Padova. Ventuno tragedie in vent’anni: Il Garante: “Dramma annunciato”

Il fenomeno dei suicidi nelle carceri italiane rimane un'emergenza critica, con 80 casi registrati nel 2025. A Padova, due recenti suicidi hanno interrotto un periodo di stabilità, spingendo il Garante regionale Antonio Bincoletto a denunciare il sovraffollamento e il deterioramento dei modelli riabilitativi. Il 6 febbraio i garanti chiederanno a Roma misure straordinarie, come l'aumento dei giorni di sconto per buona condotta per facilitare le dimissioni anticipate. Questa situazione evidenzia la necessità impellente di ripensare la gestione carceraria per rispettare il dettato costituzionale e prevenire nuove tragedie.

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Nei panni dell’altro

L'articolo riflette sulle recenti scuse pubbliche dell'ex magistrato Andrea Padalino, che ha ammesso gravi responsabilità circa le violazioni dello stato di diritto commesse durante la stagione di Mani Pulite. L'autore Mattia Feltri critica il fatto che figure istituzionali comprendano le storture del sistema giudiziario e carcerario solo dopo esserne diventati vittime in prima persona. Viene citato anche il caso di Gianni Alemanno come esempio di una consapevolezza che giunge troppo tardi, nonostante il dovere morale di agire preventivamente. Questo scenario solleva una questione critica sulla capacità della classe dirigente italiana di comprendere la realtà senza doverla subire.

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Cosa legge Cospito lo decide il direttore del carcere

L'articolo esamina il conflitto tra la magistratura di Sassari e il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria (Dap) riguardo al diritto di Alfredo Cospito, detenuto al 41-bis, di leggere alcuni libri di letteratura e scienza. Nonostante il parere favorevole del magistrato di sorveglianza, il Dap ha presentato ricorso definendo i testi "voluttuari" e non essenziali per i diritti fondamentali. Questa posizione solleva interrogativi sulla discrezionalità dei direttori carcerari, poiché i volumi richiesti non presentano alcun profilo di pericolosità o finalità eversiva. La vicenda mette in luce la tensione tra le restrizioni del regime speciale e la tutela del diritto alla cultura per i detenuti.

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Tribunali di Sorveglianza, Sos magistrati: “L’attività così è paralizzata”

Il sistema carcerario italiano affronta una grave crisi dovuta al sovraffollamento e alla carenza di magistrati di sorveglianza, con un rapporto critico di un magistrato ogni 300 detenuti. Samuele Ciambriello, garante campano dei detenuti, propone l'uso di misure alternative per i circa 16.700 reclusi con pene inferiori ai due anni per decongestionare gli istituti. Esperti e direttori carcerari sottolineano la necessità di aumentare l'organico per garantire la risocializzazione e il monitoraggio costante della vita dei reclusi. Questo scenario evidenzia l'urgenza di interventi strutturali per affrontare la cronica carenza di personale e migliorare l'efficienza del sistema penale italiano.

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Padova. Suicidio al Due Palazzi, il dolore del vescovo: “Interrotti percorsi umani e di speranza”

Un detenuto di 74 anni si è suicidato nel carcere Due Palazzi di Padova poco prima di un trasferimento causato dallo smantellamento della sezione Alta Sicurezza. Mons. Claudio Cipolla, vescovo di Padova, ha espresso forte preoccupazione per l'interruzione di percorsi riabilitativi e lavorativi decennali che tali provvedimenti comportano. Il vescovo ha richiamato le istituzioni a rimettere al centro la dignità della persona e la funzione rieducativa della pena, specialmente per chi sconta condanne molto lunghe. Questo tragico evento mette in luce la fragilità dei percorsi di reinserimento sociale di fronte a decisioni amministrative improvvise nel sistema carcerario.

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Firenze. Morto il detenuto che aveva tentato il suicidio a Sollicciano

Un detenuto di 29 anni è deceduto all’ospedale di Careggi dopo aver tentato il suicidio nel carcere di Sollicciano, dove era stato rinchiuso in seguito all'aggravamento di una misura cautelare. L'uomo, di origini marocchine, era stato trovato dagli agenti in condizioni disperate nella sua cella e trasportato d'urgenza in terapia intensiva. La vicenda ha avuto inizio con un arresto per rapina seguito da un secondo fermo per resistenza a pubblico ufficiale, che ha determinato il trasferimento in istituto penitenziario. Questo tragico evento evidenzia nuovamente la drammatica criticità dei suicidi e del disagio psicologico all'interno del sistema carcerario italiano.

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Napoli. Detenuto morto in carcere Secondigliano, le cause del decesso in corso di accertamento

Un detenuto è deceduto nel reparto T1 del carcere di Secondigliano, spingendo il sindacato Sinappe a richiedere un'inchiesta per accertare le cause del decesso. L'organizzazione sindacale ha colto l'occasione per denunciare le gravi criticità strutturali dell'istituto, come la carenza di personale e le difficili condizioni lavorative. Le autorità sono ora al lavoro per stabilire se si sia trattato di un malore naturale o di altre circostanze. Questo evento drammatico mette nuovamente in luce le persistenti problematiche sistemiche del regime carcerario italiano.

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Agrigento. La sorella di un detenuto: “Mio fratello isolato, minacciato e senza supporto”

Una donna ha denunciato le gravissime condizioni psicologiche e igienico-sanitarie in cui versa il fratello, detenuto presso il carcere di Agrigento, segnalando muffa nelle celle e rischi di suicidio. La famiglia chiede un intervento urgente e il trasferimento dell'uomo in Calabria per favorire il recupero e i contatti con i parenti, finora quasi impossibili. Il Garante regionale dei detenuti, Antonino De Lisi, ha confermato che il caso merita un approfondimento per verificare il rispetto dei diritti umani e della salute. Questa vicenda mette in luce la necessità di un monitoraggio costante sulla vivibilità e il benessere psicologico all'interno delle carceri italiane.

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Milano. Carcere di Opera, ancora denunce per il gelo in cella

Gli avvocati denunciano condizioni disumane nel carcere di Opera, caratterizzate da mancanza di riscaldamento, infiltrazioni d'acqua e gravi carenze nell'assistenza sanitaria anche per casi urgenti. Oltre al degrado strutturale, vengono segnalate restrizioni arbitrarie sui colloqui con persone non legate da vincoli di sangue e una drastica riduzione delle telefonate precedentemente autorizzate. La situazione ha generato forti tensioni, spingendo alcuni detenuti allo sciopero della fame e i legali a presentare esposti ai garanti nazionali e locali. Questo scenario evidenzia una gestione critica che mette a rischio i diritti fondamentali e la dignità umana garantiti dall'ordinamento penitenziario.

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Cuneo. Processo per le presunte torture sui detenuti: verranno sentiti in aula 60 testimoni

È iniziato a Cuneo il processo contro dieci agenti della polizia penitenziaria accusati di torture e violenze avvenute nel carcere di Cerialdo nel 2023. Le indagini descrivono una spedizione punitiva contro alcuni detenuti pakistani che protestavano per ricevere cure mediche, oltre a episodi di pestaggi e falsificazione di atti ufficiali per coprire i reati. Tra gli imputati compaiono anche l'ex comandante del carcere per omissione di denuncia e un medico per favoreggiamento. Il caso vede la partecipazione dei garanti dei detenuti come parti civili e punta a fare luce su gravi abusi di potere istituzionale. Questa vicenda sottolinea l'urgente necessità di garantire la trasparenza e il rispetto dei diritti umani all'interno del sistema carcerario italiano.

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Monza. Incontri e laboratori oltre le sbarre: gli studenti incontrano i detenuti

Il liceo Carlo Porta di Monza e la Provincia hanno lanciato il progetto pilota 'Incontro con il Carcere', coinvolgendo studenti e detenuti della casa circondariale di Bollate. L'iniziativa prevede laboratori didattici e una visita al ristorante 'In galera' per permettere ai ragazzi di confrontarsi direttamente con la realtà carceraria e le storie di chi la vive. L'obiettivo è promuovere il senso civico e la crescita personale degli studenti attraverso percorsi di educazione alla legalità e alla responsabilità sociale. Questa iniziativa rappresenta un esempio virtuoso di apertura delle istituzioni scolastiche verso il territorio e i temi della giustizia riparativa.

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Catania. I giovani detenuti puliscono la Villa Pacini

A Catania è partito un progetto di giustizia riparativa che coinvolge giovani sottoposti a procedimenti penali in attività di pulizia urbana come operatori ecologici. L'iniziativa, nata da un'intesa tra Prefettura, Comune, Tribunale per i minorenni e Gema Spa, mira a offrire ai ragazzi opportunità educative e futuri sbocchi lavorativi. Il presidente Roberto Di Bella evidenzia come il progetto permetta a giovani di quartieri isolati di integrarsi nel tessuto sociale e conoscere il valore storico della città attraverso visite guidate dell'Università. Al termine del percorso, i partecipanti riceveranno un attestato utile per l'inserimento nel mondo del lavoro, favorendo una cultura di sostenibilità sociale. Questa iniziativa rappresenta un passo fondamentale per offrire alternative concrete alla criminalità e contrastare il disagio minorile attraverso l'impegno civico.

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Libri. “Se fioriscono le spine” in un carcere. Quando la sofferenza porta alla verità

L'articolo recensisce il romanzo "Se fioriscono le spine" di Glauco Giostra, che descrive l'universo claustrofobico del carcere e la sua incapacità di offrire una vera speranza di riabilitazione. Attraverso la storia di Antonio, emerge che il riscatto sociale avviene spesso nonostante l'istituzione carceraria, grazie a incontri umani e circostanze eccezionali che interrompono il ciclo della criminalità. Il messaggio centrale è che il dolore può diventare un mezzo per cogliere la verità profonda dell'esistenza, superando le logiche repressive del sistema. Ciò evidenzia la necessità di una riforma profonda che metta l'umanità e la compassione al centro dell'esecuzione penale.

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Cinema. “Le farfalle della Giudecca”, il viaggio delle detenute verso un reinserimento virtuoso

Il documentario 'Le farfalle della Giudecca' racconta la vita quotidiana e i percorsi di riscatto delle detenute del carcere femminile di Venezia, mettendo in luce un modello penitenziario basato sull'empatia e sulla formazione. L'opera evidenzia come il lavoro, attraverso laboratori di sartoria, lavanderia e orticoltura, rappresenti una leva fondamentale per il reinserimento sociale e il superamento dei pregiudizi. Grazie alla sinergia tra istituzioni e associazioni, le detenute possono acquisire competenze professionali concrete, preparandosi a un futuro lontano dall'illegalità. Questo esempio virtuoso sottolinea la necessità di trasformare il tempo della reclusione in un'opportunità di riabilitazione effettiva per la dignità della persona.

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“Rapporto sullo stato dei diritti in Italia”, presentato dall’associazione A Buon Diritto

Il rapporto presentato dall’associazione "A Buon Diritto" delinea un quadro critico dei diritti fondamentali in Italia, evidenziando una preoccupante tendenza alla loro restrizione in nome della sicurezza. Tra le criticità maggiori emergono il calo della libertà di stampa, l'inasprimento delle pene per il dissenso e un sovraffollamento carcerario che ha raggiunto il 138,5%. Anche l'accesso alla salute è in crisi, con un italiano su dieci che rinuncia alle cure a causa dei costi e delle liste d'attesa. Questa situazione segnala la necessità urgente di un cambio di rotta per tutelare i principi di uguaglianza e dignità sociale sanciti dalla Costituzione.

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Migranti. Una “legge Basaglia” per i Cpr

L'articolo analizza il rapporto 2026 del Tavolo Asilo e Immigrazione, denunciando i CPR come "istituzioni totali" strutturalmente degradate e lesive dei diritti fondamentali. Il monitoraggio evidenzia un'inquietante opacità amministrativa che ostacola le ispezioni, oltre all'inagibilità di quasi la metà dei posti disponibili a causa di rivolte e mancanza di manutenzione. Nonostante l'obiettivo dichiarato delle espulsioni, il sistema si dimostra radicalmente inefficace e opera costantemente al di sotto delle sue capacità effettive. Questa situazione mette in luce l'urgenza di superare un modello detentivo che appare non solo disumano, ma anche funzionalmente inutile per lo Stato.

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Migranti. Cpr, i numeri che smontano le retoriche del Governo

Un rapporto del Tavolo asilo e immigrazione rivela che i Centri di permanenza per rimpatri (Cpr) in Italia sono strutturalmente sottoutilizzati, con una capienza effettiva calata del 18,3% negli ultimi tre anni. Nonostante il governo intenda potenziare queste strutture, meno della metà dei trattenuti viene effettivamente rimpatriata, segnando il tasso di efficacia più basso di sempre (41,8%). Il documento critica la gestione della detenzione amministrativa, evidenziando come i centri risultino funzionalmente fallimentari e sempre più spesso contestati dall'autorità giudiziaria. Questa situazione mette in luce una profonda discrepanza tra la propaganda politica e la realtà operativa di un sistema di detenzione considerato da molti ormai ingiustificato.

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Vorrei Istituzioni che sappiano essere miti e sensibili

L'autrice Ornella Favero denuncia l'incapacità delle istituzioni carcerarie di ammettere i propri errori e chiedere scusa, partendo dal tragico suicidio di un detenuto a Padova a seguito di un trasferimento improvviso. L'articolo presenta diversi casi di persone detenute le cui vite e percorsi di reinserimento sono stati danneggiati da accuse infondate o errori burocratici, senza mai ricevere scuse ufficiali dopo l'assoluzione. Favero sottolinea che la rieducazione dovrebbe coinvolgere anche gli operatori in un processo di assunzione di responsabilità, criticando un sistema che spesso ignora l'umanità dei singoli. Questa situazione evidenzia una criticità profonda nel rapporto tra Stato e cittadini detenuti all'interno del sistema penale italiano.

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