Padova. Detenuto del Due Palazzi si toglie la vita, secondo caso in 36 ore

Riassunto

L'articolo riporta la tragica notizia di due suicidi avvenuti in soli tre giorni nel carcere Due Palazzi di Padova, coinvolgendo il giovane Matteo Ghirardello e l'anziano Giovanni Marinaro. Il Garante dei detenuti, Antonio Bincoletto, attribuisce questa escalation al grave sovraffollamento e alle recenti decisioni di trasferire improvvisamente i reclusi, interrompendo i loro percorsi di riabilitazione. Nonostante l'istituto sia considerato un'eccellenza per le attività lavorative, le attuali tensioni e il malessere diffuso stanno mettendo a rischio la stabilità del sistema. Questa drammatica situazione evidenzia la necessità urgente di riforme che garantiscano condizioni di vita dignitose e continuità nei percorsi rieducativi per prevenire ulteriori tragedie.

di Silvia Quaranta


Il Gazzettino, 31 gennaio 2026


Stefani: “Sono episodi che devono far riflettere, ho parlato con Ostellari”. Il garante Bincoletto: “Situazione in peggioramento, lo segnalo da mesi” Un altro suicidio al carcere Due Palazzi di Padova, il secondo in meno di tre giorni. A togliersi la vita, nella serata di giovedì, è stato Matteo Ghirardello, 33enne vicentino di Romano d’Ezzelino e di origine Sinti. Ieri mattina, per ricordare i due reclusi, alcune delle numerose associazioni impegnate nel reinserimento dei detenuti si sono trovate davanti alla casa di reclusione per depositare due rose rosse. Un modo per dire “che qui si entra, ma si esce anche. Ogni giorno”


Ghirardello era un pluripregiudicato, con alle spalle numerosi precedenti per furti e rapine. Un passato difficile, ma anche - almeno sulla carta - la possibilità di ricostruirsi un futuro: l’età giovane e l’inserimento nei percorsi lavorativi lasciavano immaginare margini di recupero. Invece, forse anche a causa della tensione di questi giorni, il carcerato ha preso una decisione estrema, togliendosi la vita nel bagno della sua cella. Difficile indagare le ragioni del suo gesto, ma il Garante dei diritti dei detenuti, Antonio Bincoletto, punta il dito sul sovraffollamento ai massimi storici. “È da ottobre dell’anno scorso che denuncio una situazione che sta progressivamente degenerando. C’è un sovraffollamento sempre più grave, un aumento esagerato delle presenze e un malessere che pervade tutto l’istituto. Sono stato ascoltato fino a un certo punto, ma purtroppo adesso gli effetti si stanno vedendo e sono tragici”. 


Quello di Matteo Ghirardello è il settimo suicidio negli ultimi dieci anni, ma anche il secondo in circa 36 ore, al Due Palazzi di Padova. Un dato che colpisce soprattutto perché riferito a una struttura spesso indicata come un’eccellenza nazionale sul fronte del trattamento rieducativo. Sono 25 le associazioni che operano all’interno del carcere e, secondo le stime, circa il 90% dei detenuti è coinvolto in percorsi lavorativi o formativi. Proprio questo modello, negli anni, è finito però anche al centro di polemiche. Il via vai di volontari e operatori era stato indicato come causa di gravi falle nella sicurezza. Di qui la decisione, nel 2015, di togliere a Padova il settore di Alta Sicurezza, scelta poi congelata dopo le proteste del terzo settore, dei sindacati e dell’allora direttore Salvatore Pirruccio. Poi, questa settimana, l’ordine di trasferire immediatamente 23 detenuti di Alta Sicurezza verso altri istituti dove, però, solo una minima parte dei reclusi ha accesso alle attività.


E proprio questo cambiamento così repentino e inaspettato avrebbe indotto al suicidio un altro detenuto: Giovanni Marinaro, 73 anni, di cui oltre quaranta trascorsi in carcere. Era un boss della ‘ndrangheta di Corigliano. Negli ultimi 18 anni aveva vissuto al Due Palazzi in una cella singola, trovando un equilibrio soprattutto grazie al laboratorio di cucito. Aveva già preparato i bagagli per il trasferimento, poi circa un’ora prima della partenza il gesto estremo. “Sono casi che devono far riflettere - commenta il Presidente della Regione, Alberto Stefani - e proprio oggi ho sentito il sottosegretario alla giustizia Andrea Ostellari, con cui lavoriamo per incentivare nuovi posti di lavoro nelle carceri ma soprattutto migliori condizioni di vita per quanto riguarda i detenuti”.