“Desaparecidos”, la parola che da un secolo all’altro si è fatta globale

Riccardo Noury ripercorre la storia e l'attualità del dramma delle sparizioni forzate, definendole uno dei più gravi crimini internazionali che colpisce ancora migliaia di persone nel mondo. Dal 50° anniversario del colpo di stato in Argentina alle crisi odierne in Messico, Siria e Pakistan, l'articolo evidenzia come questa pratica venga usata per reprimere il dissenso e negare verità ai familiari. Vengono richiamati anche il decimo anniversario del caso di Giulio Regeni in Egitto e i fatti del G8 di Genova, sottolineando come la sparizione forzata rimanga una ferita aperta per i diritti umani globali. Questo scenario evidenzia la necessità impellente di verità e giustizia per le vittime e le loro famiglie.

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Stati Uniti. Perché fa così tanta paura chi spezza il razzismo bianco

L’articolo analizza il concetto di 'boomerang imperiale' applicato alla violenta repressione attuata dall'ICE a Minneapolis, dove le tecniche di controllo coloniale vengono ora usate contro i propri cittadini. Francesca Coin evidenzia come l'attuale accanimento autoritario colpisca le reti di solidarietà multirazziale nate dopo l'omicidio di George Floyd, denunciando l'uso strategico del razzismo per dividere la classe lavoratrice. Viene criticato il dibattito sulle 'guerre culturali' come strumento per alimentare il privilegio bianco e indebolire le lotte antirazziste. Il testo si conclude con un appello a seguire l'esempio di attivisti come Alex Pretti, scegliendo la solidarietà attiva contro la violenza di Stato. Questa riflessione evidenzia il legame profondo tra colonialismo interno e crisi della democrazia statunitense.

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Referendum, il Sì è in vantaggio ma la mobilitazione non è affatto scontata

L'articolo analizza l'imminente referendum costituzionale sulla giustizia, evidenziando come i sondaggi diano il "Sì" in leggero vantaggio, ma con un margine ridotto. Giovanni Diamanti sottolinea che la vera sfida per il governo sarà la mobilitazione elettorale, poiché i temi giuridici faticano a motivare i cittadini rispetto al sentimento di scontento generale verso l'esecutivo. Mentre il film "La Grazia" di Sorrentino offre uno spunto di riflessione culturale, il fronte del "No" potrebbe trarre vantaggio dalla polarizzazione politica. La partita si giocherà dunque sulla capacità dei partiti di coinvolgere un elettorato sempre più propenso all'astensionismo entro il voto di marzo. Questa situazione mette in luce la difficoltà di tradurre riforme tecniche in partecipazione democratica attiva.

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Baby gang, i minori fanno più reati. Perché la multa ai genitori è una presa in giro?

L'articolo analizza l'allarmante evoluzione della criminalità minorile in Italia, caratterizzata da un aumento dei reati violenti e dall'uso dei social media per glorificare la prevaricazione. Nonostante l'inasprimento delle pene introdotto dal Decreto Caivano, l'approccio puramente punitivo ha portato al sovraffollamento delle carceri minorili senza garantire percorsi di riabilitazione efficaci. La situazione è aggravata da pesanti tagli al budget per l'istruzione e il reinserimento sociale dei giovani detenuti, lasciando spesso gli operatori senza risorse. Ciò evidenzia una profonda crisi nel sistema penale minorile italiano, dove la punizione sembra prevalere sulla necessaria funzione educativa.

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Referendum, dal Sì di Previti e Dini al No di Pomicino: il ritorno delle “volpi” della politica

L'imminente referendum sulla riforma della giustizia sta segnando il ritorno sulla scena politica di storici protagonisti della Prima e della Seconda Repubblica, schierati su fronti opposti. Tra i sostenitori del No figurano Paolo Cirino Pomicino, Rino Formica e Clemente Mastella, preoccupati per la tenuta democratica, mentre Antonio Di Pietro e Lamberto Dini sostengono il Sì e la separazione delle carriere. Il dibattito ha creato alleanze inaspettate tra vecchi rivali, evidenziando la centralità del tema per l'assetto istituzionale italiano. Questo ritorno dei veterani mette in luce come la riforma Nordio rappresenti un passaggio cruciale per il futuro della magistratura e del governo.

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Cinema. “Nella colonia penale” vince a Trieste

Il film 'Nella colonia penale', diretto da Gaetano Crivaro, Ferruccio Goia e dai registi sardi Alberto Diana e Silvia Perra, ha vinto il Premio Corso Salani come miglior film indipendente al 37° Festival del Cinema di Trieste. L'opera esplora la realtà delle ultime colonie penali attive in Sardegna, dove i detenuti, prevalentemente migranti, scontano la pena lavorando a stretto contatto con la terra e gli animali in luoghi isolati come Isili e Mamone. La pellicola è stata premiata per il rigore formale e la capacità di raccontare con attualità e un pizzico di ironia paradossale la vita in queste strutture carcerarie. Questo riconoscimento mette in luce la persistenza di modelli detentivi unici nel panorama europeo e la loro complessa dialettica tra isolamento e natura.

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Libri. Anche i ragazzi sono un giallo: torna il commissario di Walter Veltroni

Il 27 gennaio esce 'Giovanni Buonvino e l’omicidio dei ragazzi', la sesta indagine del commissario di Villa Borghese creato da Walter Veltroni. Il romanzo affronta il tragico omicidio di una diciassettenne, spingendo il protagonista a confrontarsi con l'universo complesso e spesso indecifrabile degli adolescenti contemporanei. Attraverso una narrazione che unisce il genere giallo all'analisi sociale, Veltroni esplora temi come la perdita, il segreto e la distanza generazionale. Questo caso mette in luce la necessità di un ascolto più attento verso le fragilità delle nuove generazioni, spesso percepite come una tribù aliena.

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Gli scenari della paura

L'articolo analizza la crescente tensione negli Stati Uniti causata dalle violente politiche migratorie di Trump e dai metodi brutali dell'ICE, culminati in uccisioni ingiustificate e violazioni del Quarto Emendamento. Nonostante il sostegno di parte dell'elettorato agli obiettivi di controllo delle frontiere, la maggioranza degli americani disapprova l'uso della forza e le incursioni senza mandato giudiziario. La Casa Bianca reagisce alle proteste accusando l'opposizione di alimentare l'insurrezione, facendo temere una deriva autoritaria e una possibile sfida alle regole dello stato di diritto. Questa situazione evidenzia una profonda crisi istituzionale che mette a rischio la tenuta della democrazia americana.

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A Minneapolis si sta ridefinendo la geografia del potere federale negli Stati Uniti

L'articolo analizza come le recenti operazioni dell'ICE negli Stati Uniti non rappresentino solo una politica migratoria, ma una strategia per riaffermare la sovranità federale nelle città democratiche considerate 'territori della resistenza'. Secondo l'autrice, il concetto di frontiera è diventato mobile e interno, trasformando le aree urbane in spazi di contesa dove il potere centrale agisce con una logica di occupazione territoriale e simbolica. Attraverso arresti spettacolari, l'amministrazione mira a dimostrare il proprio dominio sulle autorità locali, trasformando la deportazione in una forma di teatralizzazione del potere. Questa strategia crea un clima di insicurezza diffusa che altera radicalmente il rapporto dei cittadini con lo spazio pubblico e la vita urbana. Tale scenario evidenzia una profonda e preoccupante crisi nel sistema federale e nella gestione della sovranità interna degli Stati Uniti.

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Velletri (Rm). Detenuto 48enne muore per un malore in carcere

Un detenuto romano di 48 anni è deceduto presso il carcere di Velletri a causa di un malore improvviso avvenuto nella mattinata di venerdì. Nonostante i soccorsi immediati della polizia penitenziaria e l'intervento del personale del 118, per l'uomo non c'è stato nulla da fare. Il magistrato di sorveglianza ha disposto l'autopsia presso l'istituto di medicina legale di Tor Vergata per accertare le cause del decesso. Questo tragico evento richiama l'attenzione sulle criticità legate alla salute e alla gestione delle emergenze sanitarie all'interno delle carceri italiane.

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Regeni, dieci anni dopo: “È solo una tappa, non ci fermeremo”

A dieci anni dalla morte di Giulio Regeni, la famiglia ha rinnovato da Fiumicello l'appello per ottenere verità e giustizia, in attesa di una decisione della Corte Costituzionale che possa sbloccare il processo attualmente sospeso. Claudio e Paola Regeni hanno sottolineato l'importanza del sostegno della società civile, l'cosiddetta "onda gialla", per contrastare l'omertà che circonda il caso del ricercatore ucciso al Cairo. Nonostante la solidarietà pubblica, i genitori hanno espresso amarezza per l'assenza di azioni concrete da parte delle istituzioni italiane. Questa vicenda mette in luce la persistente difficoltà del sistema giuridico e politico italiano nell'ottenere cooperazione internazionale su gravi violazioni dei diritti umani.

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Pensare di punire i genitori per minori che compiono reati è agghiacciante, perché quelle famiglie sono semmai vittime

L'autrice invita a ridefinire il cosiddetto 'disagio giovanile' come una forma profonda di dolore causata da una società atomizzata e priva di agenzie di socializzazione. L'articolo critica aspramente le misure punitive e repressive, definendole inutili e dannose per famiglie spesso già vittime di povertà e mancanza di strumenti culturali. Per affrontare la crisi, viene proposta la necessità di investire seriamente nei servizi socio-sanitari, nello smart working per i genitori e in una scuola orientata alla cooperazione anziché alla competizione. Questa analisi sottolinea l'urgenza di passare da una logica di persecuzione a una di supporto strutturale per le nuove generazioni.

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Bologna. Anila Rubiku e l’arte che entra in carcere: “La mia idea di libertà”

Dal 6 all'8 febbraio, il carcere della Dozza di Bologna ospita la mostra 'I’m Still Standing' dell’artista Anila Rubiku, segnando il debutto della struttura nel circuito di Art City. Le opere esposte utilizzano tecniche tradizionali come il ricamo per narrare storie di resilienza, diritti negati e speranza, trasformando le sale dei colloqui in uno spazio di dialogo culturale. L’iniziativa, aperta anche al pubblico esterno, mira a favorire il riscatto dei detenuti e la crescita sociale attraverso la bellezza e la riflessione artistica. Questo progetto evidenzia il ruolo cruciale dell'arte come strumento di inclusione e apertura per le istituzioni penitenziarie italiane.

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Venezia. Perché lo spettacolo “Parole e musica per la Gabbianella”

L'associazione 'La Gabbianella' annuncia lo scioglimento dopo oltre 25 anni di attività dedicati alla tutela dei minori e al sostegno della genitorialità in carcere. L'organizzazione ha promosso riforme per le adozioni, garantito istruzione ai figli delle detenute e collaborato con i servizi sociali per prevenire la dispersione scolastica. Nonostante l'importante contributo culturale e la firma di protocolli istituzionali, la mancanza di ricambio generazionale e le difficoltà di collaborazione con le istituzioni hanno portato alla chiusura definitiva. Questa fine evidenzia la fragilità del volontariato italiano e il rischio di perdere presidi fondamentali per i diritti dei bambini legati al mondo penitenziario.

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Quella deriva populista dell’Anm lascerà macerie nei tribunali

Valerio Spigarelli critica duramente l'Associazione Nazionale Magistrati (ANM) per aver abbandonato il confronto tecnico sulla separazione delle carriere a favore di una propaganda di stampo populista. L'autore evidenzia come il dibattito attuale sia dominato da slogan semplificatori e inesattezze storiche, ricordando che l'unità della giurisdizione era in realtà sostenuta proprio dal regime fascista. Viene lamentata la perdita di profondità intellettuale in una questione giuridica complessa, ormai ridotta a pura contrapposizione ideologica tra magistratura e politica. Ciò mette in luce una preoccupante deriva comunicativa che mina la qualità del dibattito sulle riforme costituzionali in Italia.

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Trieste. “Al Coroneo in dieci in una cella, caccia alle cimici e sovraffollamento: serve un nuovo carcere”

Enrico Sbriglia, Garante regionale dei detenuti, ha denunciato le condizioni drammatiche del carcere Coroneo di Trieste a seguito di una recente visita ispettiva. La struttura ospita 236 detenuti a fronte di soli 117 posti disponibili, presentando gravi carenze igieniche, infestazioni di cimici e una cronica mancanza di spazi per il reinserimento sociale. Sbriglia sollecita la costruzione di un nuovo istituto e propone di valutare un'amnistia condizionata a rigorosi percorsi di integrazione per evitare il collasso del sistema. Questa situazione evidenzia l'urgenza di interventi strutturali per garantire la dignità umana e la sicurezza collettiva all'interno delle carceri italiane.

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