“Modello Giubileo anche sui detenuti. Per l’indulto un patto Stato-aziende”
Francesco Malfetano
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Il Messaggero
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Riassunto
Il senatore Walter Verini propone un "grande patto nazionale" per affrontare l'emergenza sovraffollamento nelle carceri italiane, citando l'appello di Papa Francesco e i dettami della Costituzione. La proposta prevede un piano straordinario che coinvolga imprese e comuni per garantire formazione, alloggio e lavoro ai detenuti beneficiari di provvedimenti di clemenza, come l'indulto o la liberazione anticipata. Secondo Verini, l'intervento deve riguardare circa 15.000 persone condannate per reati minori, superando l'immobilismo e le logiche puramente punitive del governo. Questo approccio mira a trasformare la detenzione in un percorso di reale reinserimento sociale, rispondendo a una crisi umanitaria che non può più attendere.
Un gruppo di magistrati e giuristi propone l'adozione di un 'indulto differito' per contrastare l'emergenza del sovraffollamento carcerario in Italia, rispondendo agli appelli del Papa e del Presidente della Repubblica. A differenza dei provvedimenti passati, questa misura prevede un rinvio dell'efficacia di alcuni mesi per permettere un adeguato accompagnamento sociale e percorsi di reinserimento lavorativo. L'obiettivo è prevenire la recidiva garantendo che il ritorno in libertà sia supportato da servizi sociali, enti territoriali e progetti di giustizia riparativa. Tale proposta mira a coniugare la clemenza con la sicurezza collettiva e la dignità dei detenuti attraverso un percorso di restituzione sociale. Questo evidenzia la necessità di riforme che vadano oltre la semplice scarcerazione per affrontare in modo umano e strutturale le criticità del sistema penale.
Simone Alecci, Sergio Belardinelli, Umberto Curi, et al.
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Il Foglio
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Il testo propone un "indulto differito" come soluzione innovativa per affrontare l'emergenza del sovraffollamento carcerario in Italia, accogliendo gli appelli di Papa Francesco e del Presidente Mattarella. A differenza di un provvedimento immediato, questa misura prevede un'efficacia ritardata di tre o sei mesi per organizzare percorsi di reinserimento sociale, lavorativo e di giustizia riparativa. L'obiettivo è prevenire la recidiva e garantire la sicurezza collettiva attraverso un accompagnamento concreto del detenuto verso la libertà. Questa proposta evidenzia la necessità di una riforma che coniughi la clemenza istituzionale con la responsabilità sociale e strutturale del sistema penitenziario.
La proposta di un 'indulto differito' ha ricevuto il sostegno della CEI e del Cardinale Zuppi come risposta alla crisi di sovraffollamento e ai disagi psicologici nelle carceri italiane. A differenza del provvedimento tradizionale, questo modello prevede un periodo di sei mesi dedicato ad attività rieducative per facilitare il reinserimento sociale del detenuto. Secondo Mario Serio del Garante nazionale, l'obiettivo è onorare il mandato costituzionale della pena come percorso riabilitativo e non solo punitivo. L'iniziativa punta ora a diventare una proposta di legge di iniziativa popolare, sottolineando l'urgenza di trasformare il sistema penitenziario in un luogo di autentica speranza.