L’aggravante di guida sotto l’effetto di droga scatta se al test positivo si sommano i sintomi

Riassunto

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 12779/2026, ha stabilito che la positività ai test biologici non è sufficiente a provare la guida sotto l’effetto di droghe, poiché tali esami possono indicare un’assunzione avvenuta nei giorni precedenti. Per configurare il reato o l'aggravante per lesioni stradali, è necessario dimostrare l'effettivo stato di alterazione psicofisica al momento del fatto attraverso indici sintomatici, come pupille dilatate o agitazione, rilevati tempestivamente dalle forze dell'ordine. I giudici hanno chiarito che né la gravità dell'incidente né la sola presenza di metaboliti nelle urine bastano a certificare l'influenza attuale della sostanza sul conducente. Questa decisione sottolinea l'importanza di un accertamento probatorio rigoroso e contestuale per evitare automatismi sanzionatori nel sistema penale stradale.

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