Veneto. Bigon (Pd): “Sistema carcerario al collasso, servono pene certe e umane”
Martina Danieli
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lapiazzaweb.it
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Riassunto
La consigliera regionale Anna Maria Bigon denuncia la grave emergenza delle carceri in Veneto, segnate da sovraffollamento cronico, carenze sanitarie e un numero allarmante di suicidi. Bigon critica il Governo nazionale per aver dato priorità a riforme come la separazione delle carriere anziché affrontare la mancanza di risorse e personale nelle strutture penitenziarie. Viene sottolineata l'importanza della funzione rieducativa della pena come strumento fondamentale per garantire la sicurezza e ridurre la recidiva. Questa situazione richiama l'attenzione sull'urgenza di rendere il sistema carcerario conforme ai principi costituzionali di dignità e umanità.
Durante l'inaugurazione dell'anno giudiziario 2026 a Venezia, la presidente Rita Rigoni ha denunciato il grave malessere nelle carceri venete, segnato da sovraffollamento e un allarmante numero di suicidi. Il dibattito ha toccato anche le polemiche sulla riforma Nordio e le pesanti carenze di organico amministrativo, che in alcuni uffici giudiziari del Distretto superano il 40%. Nonostante le difficoltà, si registra una diminuzione dei processi pendenti, mentre il sottosegretario Ostellari ha annunciato la creazione di nuovi posti detentivi e investimenti nella formazione professionale dei detenuti. Queste criticità confermano l'urgenza di un intervento sistemico per tutelare i diritti dei detenuti e garantire l'efficienza dei tribunali italiani.
Nel 2025 la Lombardia ha registrato 14 suicidi nelle carceri, con Pavia che detiene il triste primato regionale di tre decessi. Il sovraffollamento cronico, che in istituti come Vigevano e San Vittore supera il 230%, unito alla mancanza di opportunità lavorative, compromette gravemente la funzione rieducativa della pena. Patrizio Gonnella, presidente di Antigone, denuncia come il sistema carcerario si sia ridotto a un mero contenitore di corpi, ignorando i precetti costituzionali. Questa drammatica situazione evidenzia un'emergenza umanitaria e strutturale che richiede riforme urgenti per il sistema penitenziario italiano.
Samuele Ciambriello e Coordinamento della Conferenza nazionale dei Garanti territoriali
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garantedetenutilazio.it
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Il Portavoce Samuele Ciambriello e i Garanti territoriali hanno presentato il documento 'Non nuove carceri ma carceri nuove' per sollecitare riforme urgenti contro il sovraffollamento penitenziario. Le proposte includono l'incremento della liberazione anticipata da 45 a 70 giorni a semestre e un maggiore ricorso alle misure alternative per chi deve scontare pene inferiori ai due anni. L'obiettivo è trasformare il sistema carcerario puntando sulla dignità umana e sulla funzione rieducativa della pena, come previsto dalla Costituzione. Questa iniziativa sottolinea l'urgenza di intervenire per contrastare l'allarmante aumento dei suicidi e il degrado delle condizioni di vita negli istituti italiani.