Veneto. L’emergenza nelle carceri: ci sono quasi mille detenuti in più
Michele Fullin
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Il Gazzettino
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Riassunto
Durante l'inaugurazione dell'anno giudiziario 2026 a Venezia, la presidente Rita Rigoni ha denunciato il grave malessere nelle carceri venete, segnato da sovraffollamento e un allarmante numero di suicidi. Il dibattito ha toccato anche le polemiche sulla riforma Nordio e le pesanti carenze di organico amministrativo, che in alcuni uffici giudiziari del Distretto superano il 40%. Nonostante le difficoltà, si registra una diminuzione dei processi pendenti, mentre il sottosegretario Ostellari ha annunciato la creazione di nuovi posti detentivi e investimenti nella formazione professionale dei detenuti. Queste criticità confermano l'urgenza di un intervento sistemico per tutelare i diritti dei detenuti e garantire l'efficienza dei tribunali italiani.
La consigliera regionale Anna Maria Bigon denuncia la grave emergenza delle carceri in Veneto, segnate da sovraffollamento cronico, carenze sanitarie e un numero allarmante di suicidi. Bigon critica il Governo nazionale per aver dato priorità a riforme come la separazione delle carriere anziché affrontare la mancanza di risorse e personale nelle strutture penitenziarie. Viene sottolineata l'importanza della funzione rieducativa della pena come strumento fondamentale per garantire la sicurezza e ridurre la recidiva. Questa situazione richiama l'attenzione sull'urgenza di rendere il sistema carcerario conforme ai principi costituzionali di dignità e umanità.
Nel 2025 la Lombardia ha registrato 14 suicidi nelle carceri, con Pavia che detiene il triste primato regionale di tre decessi. Il sovraffollamento cronico, che in istituti come Vigevano e San Vittore supera il 230%, unito alla mancanza di opportunità lavorative, compromette gravemente la funzione rieducativa della pena. Patrizio Gonnella, presidente di Antigone, denuncia come il sistema carcerario si sia ridotto a un mero contenitore di corpi, ignorando i precetti costituzionali. Questa drammatica situazione evidenzia un'emergenza umanitaria e strutturale che richiede riforme urgenti per il sistema penitenziario italiano.
Il rapporto di 'Ristretti Orizzonti' fotografa una situazione drammatica per le carceri bresciane, con Canton Mombello che raggiunge un tasso di sovraffollamento del 212%, tra i più alti d'Italia. Anche l'istituto di Verziano supera ampiamente la media nazionale, gravando pesantemente sia sulla qualità della vita dei detenuti che sul lavoro della Polizia penitenziaria. Nonostante l'impegno in attività formative e ricreative, la carenza di spazi e servizi adeguati continua ad alimentare condizioni di vita degradanti negli istituti di pena. Questo scenario evidenzia l'urgenza di interventi strutturali immediati per contrastare il sovraffollamento cronico e tutelare i diritti fondamentali dei detenuti.