Giornalismo, quelle strane condanne

Riassunto

L'articolo analizza la mobilitazione dei giornalisti-videomaker contro la possibile condanna di Fabio Butera, punito per non aver rimosso commenti offensivi di terzi dalla propria pagina Facebook. L'autore evidenzia il contrasto tra la giurisprudenza italiana e le direttive europee come il Digital Services Act, che pongono la responsabilità della moderazione in capo ai provider e non ai singoli individui. La vicenda mette in luce l'inadeguatezza di applicare criteri dell'era analogica al mondo digitale, rischiando di creare un precedente pericoloso per la libertà di espressione. Ciò evidenzia l'urgenza di una riforma normativa moderna che tuteli gli utenti dalle complessità tecniche e legali dell'infosfera.

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