Veneto. L’emergenza nelle carceri: ci sono quasi mille detenuti in più

Durante l'inaugurazione dell'anno giudiziario 2026 a Venezia, la presidente Rita Rigoni ha denunciato il grave malessere nelle carceri venete, segnato da sovraffollamento e un allarmante numero di suicidi. Il dibattito ha toccato anche le polemiche sulla riforma Nordio e le pesanti carenze di organico amministrativo, che in alcuni uffici giudiziari del Distretto superano il 40%. Nonostante le difficoltà, si registra una diminuzione dei processi pendenti, mentre il sottosegretario Ostellari ha annunciato la creazione di nuovi posti detentivi e investimenti nella formazione professionale dei detenuti. Queste criticità confermano l'urgenza di un intervento sistemico per tutelare i diritti dei detenuti e garantire l'efficienza dei tribunali italiani.

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Padova. “Mio figlio non si è ucciso in cella. L’hanno ammazzato o istigato”

La famiglia di Matteo Ghirardello, il trentatreenne trovato morto nel carcere Due Palazzi di Padova, contesta l'ipotesi del suicidio, suggerendo la possibilità di un omicidio o di un'istigazione. Secondo i parenti e l'avvocata, vi sono elementi sospetti come una lettera di ultime volontà inviata dal giovane, richieste di denaro e recenti pestaggi subiti in cella. Il decesso è avvenuto a sole 36 ore da un altro suicidio nello stesso istituto, alimentando le proteste dei Giuristi Democratici contro le attuali politiche repressive. La difesa ha chiesto ulteriori indagini per chiarire le dinamiche di una morte che appare priva di segnali precursori. Questo tragico evento evidenzia l'urgenza di una riforma strutturale del sistema penitenziario per garantire la sicurezza e la dignità dei detenuti.

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Padova: un carcere di cui apprezzare le cose buone e non nascondere le cattive

L'articolo affronta la crisi della Casa di reclusione di Padova, dove il sovraffollamento e la carenza di personale minacciano i progressi riabilitativi raggiunti negli anni. L'autrice propone di contrastare l'illegalità e il traffico di droga non tramite la sola repressione, ma potenziando le attività educative, la trasparenza e il contributo fondamentale dei volontari. È necessario garantire condizioni più umane, come un maggiore ascolto e contatti frequenti con i familiari, per offrire ai detenuti una reale speranza di reinserimento. Questa riflessione evidenzia l'importanza di un modello carcerario basato sulla dignità per prevenire il degrado del sistema penitenziario italiano.

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Suicidi nelle carceri: non più rieducazione, ma stoccaggio di corpi

Stefania Cirillo riporta un drammatico incremento dei suicidi nelle carceri italiane, con cinque decessi nel solo mese di gennaio che evidenziano il fallimento del sistema penitenziario. L'articolo denuncia la trasformazione delle prigioni in "discariche sociali" dove il contenimento prevale sulla rieducazione, citando il caso di un anziano detenuto suicidatosi dopo l'annuncio di un trasferimento logistico. Nonostante i dettami costituzionali, il sovraffollamento cronico e l'alto tasso di recidiva confermano una crisi umanitaria e giuridica già sanzionata a livello europeo. Ciò evidenzia una criticità sistemica che trasforma la pena in una mera marginalizzazione priva di speranza.

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Ma servono più o meno carceri?

Luca Ricolfi analizza l'emergenza del sovraffollamento carcerario in Italia, sottolineando come il numero di detenuti sia tornato a livelli critici nonostante le condanne europee passate. L'autore contesta la strategia della 'de-carcerazione', evidenziando che l'Italia ha un tasso di incarcerazione inferiore alla media europea e che la mancanza di spazi impedisce sia la rieducazione che la sicurezza sociale. Secondo Ricolfi, l'ampliamento dell'edilizia carceraria è l'unica via per garantire trattamenti dignitosi ai detenuti e tutelare i cittadini. Questo evidenzia la necessità di bilanciare il diritto alla rieducazione con l'effettività della pena nel sistema penale italiano.

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Suor Emma, sempre accanto ai detenuti: “Il carcere la mia casa”

Il presidente Sergio Mattarella ha nominato l'ottantaquattrenne suor Emma Zordan Commendatore dell'Ordine al merito della Repubblica per il suo impegno decennale come volontaria nel carcere di Rebibbia. La religiosa, che promuove percorsi di scrittura per i detenuti, denuncia con forza le condizioni disumane delle carceri italiane, citando sovraffollamento, strutture fatiscenti e l'assenza di interventi governativi. Attraverso il suo lavoro, suor Emma punta a restituire dignità e speranza a chi si sente abbandonato, sottolineando l'importanza dell'ascolto nel processo di reinserimento sociale. Questa vicenda mette in luce la drammatica emergenza umanitaria che persiste all'interno del sistema carcerario italiano.

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Quando la liberazione non equivale alla libertà

L'articolo denuncia la condizione di "libertà sospesa" vissuta da chi, pur avendo scontato la propria pena, resta intrappolato in un limbo burocratico in attesa della declaratoria di estinzione del reato. Senza questo atto formale del Tribunale di Sorveglianza, è impossibile recuperare diritti fondamentali come il voto o la possibilità di espatriare, rendendo l'attesa una sorta di prigione invisibile. Il caso di Claudio Bottan mostra come le lungaggini giudiziarie impediscano di ricominciare a vivere pienamente, nonostante il percorso rieducativo sia già concluso con successo. Questa situazione evidenzia una grave criticità del sistema penale italiano, in cui l'inefficienza burocratica finisce per infliggere una pena supplementare non prevista dalla legge.

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Sicurezza, Meloni prepara la stretta nel decreto

Il governo Meloni sta accelerando sul nuovo Decreto Sicurezza in risposta ai recenti scontri di Torino, proponendo misure come il divieto di vendita di coltelli ai minori e uno scudo penale esteso per le forze dell'ordine. Tra le proposte più discusse figurano il fermo preventivo fino a 48 ore per i soggetti ritenuti pericolosi e l'introduzione del DASPO per le manifestazioni. L'obiettivo dell'esecutivo è garantire l'ordine pubblico, specialmente in vista delle prossime Olimpiadi invernali, pur dovendo bilanciare la fermezza con i principi costituzionali. Questa iniziativa sottolinea la delicata sfida di proteggere la sicurezza nazionale senza compromettere il diritto fondamentale alla protesta.

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Fermo preventivo, divieto di accesso e perquisizioni: cosa c’è nella stretta sulla sicurezza

Il governo italiano sta definendo un nuovo "decreto sicurezza" in risposta ai recenti scontri di Torino, prevedendo misure più rigide per la gestione dell'ordine pubblico durante le manifestazioni. Tra le novità principali figurano il fermo preventivo fino a 12 ore per i sospettati di pericolosità, il potenziamento delle perquisizioni sul posto e maggiori tutele legali per le forze dell'ordine. Mentre la premier Meloni e il ministro Salvini accelerano sull'iter legislativo, i sindacati Cgil e Cisl esprimono forti preoccupazioni per la costituzionalità di alcune proposte, come la cauzione economica per chi organizza cortei. Questo dibattito evidenzia una crescente tensione tra la necessità di sicurezza urbana e la salvaguardia del diritto democratico al dissenso.

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Nuovo pacchetto sicurezza: nel mirino manifestazioni e “baby gang”

Il governo ha presentato un nuovo pacchetto sicurezza che prevede un significativo inasprimento delle pene per i reati contro il patrimonio e nuove restrizioni in materia di immigrazione e libertà di manifestazione. Tra le misure più discusse figurano la possibilità di blocchi navali temporanei, il potenziamento dei poteri di fermo e perquisizione per le forze dell'ordine e un approccio repressivo verso la criminalità minorile. L'articolo critica l'assenza di investimenti nel sociale e l'uso demagogico del diritto penale, che ha già portato a un record di sovraffollamento nelle carceri minorili italiane. Questa tendenza solleva gravi preoccupazioni circa la tenuta delle garanzie costituzionali e l'efficacia delle politiche di prevenzione nel Paese.

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Padova. “Diritti calpestati, la rieducazione è fondamentale”

Due suicidi in soli tre giorni presso la Casa di reclusione Due Palazzi di Padova hanno scatenato la dura reazione dei sindacati Cgil e Uil, che denunciano una gestione carceraria lesiva della dignità umana. Le organizzazioni criticano il sovraffollamento, la carenza di organico e il trasferimento forzato di detenuti impegnati in percorsi rieducativi, definendo tali scelte come un fallimento del modello detentivo. Viene richiesto un intervento statale immediato per ripristinare la funzione costituzionale della pena e tutelare il lavoro degli operatori penitenziari. Questa vicenda sottolinea la necessità improrogabile di rimettere al centro del sistema carcerario i diritti fondamentali e la riabilitazione.

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Nordio: “Contro la riforma affermazioni blasfeme”

Durante l'inaugurazione dell'anno giudiziario, il Ministro Nordio ha difeso fermamente la riforma sulla separazione delle carriere, definendo infondate le accuse di voler minare l'indipendenza della magistratura e confermando che non si dimetterà in caso di sconfitta al referendum di marzo. Di contro, i vertici della Cassazione e del CSM hanno richiamato alla necessità di preservare l'autonomia della giurisdizione e di fermare lo scontro tra magistratura e politica per non erodere la fiducia dei cittadini. Parallelamente, è emerso il dramma delle condizioni carcerarie, segnate da cinque suicidi solo nel primo mese del 2026. Questo scenario riflette una fase di profonda tensione istituzionale alla vigilia di una consultazione popolare decisiva per l'assetto costituzionale italiano.

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Carriere separate, “tregua armata” in attesa del voto

Durante l'inaugurazione dell'anno giudiziario in Cassazione, magistratura e politica hanno espresso la necessità di ricostruire un “patto di fiducia” in vista del referendum sulla separazione delle carriere. Mentre il ministro Nordio difende la riforma definendola necessaria per il sistema, i vertici giudiziari avvertono sul rischio di minare l’indipendenza della giurisdizione e denunciano i livelli inaccettabili di scontro istituzionale. Tra i temi trattati spiccano la piaga dei suicidi in carcere e le criticità del sistema disciplinare, con dati che alimentano il dibattito sulla reale responsabilità dei magistrati. Questa situazione sottolinea l'urgenza di un dialogo razionale per salvaguardare la tenuta del sistema costituzionale italiano.

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Padova. Detenuto del Due Palazzi si toglie la vita, secondo caso in 36 ore

L'articolo riporta la tragica notizia di due suicidi avvenuti in soli tre giorni nel carcere Due Palazzi di Padova, coinvolgendo il giovane Matteo Ghirardello e l'anziano Giovanni Marinaro. Il Garante dei detenuti, Antonio Bincoletto, attribuisce questa escalation al grave sovraffollamento e alle recenti decisioni di trasferire improvvisamente i reclusi, interrompendo i loro percorsi di riabilitazione. Nonostante l'istituto sia considerato un'eccellenza per le attività lavorative, le attuali tensioni e il malessere diffuso stanno mettendo a rischio la stabilità del sistema. Questa drammatica situazione evidenzia la necessità urgente di riforme che garantiscano condizioni di vita dignitose e continuità nei percorsi rieducativi per prevenire ulteriori tragedie.

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Tre detenuti si sono suicidati in pochi giorni: la vergogna senza fine delle carceri italiane

L'articolo riporta i recenti suicidi avvenuti nelle carceri di Padova e Sollicciano, evidenziando le gravi criticità del sistema penitenziario italiano come il sovraffollamento e la carenza di personale. Associazioni come Antigone e Legacoop criticano la gestione del Ministro Nordio e lo smantellamento dei progetti di reinserimento lavorativo, chiedendo riforme strutturali e la depenalizzazione di alcuni reati. Il 3 febbraio si terrà una mobilitazione per denunciare la violazione dei diritti fondamentali e l'abbandono dei detenuti più fragili. Questa situazione sottolinea l'urgenza di trasformare il carcere da luogo di disperazione a spazio di reale recupero sociale.

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Padova. Ventuno tragedie in vent’anni: Il Garante: “Dramma annunciato”

Il fenomeno dei suicidi nelle carceri italiane rimane un'emergenza critica, con 80 casi registrati nel 2025. A Padova, due recenti suicidi hanno interrotto un periodo di stabilità, spingendo il Garante regionale Antonio Bincoletto a denunciare il sovraffollamento e il deterioramento dei modelli riabilitativi. Il 6 febbraio i garanti chiederanno a Roma misure straordinarie, come l'aumento dei giorni di sconto per buona condotta per facilitare le dimissioni anticipate. Questa situazione evidenzia la necessità impellente di ripensare la gestione carceraria per rispettare il dettato costituzionale e prevenire nuove tragedie.

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Hasib “torturato”, a processo il poliziotto indagato. Il collega condannato per falso

Il processo contro l'agente Andrea Pellegrini, accusato di tortura e falso aggravato ai danni del giovane rom sordo Hasib Omerovic, inizierà il 2 novembre 2026. Durante un blitz illegale nel 2022, Omerovic precipitò da una finestra per sfuggire a violenze e minacce perpetrate con un coltello e cavi elettrici, mentre altri agenti hanno già ricevuto condanne o patteggiamenti per aver falsificato i verbali. La ricostruzione della procura evidenzia un abuso di potere scaturito da dicerie social mai confermate. Questa vicenda mette in luce la necessità di una vigilanza rigorosa contro gli abusi di potere e le torture all'interno delle istituzioni.

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Padova. Detenuto suicida, i volontari: “Denunciato lo spostamento al governo, nessuna risposta”

Un detenuto di 74 anni, ergastolano da 38 anni nel carcere "Due Palazzi" di Padova, si è tolto la vita in seguito alla notizia del suo imminente trasferimento coatto deciso dal Dap. Le associazioni dei volontari denunciano una gestione ministeriale centralizzata e punitiva che interrompe percorsi rieducativi storici, ignorando il principio di non regressione trattamentale. L'episodio, il terzo suicidio in un mese, aggrava il clima di tensione in una struttura già colpita da un grave sovraffollamento e carenza di organico. Questa tragedia evidenzia una crisi profonda del sistema penitenziario italiano, dove la logica del trasferimento sembra prevalere sul fine costituzionale della riabilitazione.

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Cinque suicidi dall’inizio dell’anno: nelle carceri italiane si continua a morire

L'articolo riporta una drammatica ondata di tre suicidi avvenuti in soli tre giorni nelle carceri di Padova e Firenze, portando il totale a cinque decessi nel solo mese di gennaio 2026. Al penitenziario 'Due Palazzi' di Padova, la situazione è critica a causa del trasferimento improvviso di numerosi detenuti e dell'interruzione di laboratori rieducativi, definiti fondamentali dal vescovo e dalle cooperative locali per il recupero sociale. Il cronico sovraffollamento, che a Padova tocca il 155%, e la carenza di agenti di polizia penitenziaria esasperano il senso di abbandono e la fragilità dei reclusi. Questa tragedia evidenzia la necessità impellente di riforme strutturali che garantiscano la dignità umana e la continuità dei percorsi di reinserimento nel sistema carcerario italiano.

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Un’assemblea pubblica sulla emergenza carceraria, occasione di ascolto delle voci degli operatori

Stefano Anastasia denuncia il critico sovraffollamento delle carceri italiane, che con 64.000 detenuti ha raggiunto livelli simili a quelli che portarono alla condanna dell'Italia nel 2013. Attraverso testimonianze dirette da vari istituti, l'autore evidenzia condizioni di vita degradanti e la mancanza di spazi per la socialità, che riducono il sistema alla sola segregazione. Anastasia propone di riaprire il dibattito su amnistia e indulto e invita a dare voce agli operatori penitenziari nell'assemblea del 6 febbraio. Questa situazione evidenzia la necessità impellente di allineare il sistema carcerario ai principi di dignità umana sanciti dalla Costituzione.

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