Al fianco degli “orfani speciali” oltre il dolore

Il Progetto Respiro offre sostegno agli 'orfani speciali', bambini che hanno perso la madre per femminicidio e il padre a causa del carcere o del suicidio. Attraverso percorsi di psicoterapia e la figura del 'tutor di resilienza', l’iniziativa mira a curare i traumi profondi dei minori e a supportare le famiglie affidatarie con aiuti economici e formativi. Con circa 128 casi presi in carico nel Sud Italia, il modello siciliano è stato riconosciuto come guida per l’estensione del progetto a livello nazionale nel triennio 2026-2029. Questo intervento evidenzia l'urgenza di una rete istituzionale più solida per garantire un futuro stabile a chi è vittima di tragedie familiari così profonde.

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Sicurezza. “Unico problema gli irregolari”. Piantedosi accusa i migranti

Il ministro Piantedosi ha ammesso che, nonostante il calo dei reati, persiste un’insicurezza 'percepita' legata all'invecchiamento della popolazione, giustificando così la necessità di un nuovo decreto sicurezza. Il provvedimento incontra però le riserve del Quirinale, preoccupato per le limitazioni al diritto di manifestazione e per le norme sui rimpatri veloci e le sanzioni amministrative inappellabili. Le critiche dell'opposizione evidenziano inoltre come la criminalizzazione dei migranti sia smentita dai dati, che mostrano tassi di illegalità tra i regolari identici a quelli dei cittadini italiani. Questa situazione mette in luce la pericolosa discrepanza tra la propaganda politica e la realtà dei dati statistici sulla sicurezza in Italia.

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Suicidi in carcere, -10% nel 2025: Nordio scommette su scuola e cultura

Il ministro Carlo Nordio ha presentato la relazione sulla giustizia per il 2025, evidenziando un calo del 10% dei suicidi in carcere, pur definendo il fenomeno ancora strutturale e allarmante. Per contrastare l'isolamento e il disagio, il Ministero punta su un Piano di prevenzione integrato e sul potenziamento dell'istruzione, con oltre 19.000 detenuti coinvolti in percorsi scolastici e universitari. La gestione della salute mentale tramite le REMS resta un nodo centrale, nonostante le aspre critiche di esponenti come Giachetti sulle condizioni degradanti degli istituti. Questa situazione sottolinea l'urgenza di passare da una gestione emergenziale a riforme strutturali che garantiscano effettivamente la dignità e la salute dei detenuti.

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“Suicidi in calo, sovraffollamento colpa dei magistrati”: le carceri secondo Nordio

In un recente resoconto alla Camera, il Guardasigilli Carlo Nordio ha rivendicato i progressi del governo nel sistema carcerario, citando un calo del 10% dei suicidi e nuovi investimenti per la salute mentale e il lavoro esterno. Tuttavia, i dati reali mostrano che il numero totale di decessi rimane quasi invariato e che il sovraffollamento è in aumento, con oltre 63.000 detenuti a fronte di circa 46.000 posti disponibili. Mentre il ministro attribuisce la responsabilità della mancata applicazione delle misure alternative alla magistratura, le opposizioni denunciano condizioni di vita degradanti per i reclusi. Questa divergenza tra la narrazione istituzionale e la realtà dei fatti evidenzia la persistente emergenza dei diritti umani nelle carceri italiane.

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Secondo Nordio nelle carceri è tutto ok (ma forse parlava della Norvegia)

L'articolo critica la visione ottimistica del Ministro Nordio sullo stato delle carceri nel 2025, evidenziando che il calo del 10% dei suicidi è solo parziale se confrontato con il record negativo dell'anno precedente. I dati reali mostrano un sovraffollamento critico con oltre 63.000 detenuti e un numero di morti totali in aumento, smentendo l'immagine di un sistema in netto miglioramento. Anche le opportunità lavorative restano limitate, con solo il 3,4% dei detenuti impiegato all'esterno e scarse prospettive di reinserimento. Questa situazione sottolinea una discrepanza allarmante tra la narrativa istituzionale e le reali criticità del sistema penitenziario italiano.

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Referendum e carceri, scontro in Aula

Durante le comunicazioni in Parlamento, il Ministro della Giustizia Nordio ha rivendicato i progressi nell'uso dei fondi PNRR e la drastica riduzione dell'arretrato civile, ma ha acceso un duro scontro con le opposizioni definendo «petulanti» i timori sulla separazione delle carriere. Sul tema carcerario, Nordio ha registrato un calo dei suicidi del 10% pur ammettendo il fallimento dello Stato, mentre la maggioranza ha respinto le richieste di +Europa per misure urgenti contro il sovraffollamento e del PD per una campagna informativa sul referendum. Le opposizioni hanno criticato aspramente la mancanza di riferimenti all'articolo 27 della Costituzione e la deriva «panpenalistica» del Governo. Questa situazione evidenzia una polarizzazione politica che rischia di rallentare soluzioni concrete per l'emergenza carceraria italiana.

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Nordio promuove la sua giustizia. E poi minaccia il Pd

Il Ministro della Giustizia Carlo Nordio ha presentato in Parlamento una relazione ottimistica sullo stato della giustizia, rivendicando successi nel PNRR e l'efficacia deterrente del decreto rave. La seduta è stata segnata da un duro scontro con la deputata Debora Serracchiani riguardo a un'inchiesta di Report su presunti software spia nei computer dei magistrati, portando il Guardasigilli a minacciare querele. Le opposizioni e l'Associazione Nazionale Magistrati hanno contestato questa visione, segnalando invece gravi carenze di personale, sovraffollamento carcerario e inefficienze informatiche. Questo confronto mette in luce la distanza tra la narrazione istituzionale e le criticità strutturali che affliggono quotidianamente il sistema giudiziario italiano.

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Asti. La storia dell’ennesimo suicidio in carcere di un uomo con gravi disturbi psichiatrici

Christian Guercio, un trentottenne con gravi disturbi psichiatrici e dipendenze, si è suicidato nel carcere di Asti dopo soli tre giorni di detenzione. Nonostante la sua condizione clinica e i precedenti tentativi di suicidio, l'uomo era stato incarcerato per resistenza a pubblico ufficiale senza che venissero attivati protocolli di sorveglianza specifici. L'avvocato denuncia gravi mancanze nella valutazione medica ospedaliera e nella comunicazione tra le istituzioni coinvolte sulla fragilità del paziente. Sulla vicenda è stata aperta un'inchiesta per accertare eventuali responsabilità nella gestione del detenuto. Questo tragico evento evidenzia le criticità strutturali del sistema penitenziario italiano nell'assistenza ai soggetti psichiatricamente fragili.

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“No al benaltrismo a sinistra sulla sicurezza”, dice la dem Madia

Nell'articolo la deputata Marianna Madia analizza il tema della sicurezza, esortando la sinistra a superare ogni forma di disinteresse ideologico verso il problema. Madia propone misure concrete contro il possesso di armi da taglio tra i minori e la reiterazione dei piccoli reati, denunciando al contempo il grave sovraffollamento delle carceri italiane. Un punto centrale riguarda l'impatto dei social media sulla violenza giovanile e il sollecito al governo per sbloccare la proposta di legge sulla maggiore età digitale. L'ex ministra sottolinea infine la necessità di unire investimenti in sicurezza e cultura, recuperando il dialogo con le realtà territoriali e le parrocchie. Questa riflessione evidenzia l'urgenza di un approccio pragmatico per affrontare il crescente disagio sociale e tecnologico tra le nuove generazioni.

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Reggio Emilia. Giustizia riparativa, Culicchia incontra Bazzega

Venerdì a Scandiano si terrà l'evento 'L’incontro scandaloso' tra Giuseppe Culicchia, cugino del brigatista Walter Alasia, e Giorgio Bazzega, figlio del maresciallo ucciso da Alasia nel 1976. L'iniziativa mira a esplorare i temi della memoria e della responsabilità, cercando di ricucire una ferita profonda causata dalla violenza politica degli anni di piombo. Il dialogo si inserisce in un progetto comunale più ampio dedicato alla giustizia riparativa in ambito educativo. Questo appuntamento sottolinea l'importanza del confronto umano per superare conflitti storici e promuovere una cultura della pace.

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Progetti di vita oltre le sbarre: Intesa Sanpaolo e Caritas indicano la strada

Il progetto 'Giustizia con Misericordia', nato dalla collaborazione tra Caritas Italiana e Intesa Sanpaolo, ha coinvolto oltre 14.000 persone in tre anni, facilitando il reinserimento sociale e lavorativo dei detenuti in 16 regioni italiane. L'iniziativa ha permesso l'attivazione di percorsi formativi, tirocini e ricongiungimenti familiari, dimostrando che la riabilitazione è un obiettivo concreto attraverso la sinergia tra Terzo settore e istituzioni. Il programma si amplia ora con il piano 'Jobel', che estenderà questi interventi agli istituti penali minorili per favorire il recupero educativo e occupazionale dei più giovani. Questi risultati confermano quanto sia fondamentale investire in percorsi riabilitativi per costruire una società più equa e ridurre la marginalità sociale.

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Trapani. “La libertà è un libro”, un laboratorio per raccontare vite (recluse)

Alla Casa Circondariale di Trapani, il progetto “La libertà è un libro”, curato da Ornella Fulco e Fabrizia Sala, utilizza la lettura e la scrittura come strumenti di riscatto per i detenuti. Attraverso laboratori settimanali, i partecipanti esplorano temi legati ai sentimenti e ai diritti umani, riscoprendo la propria dignità oltre l'errore commesso. L'iniziativa, attiva da quindici anni, ha favorito momenti di profonda umanità, come l'incontro empatico tra i detenuti e la madre di una giovane vittima di criminalità. Questo progetto dimostra come la cultura e l'ascolto siano ponti fondamentali per il reinserimento sociale e la riabilitazione all'interno delle carceri italiane.

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Il metodo Report: la libertà di stampa diventa un’arma

L'autore Damiano Aliprandi denuncia quello che definisce un metodo ritorsivo attuato dal programma Report, sostenendo che la trasmissione utilizzi il servizio pubblico Rai per colpire chiunque osi documentare errori o criticità nelle sue inchieste. Attraverso gli esempi di Ginevra Cerrina Feroni, del Gambero Rosso e del suo caso personale, Aliprandi evidenzia un passaggio dal giornalismo d'inchiesta di Milena Gabanelli a una gestione basata sulla contro-offensiva mediatica. Viene sottolineato come questo approccio rischi di trasformare la libertà di stampa in uno strumento di pressione istituzionale, privo di un reale confronto nel merito delle questioni sollevate. Tale scenario solleva interrogativi urgenti sulla deontologia professionale e sul ruolo del servizio pubblico radiotelevisivo italiano.

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Rovigo. Carcere, l’allarme della deputata dem “Manca un terzo delle guardie”

Il carcere di Rovigo affronta una grave carenza organica con 60 agenti mancanti rispetto ai 175 previsti, una situazione critica denunciata dalla deputata Nadia Romeo. Parallelamente, il trasferimento di personale da Treviso al nuovo istituto minorile è stato bloccato da un ricorso al Tar, aggravando l'incertezza gestionale della struttura. Questa scarsità di personale minaccia non solo la sicurezza, ma anche i fondamentali progetti di reinserimento sociale e lavorativo dei detenuti, come la produzione di cerotti medicali. Tale scenario evidenzia come la mancanza di organico rappresenti un ostacolo strutturale alla funzione rieducativa della pena nel sistema carcerario italiano.

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Il Governo e la fabbrica dei reati

L'autore analizza criticamente l'operato del governo italiano, descrivendolo come una "fabbrica dei reati" che risponde sistematicamente ai casi di cronaca con nuove norme penali spesso ridondanti o inefficaci. Dall'introduzione del reato di rave party fino alle recenti misure sulla sicurezza, l'articolo evidenzia una strategia populista volta a ottenere consenso attraverso un "racconto repressivo" piuttosto che affrontare le cause strutturali dei problemi. Questo approccio panpenalista, pur inasprendo le pene per condotte già sanzionabili, non produrrebbe risultati concreti, finendo invece per appesantire il sistema giudiziario e carcerario. La riflessione finale mette in guardia sul rischio di barattare le libertà civili con una puramente illusoria percezione di sicurezza.

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Omicidi in netto calo. Dunque è emergenza

L'articolo critica la tendenza della politica italiana a rispondere con decreti repressivi a una presunta emergenza violenza, nonostante i dati statistici indichino una netta diminuzione degli omicidi e dei reati con armi bianche. L'autore evidenzia come il governo alimenti la percezione di insicurezza per giustificare misure drastiche, quali i metal detector nelle scuole o l'inasprimento della detenzione dei migranti nei Cpr. Secondo Sansonetti, tali provvedimenti servono più a soddisfare media e ottenere consensi elettorali che a garantire una reale sicurezza, arrivando a ipotizzare violazioni della Costituzione. Questo sottolinea una gestione della sicurezza pubblica basata sull'emotività mediatica piuttosto che su dati oggettivi.

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