravi carenze di organico e dell'elevato rischio per la sicurezza. Questa situazione evidenzia la pressione costante e il carico sproporzionato che il sistema penitenziario nazionale esercita sul territorio sardo.
Il Parlamento ha approvato la riformulazione della legge di bilancio che dà il via libera alla costruzione della nuova casa circondariale di Bolzano, destinata a sostituire l'attuale struttura di via Dante. Il progetto passa ora sotto la gestione del Commissario straordinario per l’edilizia penitenziaria, Marco Doglio, il quale dovrà decidere se utilizzare il piano esistente del 2011 o avviarne uno nuovo. L'iniziativa mira a contrastare il grave sovraffollamento carcerario, con la possibilità di un cofinanziamento da parte della Provincia autonoma di Bolzano per velocizzare l'opera. Questa decisione rappresenta un passo fondamentale per migliorare le condizioni detentive e l'efficienza infrastrutturale della regione.