Carcere al posto dei domiciliari: il ritardo nel trasferimento va risarcito
Riassunto
La Corte di Cassazione ha stabilito che il ritardo ingiustificato nel trasferimento dal carcere ai domiciliari dà diritto alla riparazione per ingiusta detenzione, riconoscendo la profonda differenza qualitativa tra la vita in cella e quella domestica. Secondo la sentenza 10970/2026, lo Stato è responsabile non solo per errori giudiziari su persone innocenti, ma anche per inefficienze burocratiche o lentezze dei magistrati che prolungano la permanenza in un istituto penitenziario senza valida ragione. La decisione sottolinea che ogni giorno trascorso in cella oltre il dovuto incide gravemente sulla libertà individuale e deve quindi essere oggetto di indennizzo economico. Questo orientamento ribadisce l'obbligo di tempestività per cancellerie e giudici, evidenziando come la burocrazia possa ledere i diritti fondamentali garantiti dalla Costituzione.