La resistenza iraniana vive nelle carceri

Riassunto

L'articolo descrive la resistenza nonviolenta dei detenuti politici iraniani che, ogni martedì, attuano uno sciopero della fame per protestare contro l'allarmante incremento delle esecuzioni capitali. L'autrice critica la figura di Reza Pahlavi, sostenendo che la vera liberazione non possa essere una semplice restaurazione monarchica, ma debba nascere dalla consapevolezza e dal sacrificio di chi vive l'oppressione, come Maryam Rajavi. Attraverso parallelismi storici con Gandhi e Mandela, viene sottolineato il ruolo centrale del carcere come luogo di formazione per i futuri processi democratici. Questa analisi evidenzia come la lotta per i diritti umani nelle carceri sia il cuore pulsante di ogni autentica liberazione politica.

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