Carceri sempre più affollate. Servono misure alternative, ma l’Italia è ancora in ritardo

Riassunto

L'articolo analizza il grave sovraffollamento delle carceri italiane, che con un tasso del 138,5% compromette la sicurezza pubblica e la funzione rieducativa della pena. L'autrice sottolinea come le misure alternative riducano drasticamente la recidiva al 19%, contro il 68% della detenzione ordinaria, evidenziando però come la pressione mediatica spesso ne ostacoli l'applicazione imparziale. Viene citato il caso Genovese come esempio di come l'attenzione pubblica possa trasformare norme ordinarie in presunti privilegi, ignorando i dati scientifici sull'efficacia del reinserimento sociale. Questa situazione evidenzia una criticità strutturale del sistema penale italiano, dove il populismo giudiziario rischia di prevalere sui principi costituzionali e sull'efficienza della giustizia.

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