I detenuti di Alta Sicurezza trasferiti da Padova: storie di rieducazione e di cambiamento. Che sono state improvvisamente cancellate. (3-continua)

L'articolo critica i recenti e improvvisi trasferimenti di detenuti in regime di Alta Sicurezza dal carcere Due Palazzi di Padova, denunciando l'interruzione di lunghi percorsi rieducativi e lavorativi. Vengono presentati i profili di quattro detenuti — Giuseppe D., Luigi G., Gennaro G. e Giovanni I. — che per anni hanno partecipato con successo a laboratori di teatro, cucito e falegnameria. Queste testimonianze, raccolte da volontari ed educatori, evidenziano come la burocrazia dei trasferimenti possa ignorare i legami umani e i progressi trattamentali costruiti nel tempo. Questo sottolinea una problematica cruciale per il sistema penale italiano: la necessità di bilanciare le esigenze di sicurezza con l'effettiva finalità rieducativa della pena.

Leggi l'articolo originale →

Antisemitismo, il ddl di Governo in aula il 3 marzo

Il disegno di legge contro l’antisemitismo ha subito modifiche sostanziali con la rimozione del divieto di manifestazioni e dell’inasprimento delle pene, grazie a un accordo interno alla maggioranza guidato da Fratelli d’Italia. Il nuovo testo prevede l'istituzione di un coordinatore nazionale e si basa sulla controversa definizione di antisemitismo dell’IHRA, sollevando preoccupazioni sulla libertà di critica verso l’operato di Israele. Le opposizioni appaiono divise: mentre il PD e il M5S oscillano verso l’astensione, i centristi hanno già annunciato il loro voto favorevole. Questa vicenda mette in luce la difficoltà di bilanciare la lotta alle discriminazioni con la tutela della libertà di espressione nel dibattito politico italiano.

Leggi l'articolo originale →

Tossicodipendente imputabile, sconto solo con intossicazione “cronica”

La Corte costituzionale, con la sentenza n. 21/2026, ha stabilito che la tossicodipendenza non comporta automaticamente uno sconto di pena, a meno che non sfoci in una patologia psichica cronica e stabile avvertibile anche in assenza di sostanze. Secondo i giudici, il reo rimane pienamente responsabile se non ha intrapreso percorsi di disintossicazione prima del reato, poiché la sola dipendenza non annulla la capacità di intendere e di volere. L’ordinamento italiano bilancia comunque tale responsabilità offrendo misure alternative e pene orientate al recupero terapeutico e alla riabilitazione del condannato. Questa decisione ribadisce la necessità di un equilibrio tra la responsabilità penale individuale e il diritto alla salute nel sistema giudiziario italiano.

Leggi l'articolo originale →

Le mele marce non esistono, ma i sistemi che le producono sì

L'autore analizza la sparatoria di Rogoredo tracciando un parallelo con lo scandalo del vino al metanolo del 1986 per contestare la retorica delle "mele marce". Barbera sostiene che episodi di violenza non siano casi isolati di singoli agenti, ma il sintomo di un fallimento strutturale che coinvolge stipendi, selezione e cultura democratica interna. Invece di concentrarsi solo su punizioni o controlli esterni, è necessario politicizzare e riformare i meccanismi che generano queste derive sistemiche. Questo approccio sottolinea la necessità di un dibattito pubblico e trasparente sulla qualità del sistema della sicurezza in Italia.

Leggi l'articolo originale →

Procedimenti a citazione diretta, udienza predibattimentale può chiudersi con un “non luogo a procedere”

La Corte di Cassazione, con la sentenza 7370/2026, ha confermato la validità dell’udienza predibattimentale introdotta dalla Riforma Cartabia come filtro per valutare la fondatezza dell'azione penale. Il giudice può emettere una sentenza di non luogo a procedere se non sussiste una ragionevole previsione di condanna, evitando così processi superflui senza configurare anomalie procedurali o stasi del procedimento. L'obiettivo della riforma è ottimizzare le risorse del sistema giudiziario e ridurre i tempi processuali attraverso un esame preliminare rapido della sostenibilità dell'accusa. Questa decisione consolida il principio di efficienza processuale, elemento cardine per la modernizzazione del sistema penale italiano.

Leggi l'articolo originale →

Gela. Studenti in visita al carcere. “I detenuti si sono aperti raccontando le loro esperienze di vita”

Il progetto “Parole che uniscono-Storie che cambiano”, coordinato dalla docente Laura Gnoffo, ha favorito un incontro tra gli studenti dell’istituto “Morselli” e i detenuti del carcere di Balate per uno scambio di esperienze e riflessioni. Durante l'evento, i partecipanti hanno dialogato sui temi della legalità, del valore della speranza e del percorso di riscatto necessario dopo aver commesso degli errori. L'iniziativa ha visto la partecipazione di diverse istituzioni e dell'associazione antiracket, sottolineando la centralità dell'educazione e del reinserimento sociale nel sistema penitenziario. Questo progetto evidenzia quanto sia fondamentale il dialogo tra scuola e carcere per costruire una coscienza civile basata sul superamento del pregiudizio.

Leggi l'articolo originale →

Verona. “Non solo carcere”: un incontro sul futuro del sistema penitenziario

Lunedì 2 marzo 2026, la Fondazione Centesimus Annus organizza a Verona l'incontro 'Non solo carcere: la luce oltre la siepe' per discutere lo stato e le prospettive del sistema penitenziario. L'evento vedrà la partecipazione di autorevoli figure tra cui il Vescovo Mons. Domenico Pompili e il Garante dei diritti dei detenuti Mons. Carlo Vinco. Il dibattito mira a offrire una riflessione profonda sulle condizioni attuali delle carceri e sulle possibili riforme istituzionali necessarie. Questa iniziativa evidenzia la necessità di un impegno collettivo per affrontare le criticità del sistema carcerario italiano.

Leggi l'articolo originale →

Padova. Antonio e il prezzo da pagare. “Ho perso l’amore delle mie figlie”

Antonio, ex detenuto del carcere Due Palazzi, racconta la sua rinascita grazie al lavoro offerto dalla cooperativa Giotto, passando da una condanna per reati finanziari a un ruolo di team leader. Nonostante il successo professionale nel reinserimento sociale, l'uomo sottolinea il prezzo altissimo pagato a livello personale, avendo perso definitivamente il legame affettivo con le sue figlie. La sua testimonianza evidenzia come il supporto dei volontari e le opportunità occupazionali siano stati determinanti per la sua trasformazione umana e professionale. Questo racconto mette in luce l'importanza cruciale del lavoro carcerario come strumento fondamentale di riabilitazione e di prevenzione per i detenuti.

Leggi l'articolo originale →

Ascoli. Morto in carcere, i familiari chiedono chiarezza: “Joshua aveva segni sul corpo”

L’avvocato Silvio Tolesino, per conto della famiglia di Joshua Di Carlo, chiede chiarezza sulla morte del ventitreenne avvenuta nel carcere di Ascoli. I familiari hanno denunciato la presenza di segni sospetti sul corpo e la sparizione di alcune lettere in cui il giovane lamentava aggressioni subite durante la detenzione. Nonostante la scarcerazione fosse prevista per aprile, restano molti dubbi sulla dinamica del decesso che solo l’autopsia potrà chiarire definitivamente. Questo caso solleva gravi interrogativi sulla sicurezza e sulla tutela dei diritti dei detenuti all'interno delle strutture carcerarie italiane.

Leggi l'articolo originale →

I migranti portati in Albania: “Trasferiti senza avviso, nessuno sa che siamo qui”

Circa 90 migranti sono stati trasferiti nel centro di Gjader, in Albania, ma l'operazione è già segnata dai primi ricorsi legali per presunte irregolarità nelle procedure di trasferimento. Tra i casi più rilevanti c'è quello di Khalid, un giovane marocchino giudicato non idoneo alla detenzione dopo aver assistito alla morte di un amico nel CPR di Bari, di cui è testimone di giustizia. Molti legali denunciano la mancanza di comunicazioni formali ai trattenuti e sollevano dubbi sulla legittimità della privazione della libertà, mentre le associazioni segnalano possibili violazioni dei diritti umani durante gli spostamenti. Questa situazione solleva gravi dubbi sulla legittimità delle procedure di trasferimento e sulla tutela dei diritti fondamentali dei migranti fuori dai confini nazionali.

Leggi l'articolo originale →

“In 30 anni 300 leggi che ampliano e aggravano le fattispecie di reato”

L'articolo analizza l'ipertrofia del diritto penale in Italia, evidenziando come l'introduzione di numerosi decreti sicurezza sotto il Governo Meloni abbia spesso un valore più simbolico che pratico. Secondo esperti come il criminologo Roberto Cornelli, l'uso politico di dati parziali e la creazione di nuovi reati alimentano la percezione di insicurezza senza produrre cali reali nella criminalità. Le statistiche mostrano trend contrastanti che spaziano dall'aumento delle denunce al sovraffollamento delle carceri minorili a seguito del decreto Caivano. Questo scenario solleva dubbi sull'efficacia di un approccio puramente punitivo e mette in luce il rischio di una giustizia basata sulla propaganda piuttosto che su dati consolidati.

Leggi l'articolo originale →

“Senso di impunità, depistaggi, omertà: la polizia ha bisogno di anticorpi”, intervista all’avvocato Fabio Anselmo

In un’intervista di Angela Stella per L’Unità, l’avvocato Fabio Anselmo analizza la violenza nelle forze dell’ordine come un problema culturale sistemico, citando casi emblematici come quelli di Cucchi e Aldrovandi. Anselmo sottolinea che la mancanza di formazione tecnica e psicologica, unita a un diffuso senso di impunità e a meccanismi di omertà, impedisce una reale giustizia. Viene inoltre evidenziato come le precarie condizioni lavorative degli agenti non debbano mai tradursi in una protezione politica o in una presunzione di legalità acritica. L’avvocato propone che le indagini sui corpi di polizia siano condotte da reparti indipendenti per garantire l'imparzialità richiesta anche dalla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo. Questa analisi pone l’accento sull'importanza di formare nuovi anticorpi democratici all'interno delle istituzioni per prevenire ulteriori abusi.

Leggi l'articolo originale →

“Detenuti con dipendenza, non malati”. La Consulta smonta il piano Nordio

La Corte Costituzionale ha stabilito che la tossicodipendenza cronica non è equiparabile a un'infermità mentale, confermando la piena responsabilità penale per i reati commessi sotto l'effetto di droghe o in astinenza. Questa sentenza smentisce l'approccio del governo Meloni, che proponeva di trattare i detenuti tossicodipendenti esclusivamente come malati da trasferire dal carcere alle comunità di recupero. Secondo i giudici, il reo rimane responsabile delle proprie condotte illecite poiché la dipendenza non annulla la capacità di intendere e di volere, a meno che non concorrano altre patologie psichiche. Questo pronunciamento evidenzia una sfida cruciale per il sistema penale italiano nel bilanciare la responsabilità individuale con le necessità di cura dei detenuti.

Leggi l'articolo originale →

In Italia fra i ragazzi cresce la povertà più che la criminalità

L’VIII Rapporto di Antigone evidenzia come il sovraffollamento nelle carceri minorili italiane non sia dovuto a un aumento dei reati, ma all’inasprimento delle norme introdotte con il Decreto Caivano. Nonostante l’Italia abbia tassi di criminalità minorile tra i più bassi d'Europa, le presenze negli istituti penali sono aumentate del 35%, colpendo spesso minori in condizioni di povertà assoluta. I dati mostrano inoltre che i reati più gravi sono commessi prevalentemente da adolescenti italiani, smentendo la narrazione di un'emergenza legata ai minori stranieri. Questa tendenza segna un preoccupante passaggio da un modello di prevenzione e recupero a una gestione puramente punitiva del disagio giovanile.

Leggi l'articolo originale →

“Destinazione Altrove”, detenuti scrittori al Premio Castello

Christof Petr, detenuto presso il carcere di Parma, ha vinto la sezione speciale del Premio Letterario Castello dedicata ai detenuti con un racconto che usa la scoperta della penicillina come metafora della condizione carceraria. L'iniziativa, che ha coinvolto 38 istituti di pena, mira a utilizzare la scrittura e la cultura come strumenti di esplorazione interiore e riabilitazione sociale. Durante la cerimonia, diverse autorità hanno richiamato l'importanza dell'articolo 27 della Costituzione, sottolineando come l'istruzione e il lavoro siano fondamentali per ridurre drasticamente la recidiva. Questo evento pone l'accento sulla necessità di umanizzare le pene e investire nella cultura per offrire agli 'invisibili' un'effettiva possibilità di riscatto.

Leggi l'articolo originale →

Bologna. Detenuti che ricominciano a correre. In parallelo alla maratona ufficiale, una staffetta alla Dozza

Il 28 febbraio il carcere della Dozza di Bologna ospiterà 'Re Start', una maratona a staffetta che coinvolgerà 34 detenuti in parallelo alla gara ufficiale della città. L'iniziativa, promossa dal Csi, dal Comune e da altre associazioni locali, mira a utilizzare lo sport come strumento di inclusione, responsabilizzazione e reinserimento sociale. Attraverso questa competizione, i partecipanti possono vivere una connessione simbolica con la comunità esterna, esercitando il diritto universale allo sport sancito dalla Costituzione. Questo evento sottolinea l'importanza di creare ponti tra la realtà carceraria e il tessuto cittadino per favorire percorsi rieducativi efficaci.

Leggi l'articolo originale →

Padova. La semplice meraviglia della cooperativa Giotto: “Noi puntiamo in alto”

La cooperativa Giotto celebra 40 anni di attività dedicata al reinserimento lavorativo di detenuti e persone con disabilità, coinvolgendo oltre 2000 individui tra Padova e l'estero. Fondata nel 1986, l'organizzazione ha trasformato il lavoro in uno strumento di dignità, spaziando dal giardinaggio alla pasticceria d'eccellenza fino a collaborazioni con marchi prestigiosi come Ferrari. Il modello Giotto è oggi riconosciuto a livello internazionale, esportando in paesi come Brasile e Stati Uniti un approccio basato sulla valorizzazione dell'economia umana. Questo successo dimostra come il lavoro professionale possa essere la chiave fondamentale per il riscatto sociale e l'abbattimento dei pregiudizi legati al mondo carcerario.

Leggi l'articolo originale →

Vibo Valentia. Nono suicidio dell’anno (nelle carceri italiane), nel silenzio delle istituzioni

Un detenuto egiziano di 58 anni si è suicidato nella casa circondariale di Vibo Valentia, rappresentando il nono caso di suicidio nelle carceri italiane dall'inizio del 2026. Gennarino De Fazio, Segretario Generale della UILPA Polizia Penitenziaria, ha denunciato le condizioni drammatiche della struttura, evidenziando un sovraffollamento del 112% e una carenza organica di agenti pari al 29%. Il sindacato sollecita interventi immediati per ridurre la densità detentiva, potenziare il personale e migliorare l'assistenza sanitaria, specialmente per i detenuti con patologie psichiatriche. Questa vicenda mette in luce l'ennesimo fallimento istituzionale e la crisi sistemica che affligge il regime penitenziario italiano.

Leggi l'articolo originale →

Marche. L’emergenza carceri: “Cento detenuti in più, 28 tentativi di suicidio”

Il consigliere regionale Andrea Nobili (Avs) ha presentato un report sulle critiche condizioni delle carceri marchigiane, evidenziando un grave sovraffollamento medio del 112% con punte del 155% a Pesaro. L'indagine riporta numeri allarmanti, tra cui 104 episodi di autolesionismo e una significativa carenza di personale specializzato per la gestione della salute mentale e delle dipendenze. Nonostante l'eccellenza della Rems di Macerata Feltria, le liste d'attesa per l'assistenza psichiatrica raggiungono i 18 mesi, aggravando il disagio negli istituti. Questa situazione evidenzia l'urgente necessità di interventi strutturali e ha spinto a un'interrogazione parlamentare per far luce sulle criticità del sistema penitenziario regionale.

Leggi l'articolo originale →

Se nei sondaggi il Governo scende sulla sicurezza

L'autore analizza il calo di consensi del centrodestra, attribuendolo a una strategia sulla sicurezza basata su allarmismo e radicalizzazione dei toni che si scontra sistematicamente con la realtà dei fatti. Casi di cronaca come quello di Rogoredo e provvedimenti simbolici come il pacchetto sicurezza mostrano il tentativo del governo di delegittimare la magistratura attraverso una narrazione spesso smentita dalle indagini. Nonostante la ricerca del consenso tramite nuovi reati e scudi penali, l'efficacia di tali misure appare limitata e puramente comunicativa. Questo scenario suggerisce che l'uso strumentale della giustizia per fini elettorali stia diventando un elemento di debolezza strutturale per la maggioranza.

Leggi l'articolo originale →