Decreto a tappe forzate, sulla repressione nessun ripensamento

Riassunto

L'articolo analizza criticamente il nuovo decreto sicurezza 23/2026, denunciando una deriva autoritaria che mira a criminalizzare il dissenso attraverso l'uso improprio della decretazione d'urgenza. L'autrice evidenzia come la "amministrativizzazione della sicurezza" affidi poteri discrezionali a prefetti e questori, limitando il diritto di manifestare con sanzioni pecuniarie e misure restrittive basate sul semplice sospetto. Il testo sottolinea inoltre i profili di incostituzionalità del provvedimento, che colpirebbe la libertà personale e il principio di uguaglianza. Questa situazione evidenzia una preoccupante erosione degli spazi democratici e del diritto di espressione in Italia.

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