Padova. Detenuto suicida, era nell’elenco dei reclusi da trasferire. Si mobilitano le associazioni
Eleonora Martini
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Il Manifesto
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Riassunto
Un uomo di 73 anni si è suicidato nel carcere Due Palazzi di Padova dopo aver ricevuto la notizia di un imminente trasferimento, segnando il quinto caso di suicidio dall'inizio dell'anno. Esponenti politici e l'associazione Antigone criticano duramente la gestione dei trasferimenti, denunciando come questi interrompano bruscamente i percorsi di reinserimento e i legami sociali dei detenuti. In risposta all'emergenza carceraria e al sovraffollamento, diverse organizzazioni hanno indetto un incontro a Roma per il 6 febbraio per chiedere clemenza e maggiori diritti. Questo tragico evento evidenzia una crisi profonda nel sistema penitenziario italiano e la necessità di riconsiderare la funzione rieducativa della pena.
Un detenuto di 74 anni, ergastolano da 38 anni nel carcere "Due Palazzi" di Padova, si è tolto la vita in seguito alla notizia del suo imminente trasferimento coatto deciso dal Dap. Le associazioni dei volontari denunciano una gestione ministeriale centralizzata e punitiva che interrompe percorsi rieducativi storici, ignorando il principio di non regressione trattamentale. L'episodio, il terzo suicidio in un mese, aggrava il clima di tensione in una struttura già colpita da un grave sovraffollamento e carenza di organico. Questa tragedia evidenzia una crisi profonda del sistema penitenziario italiano, dove la logica del trasferimento sembra prevalere sul fine costituzionale della riabilitazione.
Un detenuto di 70 anni si è tolto la vita nel carcere Due Palazzi di Padova in seguito all'annuncio del trasferimento improvviso di circa venti persone della sezione Alta sicurezza. Ornella Favero, direttrice di Ristretti Orizzonti, ha denunciato come tali spostamenti repentini scardinino i percorsi di reinserimento e le relazioni umane costruite in anni di permanenza. Le associazioni del Terzo settore criticano l'amministrazione penitenziaria per la mancanza di rispetto verso i detenuti e il lavoro dei volontari, chiedendo un incontro urgente al Ministero della Giustizia. Questo drammatico episodio mette in luce la fragilità del sistema carcerario e l'urgenza di tutelare la dignità e la salute mentale dei ristretti durante i trasferimenti.
Un detenuto di 74 anni si è tolto la vita nel carcere Due Palazzi di Padova poco prima di essere trasferito, suscitando la dura reazione dell'associazione Ristretti Orizzonti che parla di 'tragedia annunciata'. Rossella Favero denuncia lo smantellamento del 'modello Padova' e l'interruzione dei percorsi di rieducazione causati dalle recenti decisioni ministeriali e dalla chiusura della sezione Alta Sicurezza 1. Le associazioni e il Terzo settore segnalano come questi provvedimenti distruggano anni di lavoro sul reinserimento sociale, aumentando la pressione su detenuti e agenti. Questo drammatico evento sottolinea la necessità urgente di riconsiderare l'approccio rieducativo del sistema carcerario italiano.