“Modello Giubileo anche sui detenuti. Per l’indulto un patto Stato-aziende”

Il senatore Walter Verini propone un "grande patto nazionale" per affrontare l'emergenza sovraffollamento nelle carceri italiane, citando l'appello di Papa Francesco e i dettami della Costituzione. La proposta prevede un piano straordinario che coinvolga imprese e comuni per garantire formazione, alloggio e lavoro ai detenuti beneficiari di provvedimenti di clemenza, come l'indulto o la liberazione anticipata. Secondo Verini, l'intervento deve riguardare circa 15.000 persone condannate per reati minori, superando l'immobilismo e le logiche puramente punitive del governo. Questo approccio mira a trasformare la detenzione in un percorso di reale reinserimento sociale, rispondendo a una crisi umanitaria che non può più attendere.

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Lo strumento del carcere e il ruolo nella società

L'articolo analizza la recente rivolta nel carcere della Dozza a Bologna, scatenata dal rifiuto di cure mediche per un detenuto, inserendola nel contesto dell'emergenza carceraria italiana a fine 2025. I dati riportati da Antigone mostrano un sovraffollamento critico del 138,5% e un numero allarmante di 241 decessi, di cui 90 suicidi, accompagnati da carenze strutturali come la mancanza di riscaldamento e acqua calda. L'autrice evidenzia come l'istituzione carceraria sia diventata un luogo di marginalizzazione e indifferenza statale, perdendo la sua funzione rieducativa originale. Questa situazione mette in luce una crisi umanitaria e politica senza precedenti per il sistema penitenziario italiano.

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Difetti e rinvii, il processo penale telematico resta sulla carta. Ma le scadenze del Pnrr incombono

Il processo penale telematico in Italia continua a subire rallentamenti a causa di gravi malfunzionamenti tecnici e applicativi ancora definiti allo stato embrionale. Nonostante le scadenze del PNRR, i tribunali di Napoli e Roma hanno posticipato l'obbligatorietà del deposito digitale al giugno 2026 per evitare il collasso delle attività giudiziarie. Il Consiglio Superiore della Magistratura ha espresso forte prudenza, avvertendo che un'informatizzazione prematura rischierebbe di paralizzare la macchina della giustizia invece di renderla più efficiente. Questa situazione mette in luce la profonda crisi tra le ambizioni di digitalizzazione e la realtà delle infrastrutture tecnologiche nel sistema penale italiano.

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Sul carcere il Giubileo è stato profetico. Alla politica invece è mancata umanità

L’articolo riflette sulla conclusione del Giubileo, evidenziando il contrasto tra l’attenzione umanitaria dei Pontefici verso i detenuti e l’indifferenza della politica istituzionale. Nonostante l’apertura della Porta Santa a Rebibbia e i ripetuti appelli del Presidente della Repubblica, il sistema carcerario continua a soffrire per sovraffollamento, suicidi e una deriva normativa sempre più punitiva. Flick critica l’approccio “pancarcerario” dello Stato e l'ostilità verso chi denuncia il degrado delle celle, sottolineando come la giustizia riparativa resti l'unica via per un reale recupero della responsabilità sociale. Questa situazione evidenzia la necessità urgente di una riforma che trasformi il carcere da luogo di mera sofferenza a spazio di riabilitazione e dignità.

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“Dico Sì perché servono nomine vere e non frutto di spifferi correntizi”

Nell'intervista di Valentina Stella, l'avvocato Nicola Buccico sottolinea la necessità di riforme che garantiscano l'effettiva indipendenza della magistratura e la separazione delle carriere per assicurare un processo penale di matrice accusatoria. Buccico critica aspramente il sistema delle correnti all'interno del CSM e la natura autoassolutoria dei Consigli giudiziari, vedendo nel referendum un'occasione per superare le degenerazioni patologiche del sistema. L'ex presidente del CNF ribadisce che la magistratura deve rimanere un ordine autonomo, terzo rispetto alle parti e svincolato dalle influenze politiche. Questa riflessione evidenzia l'urgenza di una riforma strutturale per restituire credibilità e piena terzietà al sistema giudiziario italiano.

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“Dico No perché una magistratura indebolita non tutela i cittadini”

Marcello De Chiara, vicepresidente dell'Anm, esprime forte preoccupazione per la riforma della magistratura, sostenendo che una magistratura indebolita dal potere politico danneggi i cittadini e le minoranze. Egli respinge l'idea di un appiattimento dei giudici sulle tesi dei pubblici ministeri e critica duramente l'introduzione del sorteggio per il Csm, definendolo un'umiliazione contraria ai principi democratici. De Chiara sottolinea inoltre come l'attuale gestione delle nomine sia basata in gran parte sull'unanimità, smentendo la narrazione di un sistema guidato esclusivamente da logiche di appartenenza correntizia. Questa intervista evidenzia il profondo scontro tra politica e magistratura sul tema cruciale dell'indipendenza giudiziaria in Italia.

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Referendum, si va verso il voto domenica 22 marzo. Attesa l’ufficialità

Il referendum sulla riforma della giustizia, che prevede la separazione delle carriere tra magistrati e pubblici ministeri, si terrà probabilmente il 22 e 23 marzo 2026. La scelta della data è il risultato di una mediazione tra il Quirinale e Palazzo Chigi per conciliare le tempistiche del governo con le richieste delle opposizioni. Mentre la maggioranza punta a concludere la consultazione prima di Pasqua, i leader del centrosinistra Schlein e Conte si preparano a una mobilitazione per il 'No'. L'ufficialità della data è attesa per i primi giorni del nuovo anno attraverso un decreto del Presidente della Repubblica. Questo appuntamento rappresenta un passaggio cruciale per definire l'assetto futuro del sistema giudiziario italiano.

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Così gli ermellini hanno ridato speranza alle persone detenute

La Corte Costituzionale ha dichiarato illegittima la riforma del governo che limitava la possibilità per i detenuti di richiedere la liberazione anticipata ogni sei mesi. Secondo la sentenza 201, posticipare la valutazione del percorso rieducativo a fine pena priva il condannato di un riscontro immediato e fondamentale per correggere il proprio comportamento. I giudici hanno stabilito che il monitoraggio semestrale è un incentivo essenziale per la riabilitazione, che non può essere sacrificato per esigenze di semplificazione burocratica. Damiano Aliprandi sottolinea come la Consulta abbia ripristinato il diritto del detenuto a un dialogo costante con la magistratura di sorveglianza. Questa decisione ribadisce la centralità del principio costituzionale della rieducazione nel sistema carcerario italiano.

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