Per i reclusi è già 24 marzo, consapevoli che per loro non cambierà nulla
Riassunto
L'articolo esplora l'orientamento al voto dei detenuti riguardo alla riforma della giustizia, citando una lettera della redazione di Radio Rebibbia. I reclusi esprimono scetticismo verso entrambi i fronti: criticano il 'Sì' promosso da chi ha inasprito le pene e il 'No' accusato di difendere una Costituzione che nelle carceri viene quotidianamente ignorata. Tra sovraffollamento e carenza di diritti, il messaggio dei detenuti invita a una tutela reale dei principi costituzionali che vada oltre la propaganda elettorale. Questa riflessione pone l'accento sulla profonda distanza tra il dibattito politico e la realtà drammatica del sistema carcerario italiano.