“Da figlia del clan a pentita: vivo nel terrore, mio fratello mi vuole morta”

In un'intervista legata all'uscita del libro 'La figlia del clan', Giuseppina Pesce racconta il suo drammatico percorso da appartenente a una potente famiglia di 'ndrangheta a collaboratrice di giustizia. Dopo un'infanzia segnata da lutti mafiosi e una giovinezza di abusi, la scelta di parlare con i magistrati è maturata in carcere come unico modo per garantire un futuro diverso ai suoi tre figli. Le sue rivelazioni hanno portato a numerosi arresti e condanne, costringendola però a una vita sotto falsa identità e al timore costante di ritorsioni da parte dei suoi stessi familiari. Questa vicenda mette in luce la sofferenza e il coraggio necessari per spezzare i legami criminali e il ruolo fondamentale delle donne nel contrasto alle mafie.

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Milano. La Commissione carceri sui presunti pestaggi a Opera: “Un racconto dell’orrore”

L'articolo riporta le gravi denunce di presunti pestaggi e umiliazioni avvenuti il 24 dicembre nel carcere di Opera ai danni di circa quaranta detenuti. La Commissione regionale per i diritti delle persone detenute ha condannato l'episodio, definendolo un fallimento della politica e una violazione inaccettabile della dignità umana. A seguito della denuncia, è stata annunciata un'interrogazione parlamentare per accertare le responsabilità e fare luce sulle zone d'ombra che persistono negli istituti penitenziari. Questa vicenda evidenzia l'urgente necessità di riforme strutturali per trasformare le carceri da luoghi di possibile tortura a spazi di reale rispetto dei diritti fondamentali.

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Brescia. La senatrice Cucchi entra nel carcere Nerio Fischione: “In 10 in una cella minuscola”

L'articolo denuncia la situazione drammatica del carcere Canton Mombello di Brescia, dove il sovraffollamento raggiunge il 208% con 379 detenuti per 182 posti disponibili. La senatrice Ilaria Cucchi, a seguito di un'ispezione, ha evidenziato condizioni igieniche precarie e la presenza di un 70% di detenuti con disturbi psichiatrici o tossicodipendenze che necessiterebbero di percorsi alternativi. Nonostante le promesse politiche decennali e le iniziative di solidarietà, come una palestra mai entrata in funzione, la struttura rimane un contenitore di disagio sociale privo di ventilazione adeguata e dignità. Questa realtà evidenzia il fallimento della funzione rieducativa della pena e l'urgenza di una riforma strutturale del sistema carcerario italiano.

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Referendum, ora tocca ai cittadini: contenuti, incognite e posta in gioco

Gli italiani sono chiamati alle urne per il referendum confermativo sulla riforma della magistratura, che propone la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri e l'istituzione di due distinti Consigli Superiori della Magistratura. La riforma introduce inoltre un'Alta Corte disciplinare e un nuovo sistema di sorteggio per i membri degli organi di governo autonomo, con l'obiettivo dichiarato di garantire la terzietà del giudice. Trattandosi di un referendum costituzionale, non è previsto un quorum e l'esito dipenderà unicamente dai voti validamente espressi dai cittadini. Il voto rappresenta un passaggio cruciale per l'assetto istituzionale del Paese, ponendo al centro il delicato equilibrio tra indipendenza giudiziaria e influenza politica.

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Legittimo l’isolamento disciplinare del detenuto

La Corte Costituzionale, con la sentenza 31/2026, ha dichiarato inammissibili i dubbi di legittimità sollevati dal Tribunale di Firenze riguardanti l’isolamento disciplinare dei detenuti. La Consulta ha respinto l'ipotesi che atti violenti compiuti per sfuggire all'isolamento possano essere giustificati come legittima difesa, sottolineando che l’ordinamento offre già rimedi giuridici e sanitari per tutelare la salute del carcerato. I giudici hanno ribadito che una reazione spontanea violenta rimane antigiuridica, anche a fronte di una percepita ingiustizia normativa. Questa decisione sottolinea il delicato equilibrio tra le sanzioni disciplinari carcerarie e il rispetto delle procedure legali previste per la tutela dei diritti dei detenuti.

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A Torino in 50mila al corteo di Libera contro le mafie

Torino ha ospitato la 31esima Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, organizzata da Libera, con la partecipazione di oltre 50.000 persone. Don Luigi Ciotti ha sottolineato la gravità dell’omertà, ricordando che l'80% dei familiari delle 1.117 vittime citate non conosce ancora la verità sulla morte dei propri cari. Durante il corteo, le istituzioni locali e i magistrati hanno ribadito l'importanza di mantenere alta la guardia e di scuotere le coscienze contro la criminalità organizzata e le cosiddette aree grigie. Questo evento sottolinea la necessità di una memoria attiva e di un impegno civile costante per garantire che la ricerca della giustizia non cada mai in prescrizione.

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Detenzione oltre i termini, confermata la sanzione al magistrato “inadempiente”

Le Sezioni Unite della Cassazione hanno confermato la responsabilità disciplinare di un magistrato per aver ritardato di oltre 200 giorni la scarcerazione di un imputato ai domiciliari. La sentenza n. 6556/26 chiarisce che carichi di lavoro e disfunzioni organizzative non giustificano la violazione del diritto fondamentale alla libertà personale, tutelato dall'articolo 13 della Costituzione. I giudici hanno ribadito l'obbligo del magistrato di vigilare costantemente sulla durata delle misure cautelari, definendo tale ritardo una negligenza inescusabile. Questa decisione sottolinea l'importanza cruciale della diligenza giudiziaria per la salvaguardia dello Stato di diritto in Italia.

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Pavia. Fronte dal palco, i detenuti attori contro i pregiudizi. “Iniezione di vita”

Lo spettacolo teatrale "Fronte del palco", svoltosi nella Casa circondariale di Pavia nell'ambito del Festival dei diritti, ha unito detenuti e giovani per combattere i pregiudizi e lo stigma sociale. L'iniziativa, promossa dal Teatro delle Chimere e dal CSV, mira a mostrare l'umanità dei carcerati oltre il reato commesso, offrendo loro una prospettiva di speranza e accoglienza. Attraverso l'incontro culturale, i partecipanti hanno potuto sviluppare un senso critico necessario per favorire l'apertura e il cambiamento nel territorio. Questa esperienza evidenzia il valore terapeutico e sociale del teatro come ponte fondamentale tra il carcere e la società civile.

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Giustizia, il referendum non risolve i problemi

L'autore critica aspramente la proposta di riforma della giustizia, sostenendo che essa non affronti i nodi strutturali del sistema penitenziario come il sovraffollamento e la lentezza dei dibattimenti. Ciambriello evidenzia che la separazione delle carriere è già una realtà legislativa e che la sua costituzionalizzazione rappresenta un'operazione puramente comunicativa priva di benefici pratici per i cittadini. Viene inoltre contestato il metodo del sorteggio per il CSM, considerato una rinuncia alla responsabilità democratica e un'umiliazione per le istituzioni. Questa analisi sottolinea l'urgenza di una riforma che metta al centro la dignità dei detenuti e l'efficacia della rieducazione penale.

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Per i reclusi è già 24 marzo, consapevoli che per loro non cambierà nulla

L'articolo esplora l'orientamento al voto dei detenuti riguardo alla riforma della giustizia, citando una lettera della redazione di Radio Rebibbia. I reclusi esprimono scetticismo verso entrambi i fronti: criticano il 'Sì' promosso da chi ha inasprito le pene e il 'No' accusato di difendere una Costituzione che nelle carceri viene quotidianamente ignorata. Tra sovraffollamento e carenza di diritti, il messaggio dei detenuti invita a una tutela reale dei principi costituzionali che vada oltre la propaganda elettorale. Questa riflessione pone l'accento sulla profonda distanza tra il dibattito politico e la realtà drammatica del sistema carcerario italiano.

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Roma. I Garanti in visita a Casal del Marmo: “Clima sereno, anche se non mancano problemi”

I Garanti Stefano Anastasìa e Valentina Calderone hanno visitato l'istituto penale minorile di Casal del Marmo a seguito di un'inchiesta per tortura e lesioni che coinvolge dieci agenti di Polizia penitenziaria. Nonostante il clima interno sia apparso sereno, la delegazione ha denunciato un grave stato di abbandono e degrado strutturale degli edifici, sollecitando il rapido avvio dei lavori di manutenzione previsti per il 2027. La visita ha evidenziato segnali positivi come l'attivazione di percorsi di lavoro esterno per i detenuti, sebbene resti la necessità di potenziare i laboratori formativi. Questa situazione richiama l'attenzione sull'urgenza di investimenti strutturali per garantire la dignità e l'efficacia dei percorsi di recupero minorile.

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Turi (Ba). La lettera dai detenuti: “Qui troppa droga, molti di noi non c’entrano”

I detenuti della Casa di Reclusione di Turi hanno incontrato la presidente del Tribunale di Sorveglianza di Bari, la dott.ssa Rubino, per denunciare un clima di forte tensione e un approccio eccessivamente punitivo. Durante il colloquio, i reclusi hanno contestato la logica della punizione collettiva applicata in risposta a episodi di spaccio, chiedendo invece che i benefici e le misure alternative siano valutati in base al percorso individuale di ciascuno. Sebbene la direzione del carcere abbia richiamato alla responsabilità comune, i delegati hanno ribadito che non possono assumere ruoli di controllo sui propri compagni. L'incontro si è concluso con l'impegno della dott.ssa Rubino a monitorare la situazione per garantire l'equa applicazione delle norme di legge. Questa vicenda evidenzia la necessità di bilanciare la sicurezza carceraria con il principio costituzionale della rieducazione individuale della pena.

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Accelerare la fuoriuscita dei minori dal circuito penitenziario e anche dal procedimento penale

Nicola Petruzzelli, direttore dell'Istituto Penale per i Minorenni di Bari, analizza l'evoluzione del sistema carcerario minorile sottolineando l'importanza dell'articolo 27 della Costituzione e la tutela della dignità umana. L'autore evidenzia come la detenzione dei minori debba essere considerata una misura residuale, promuovendo invece la giustizia riparativa e percorsi educativi individualizzati per il reinserimento sociale. Viene criticata la visione puramente punitiva della pena, esortando a non confondere la giustizia con la vendetta e a considerare sempre l'impatto del reato sulla vittima e sulla comunità. Questo approccio sottolinea l'urgenza di una riforma culturale che metta al centro il rispetto della persona all'interno del sistema penale italiano.

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Padova. Via Crucis con il carcere: “Anch’io sono un uomo”

Giovedì 26 marzo si terrà a Padova la seconda edizione della Via Crucis 'Anch’io sono un uomo', guidata dal vescovo Claudio Cipolla tra la casa di reclusione e la chiesa di Montà. L'iniziativa mira a promuovere il riconoscimento della dignità umana oltre l’errore commesso, attraverso un percorso in cinque tappe che coinvolge detenuti, magistrati e vittime. Durante la celebrazione verranno condivise testimonianze di speranza e giustizia riparativa, utilizzando la croce portata in Piazza San Pietro durante la pandemia. Questo evento sottolinea la necessità per la società civile di superare i pregiudizi e riscoprire l’umanità condivisa con chi vive l’esperienza della detenzione.

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Milano. Carcere di Opera, Mirabelli (Pd) annuncia interrogazione su presunti pestaggi

Il senatore Franco Mirabelli ha annunciato un'interrogazione parlamentare dopo la denuncia di Fanpage.it su presunte violenze e ritorsioni avvenute nel carcere di Opera durante la Vigilia di Natale. Secondo le testimonianze, circa 40 detenuti sarebbero stati picchiati e lasciati nudi al freddo a seguito di una protesta per le condizioni di salute di un compagno e per una lettera che denunciava carenze strutturali. Gli episodi segnalati includono pestaggi, isolamenti forzati e la negazione di cure mediche, delineando un clima di grave tensione e impunità. Questa vicenda evidenzia la necessità impellente di monitorare il rispetto dei diritti umani e della dignità dei detenuti nel sistema carcerario italiano.

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Parma. Carcere sotto pressione e organico ridotto, sventati 40 tentativi di suicidio

Il bilancio 2025 degli istituti penitenziari di Parma evidenzia un'intensa attività operativa condotta in condizioni di cronica carenza di personale, con soli 361 agenti effettivi a fronte dei 483 previsti. Nonostante il sottorganico, la Polizia penitenziaria ha gestito oltre 2.000 detenuti, sventando 40 tentativi di suicidio e segnalando 181 reati legati a traffico di droga e introduzione di cellulari. L'attività ha incluso anche migliaia di traduzioni verso tribunali e strutture sanitarie, oltre al sequestro di droni e stupefacenti. Questa situazione mette in luce una criticità sistemica del sistema carcerario italiano, dove l'elevato carico di lavoro grava pesantemente sulla sicurezza e sul benessere degli operatori.

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Cosenza. L’Aiga incontra la direzione del carcere, confronto e proposte per iniziative future

L'AIGA Cosenza ha incontrato la nuova direttrice della Casa Circondariale locale, Roberta Filomena Toscano, per rafforzare la collaborazione istituzionale e promuovere il reinserimento sociale dei detenuti. Durante il confronto, sono state avanzate proposte per iniziative comuni volte a sensibilizzare la collettività e superare i pregiudizi verso chi ha scontato la propria pena. Il 26 marzo è prevista una visita dell'Osservatorio Nazionale AIGA sulle Carceri per testimoniare l'attenzione concreta verso la funzione rieducativa della sanzione penale. Questo incontro sottolinea l'importanza di costruire percorsi di dignità e inclusione per migliorare l'efficacia del sistema carcerario italiano.

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Andra (Bat). “A mano libera”, la coop sociale dove detenuti ed ex detenuti fanno olio e taralli

La cooperativa sociale 'A mano libera' di Andria, nata per iniziativa della diocesi locale, produce taralli e olio biologico impiegando dieci detenuti ed ex-detenuti per favorirne il reinserimento sociale. Sotto la guida di don Riccardo Agresti e dell'ex magistrato Giannicola Sinisi, l'impresa ha raggiunto un fatturato di 500.000 euro nel 2025 e collabora con importanti realtà della GDO e del settore oleario. Grazie a nuovi finanziamenti regionali, il progetto punta a modernizzare la produzione e ad ampliare i percorsi di accoglienza presso la masseria San Vittore. Questa iniziativa dimostra come il lavoro e la solidarietà possano offrire una reale alternativa alla recidiva, trasformando la pena in un'opportunità di riscatto.

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Errori giudiziari, minori, galere. Quello che la riforma non tocca

Mario Di Vito analizza le criticità del sistema giudiziario italiano, sottolineando come l'attuale riforma non affronti i problemi strutturali di efficienza ammessi dagli stessi promotori. L'articolo evidenzia una grave carenza di personale, malfunzionamenti nel processo telematico e un'emergenza carceraria drammatica, segnata da un sovraffollamento medio del 138% e un preoccupante aumento dei suicidi. Vengono inoltre citati gli oltre 32.000 casi di ingiusta detenzione registrati dal 1991, un dato su cui la riforma non interviene in modo incisivo. Questa situazione evidenzia un divario profondo tra le necessità operative della giustizia e le risposte legislative attuali.

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Ragazzi, vi dico solo questo: non ne vale la pena

Raffaele Stolder racconta la sua vita iniziata in un carcere e segnata da decenni di detenzione, riflettendo sul prezzo altissimo pagato in termini di affetti familiari perduti. Oggi sessantottenne nel carcere di Opera, l'autore è prossimo alla laurea e sottolinea come la cultura sia stata l'unica via per superare l'analfabetismo funzionale e comprendere i propri errori. Il suo messaggio è un invito ai giovani a non cercare facili guadagni nell'illegalità, poiché la perdita della libertà e degli affetti è un costo incolmabile. Questa testimonianza mette in luce l'importanza cruciale del diritto allo studio e dei percorsi rieducativi all'interno delle strutture carcerarie italiane.

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