Padova. Detenuto suicida, i volontari: “Denunciato lo spostamento al governo, nessuna risposta”
Alex Corlazzoli
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Il Fatto Quotidiano
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Riassunto
Un detenuto di 74 anni, ergastolano da 38 anni nel carcere "Due Palazzi" di Padova, si è tolto la vita in seguito alla notizia del suo imminente trasferimento coatto deciso dal Dap. Le associazioni dei volontari denunciano una gestione ministeriale centralizzata e punitiva che interrompe percorsi rieducativi storici, ignorando il principio di non regressione trattamentale. L'episodio, il terzo suicidio in un mese, aggrava il clima di tensione in una struttura già colpita da un grave sovraffollamento e carenza di organico. Questa tragedia evidenzia una crisi profonda del sistema penitenziario italiano, dove la logica del trasferimento sembra prevalere sul fine costituzionale della riabilitazione.
Un uomo di 73 anni si è suicidato nel carcere Due Palazzi di Padova dopo aver ricevuto la notizia di un imminente trasferimento, segnando il quinto caso di suicidio dall'inizio dell'anno. Esponenti politici e l'associazione Antigone criticano duramente la gestione dei trasferimenti, denunciando come questi interrompano bruscamente i percorsi di reinserimento e i legami sociali dei detenuti. In risposta all'emergenza carceraria e al sovraffollamento, diverse organizzazioni hanno indetto un incontro a Roma per il 6 febbraio per chiedere clemenza e maggiori diritti. Questo tragico evento evidenzia una crisi profonda nel sistema penitenziario italiano e la necessità di riconsiderare la funzione rieducativa della pena.
L'articolo denuncia la tragica morte per suicidio di due detenuti nel carcere Due Palazzi di Padova, avvenuta in seguito a improvvisi trasferimenti e alla chiusura di intere sezioni. Queste operazioni, decise dal DAP senza adeguata comunicazione, interrompono percorsi rieducativi pluriennali e separano i detenuti dai propri affetti e territori d'origine. Il sovraffollamento e la carenza di assistenza psicologica aggravano una situazione già critica, trasformando il carcere in un luogo di sola sofferenza anziché di riabilitazione. Ciò evidenzia l'urgente necessità di riforme che riportino il sistema penitenziario verso la legalità costituzionale e il rispetto dei diritti umani.
Un detenuto di 70 anni si è tolto la vita nel carcere Due Palazzi di Padova in seguito all'annuncio del trasferimento improvviso di circa venti persone della sezione Alta sicurezza. Ornella Favero, direttrice di Ristretti Orizzonti, ha denunciato come tali spostamenti repentini scardinino i percorsi di reinserimento e le relazioni umane costruite in anni di permanenza. Le associazioni del Terzo settore criticano l'amministrazione penitenziaria per la mancanza di rispetto verso i detenuti e il lavoro dei volontari, chiedendo un incontro urgente al Ministero della Giustizia. Questo drammatico episodio mette in luce la fragilità del sistema carcerario e l'urgenza di tutelare la dignità e la salute mentale dei ristretti durante i trasferimenti.