Padova. Detenuto del Due Palazzi si toglie la vita, secondo caso in 36 ore
Silvia Quaranta
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Il Gazzettino
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Riassunto
L'articolo riporta la tragica notizia di due suicidi avvenuti in soli tre giorni nel carcere Due Palazzi di Padova, coinvolgendo il giovane Matteo Ghirardello e l'anziano Giovanni Marinaro. Il Garante dei detenuti, Antonio Bincoletto, attribuisce questa escalation al grave sovraffollamento e alle recenti decisioni di trasferire improvvisamente i reclusi, interrompendo i loro percorsi di riabilitazione. Nonostante l'istituto sia considerato un'eccellenza per le attività lavorative, le attuali tensioni e il malessere diffuso stanno mettendo a rischio la stabilità del sistema. Questa drammatica situazione evidenzia la necessità urgente di riforme che garantiscano condizioni di vita dignitose e continuità nei percorsi rieducativi per prevenire ulteriori tragedie.
L'articolo riporta l'allarme lanciato dal garante uscente Antonio Bincoletto e dalla consigliera Marta Nalin sulla critica situazione del carcere Due Palazzi di Padova, segnato da recenti suicidi e da un grave sovraffollamento. Viene denunciata la carenza di personale e l'interruzione dei percorsi rieducativi a causa di trasferimenti forzati, mettendo a rischio un modello di eccellenza basato sul lavoro e il reinserimento sociale. Bincoletto esorta le istituzioni a conoscere la realtà carceraria per superare gli stereotipi della 'vendetta di Stato' e promuovere una sicurezza sociale fondata sulla dignità umana. Ciò evidenzia una criticità sistemica che richiede un intervento urgente per preservare la funzione rieducativa della pena.
Un detenuto ultrasettantenne si è suicidato nel carcere Due Palazzi di Padova dopo aver ricevuto un improvviso ordine di trasferimento dovuto al declassamento della sezione di Alta Sicurezza. Antonio Bincoletto, garante dei detenuti, critica duramente il Dap per aver trattato i reclusi come 'pacchi', ignorando la fragilità di persone recluse da decenni e interrompendo i loro percorsi di riabilitazione. Il garante denuncia inoltre che la riconversione della sezione porterà a un grave sovraffollamento, trasformando il carcere in una sorta di 'discarica sociale' priva di attività educative. Questa vicenda mette in luce la drammatica distanza tra la gestione amministrativa penitenziaria e il principio costituzionale della rieducazione della pena.
Un detenuto di 74 anni, ergastolano da 38 anni nel carcere "Due Palazzi" di Padova, si è tolto la vita in seguito alla notizia del suo imminente trasferimento coatto deciso dal Dap. Le associazioni dei volontari denunciano una gestione ministeriale centralizzata e punitiva che interrompe percorsi rieducativi storici, ignorando il principio di non regressione trattamentale. L'episodio, il terzo suicidio in un mese, aggrava il clima di tensione in una struttura già colpita da un grave sovraffollamento e carenza di organico. Questa tragedia evidenzia una crisi profonda del sistema penitenziario italiano, dove la logica del trasferimento sembra prevalere sul fine costituzionale della riabilitazione.